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ankoumaycry

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  1. [WORD] Epifania

    Epifania Il termine epifania deriva dal greco ἐπιφάνεια, epifaneia, che può significare manifestazione, apparizione, venuta, presenza divina, e dal verbo ἐπιφάινω, epifaino, appaio. Nella forma 'Eπιφάνια (San Giovanni Crisostomo) assume la valenza di "Natività di Cristo", oltre che di "Epifania" come noi la intendiamo. Esiste anche l'aggettivo epifanico. Nel linguaggio contemporaneo Epifania sta ad indicare l'Epifania del Signore, una festa cristiana che cade il 6 gennaio, cioè dodici giorni dopo il Natale. Con la Pasqua, l'Ascensione, la Pentecoste ed il Natale, quella dell'Epifania costituisce una delle massime solennità che la Chiesa celebra. Cenni storici Il termine ἐπιφάνεια veniva utilizzato dai greci per indicare l'azione o la manifestazione di una divinità (mediante miracoli, visioni, segni, ecc.). Nel III secolo[1] i cristiani iniziarono a commemorare, con il termine Epifania, le manifestazioni divine (come i miracoli, i segni, le visioni, ecc.) di Gesù. In particolare, tra queste manifestazioni si sono sottolineate: l'adorazione da parte dei Re Magi, il battesimo di Gesù ed il primo miracolo avvenuto a Cana. Oggi con questo termine si intende, invece, la prima manifestazione pubblica della divinità, con la visita dei Magi. Nel mondo ortodosso, alcuni usano il termine Epifania per indicare la festa che cade sempre il 6 gennaio (o tredici giorni più tardi nelle Chiese che seguono il calendario giuliano) e viene più correntemente chiamata Teofania. In questo giorno viene celebrato il battesimo di Gesù nel Giordano, mentre la visita dei Magi, commemorata dai Cattolici di rito latino e da altre Chiese occidentali in una festa a sé, nelle chiese di rito bizantino viene celebrata il giorno stesso del Natale.[2]. Epifanio ci racconta il Battesimo di Gesù come la manifestazione della sua divinità: « [...] Quando tutto il popolo si fu battezzato, venne anche Gesù e fu battezzato da Giovanni. E allorché uscì dall'acqua, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito Santo in forma di colomba che discendeva e penetrava in lui. E dai cieli venne una voce che disse: Tu sei il mio figlio diretto: in te mi sono compiaciuto. E poi ancora: Io oggi ti ho generato. E in quel momento una gran luce illuminò tutto il luogo. Vedendolo Giovanni gli disse: Tu chi sei? E di nuovo una luce dal cielo a lui: Questo è il mio figlio diletto in cui mi sono compiaciuto. Allora Giovanni gettandosi ai suoi piedi disse: Ti prego Signore, battezzami tu! Ma egli vi si oppose, dicendo: Lascia, perché così conviene si adempiscano le cose » (Epifanio, Haer. XXX 13,7) Riguardo la nascita di Gesù il testo dei Vangeli, come quello di tutte le altre opere di scrittori antichi, è il frutto di un lavoro storico, filologico e dottrinale che richiede delle scelte tra alternative differenti. Ad esempio Epifanio cita un passo del vangelo di Luca 3,22 diverso da quello riportato dalle attuali traduzioni della Bibbia; questa discrepanza è presente in vari codici, tra cui il codice Bezæ: le parole di Dio sono rese σὺ εἶ ὁ υἱὸς μου ὁ ἀγαπητὸς, εγὼ σήμερον γεγέννεκα σε (su ei huios mou ho agapetos, ego semeron gegenneka se, Tu sei il mio figlio prediletto, in questo giorno ti ho generato) al posto di ἐν σοὶ εὐδόκησα (en soi eudokesa, in te mi sono compiaciuto)[3]. I Magi sono stati interpretati come Re Magi per l'influsso di Isaia 60,3, e sono stati attribuiti loro i loro nomi di Melchiorre (semitico), Gaspare (camitico) e Baldassarre (giapetico). Secondo il Vangelo di Matteo (2,2) i Magi (non precisati nel numero), guidati in Giudea da una stella (αστερα, da ἀστήρ, stella od astro), portano in dono a Gesù bambino, riconosciuto come "re dei Giudei" (Mt 2,2: βασιλευς των ιουδαιων), oro (omaggio alla sua regalità), incenso (omaggio alla sua divinità) e mirra (anticipazione della sua futura sofferenza redentrice) e lo adorano. Con l'Epifania si celebra la prima manifestazione della divinità di Gesù all'intera umanità, con la visita solenne, l'offerta di doni altamente significativi e l'adorazione dei magi, autorevoli esponenti di un popolo totalmente estraneo al mondo ebraico e mediterraneo. Avvenimento di fondamentale importanza per la tradizione cristiana, che ha trovato riscontro in numerosissime opere d'arte. Nelle chiese cristiane ortodosse(che seguono il calendario giuliano), il 7 gennaio si celebra la Nascita di Gesù, a causa di una differenza di tredici giorni fra calendario gregoriano, in uso in occidente dal 1582, e il calendario giuliano precedente, ancora in uso in certe chiese ortodosse. Aspetti folkloristici e culturali dell'Epifania Nelle varie culture la celebrazione dell'Epifania si accompagna a simboli e tradizioni diverse di derivazione molto antiche (culti solari) frammiste a contaminazioni più recenti come: * la Stella Cometa che guida i Re Magi (tradizione orientale contaminata dal cristianesimo); * l'accensione di fuochi augurali (culti solari); * lo scambio di doni; * le feste popolari; * la tradizione dei regali ai bambini (nella calza), soprattutto nei paesi di tradizione cattolica. In Italia, i doni sono portati dalla Befana (impersonificata da una vecchia brutta ma buona, legata secondo la tradizione all'adorazione dei Magi). In Spagna, i regali sono portati dai Re Magi. L'Epifania come festività civile Non in tutti i paesi cristiani il 6 gennaio è riconosciuto come festività anche agli effetti civili. Oltre che in Italia (salvo che nel periodo 1978 / 1985)[4], lo è in Austria, Croazia, Finlandia, in alcuni Länder della Germania, in Grecia, in Slovacchia, in Spagna, in Svezia ed in alcuni cantoni della Svizzera. Cerimonie in Grecia Le cerimonie principali dell'Epifania sono le seguenti: -Santificazione Grande (cerimonia religiosa che si svolge all'interno delle chiese) -Immersione della Santa Croce (cerimonia religiosa in seguito alla santificazione Grande.L'immersione della Santa Croce avienne di solito sulla costa del mare, nei porti, in riva ai fiumi o ai laghi e in bacini di acqua se si ha bisogno come ad Atene. Tradizioni in Grecia -Canti dell'Epifania che dicono i bambini alla vigilia della festa. - Il recupero della Croce da nuotatori.Chi prende la Croce la bacia e dopo la porta da casa a casa e prende tanti regali e doni. -La benedizione delle case da sacerdoti. -Il lavaggio delle immagini. -La danza dei καλικάντζαροι (una specie di folletti)(In numerose leggende greche questi foletti erano persone con il destino di diventare cattivi demoni, i foletti erano quelli che erano nati entro dodici giorni e non erano battezzati.I folletti vengono la vigilia di Natale e si nascondono solo di notte nei mulini,ai ponti e nei fiumi e se ne vanno al terzo canto del gallo.Al di fuori dei dodici giorni il resto dell'anno vivono nelle viscere della terra e segano l'albero che tiene la terra ).Vengono alla superficie, verso la fine del loro lavoro per la paura che la terra li schiaccia.Quando riscendono, trovare l'albero tutto intatto e ricominciano a segarlo.L'albero di Natale simbolizza questa integrità , la potenza divina e la protezione in presenza di Cristo. Ecco che succede in Grecia nel Epifania Questa canzone e quella che cantono i bambini piccoli da porta e porta prendendo cosi soldi e dolci Come vienne festeggiata all'isola greca Santorini Tradizioni in Italia Secondo la tradizione italiana la Befana fa visita ai bambini il 6 gennaio, durante la notte dell'epifania, per riempire le calze lasciate da essi appositamente appese. Nel caso siano stati buoni, il contenuto sarà composto da caramelle e cioccolatini, in caso contrario conterranno carbone. Spesso la befana viene descritta come una vecchia, che vola su una scopa. A differenza di una strega è spesso sorridente e ha una borsa o un sacco pieno di ogni squisitezza, regali per i bambini meritevoli, ma anche di carbone per i bambini che non sono stati buoni durante l'anno. La distribuzione di regali ai bambini a nome della Befana fu fortemente incoraggiata dal fascismo,[3] nell'ambito dell'opera di "romanizzazione" della penisola. Simbologia sulla befana L'origine di questa figura va probabilmente connessa a tradizioni agrarie pagane relative all'anno trascorso, ormai pronto per rinascere come anno nuovo. Difatti rappresenta la conclusione delle festività natalizie come interregno tra la fine dell'anno solare (solstizio invernale, Sol Invictus) e l'inizio dell'anno lunare.[4] L'aspetto da vecchia sarebbe dunque una raffigurazione dell'anno vecchio: una volta davvero concluso, lo si può bruciare così come accadeva in molti paesi europei, dove esisteva la tradizione di bruciare fantocci, con indosso abiti logori, all'inizio dell'anno (vedi ad esempio la Giubiana e il Panevin o Pignarûl, Casera, Seima o Brusa la vecia, oppure il Falò del vecchione che si svolge a Bologna a capodanno). In quest'ottica l'uso dei doni assumerebbe un valore propiziatorio per l'anno nuovo. Un'ipotesi suggestiva è quella che collega la Befana con una festa romana, che si svolgeva all'inizio dell'anno in onore di Giano e di Strenia (da cui deriva il termine "strenna") e durante la quale si scambiavano regali. La Befana si richiama pure ad alcune figure della mitologia germanica, Holda e Berchta, sempre come personificazione della natura invernale. Secondo una versione "cristianizzata", i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia. Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci. Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.
  2. [WORD] San Valentino

    San Valentino (festa) La festa di San Valentino è una ricorrenza dedicata agli innamorati e celebrata in gran parte del mondo (soprattutto in Europa, nelle Americhe ed in Estremo Oriente ) il 14 febbraio. Descrizione La festività prende il nome dal santo e martire cristiano San Valentino[1], e venne istituita nel 496 da Papa Gelasio I, andando a sostituirsi alla precedente festa pagana delle lupercalia. La pratica moderna di celebrazione della festa, centrata sullo scambio di messaggi d'amore e regali fra innamorati, risale probabilmente all'alto medioevo, e potrebbe essere in particolare riconducibile al circolo di Geoffrey Chaucer in cui prese forma la tradizione dell'amor cortese. Soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, il tratto più caratteristico della festa di San Valentino è lo scambio di valentine, bigliettini d'amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell'amore romantico (la colomba, l'immagine di Cupido con arco e frecce, e così via). A partire dal XIX secolo, questa tradizione ha alimentato la produzione industriale e commercializzazione su vasta scala di biglietti d'auguri dedicati a questa ricorrenza.[2] La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno vengano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d'auguri, numero che colloca questa ricorrenza al secondo posto, come numero di biglietti acquistati e spediti, dopo Natale. Storia La ricorrenza di San Valentino ha sostituito in epoca cristiana i lupercalia romani, celebrati il 15 febbraio; questi riti erano però dedicati alla fertilità e non all'amore romantico. Nel 496 Papa Gelasio I dedicò il 14 febbraio al santo e martire San Valentino, presumibilmente anche con lo scopo di cristianizzare la festività romana. Sebbene la figura di San Valentino sia nota anche per il messaggio di amore portato da questo santo, l'associazione specifica con l'amore romantico e gli innamorati è quasi certamente posteriore, e la questione della sua origine è controversa. Una delle tesi più note è che l'interpretazione di San Valentino come festa degli innamorati si debba ricondurre al circolo di Geoffrey Chaucer, che nel Parlamento degli Uccelli associa la ricorrenza al fidanzamento di Riccardo II d'Inghilterra e Anna di Boemia.[4] Tuttavia, studiosi come Henry Kelly e altri hanno messo in dubbio questa interpretazione. In particolare, il fidanzamento di Riccardo II sarebbe da collocare al 3 maggio, giorno dedicato a un altro santo omonimo del martire, San Valentino di Genova. Pur rimanendo incerta l'evoluzione storica della ricorrenza, ci sono alcuni riferimenti storici che fanno ritenere che la giornata di San Valentino fosse dedicata agli innamorati già dai primi secoli del II millennio. Fra questi c'è la fondazione a Parigi, il 14 febbraio 1400, dell'"Alto Tribunale dell'Amore", un'istituzione ispirata ai principi dell'amor cortese. Il tribunale aveva lo scopo di decidere su controversie legate ai contratti d'amore, i tradimenti, e la violenza contro le donne. I giudici venivano selezionati sulla base della loro familiarità con la poesia d'amore. La più antica "valentina" di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo, e fu scritta da Carlo d'Orléans, all'epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie con le parole: Je suis desja d'amour tanné, ma tres doulce Valentinée…. L'uso di spedire "valentine" nel mondo anglosassone risale almeno al XIX secolo. Già alla metà del secolo negli Stati Uniti alcuni imprenditori come Esther Howland (1828-1904) iniziarono a produrre biglietti di San Valentino su scala industriale; a sua volta, la Howland si ispirò a una tradizione antecedente originaria del Regno Unito. Fu proprio la produzione su vasta scala di biglietti d'auguri a dare impulso alla commercializzazione della ricorrenza e, al contempo, alla sua penetrazione nella cultura popolare.[9][10] Il processo di commercializzazione della ricorrenza continuò nella seconda metà del XX secolo, soprattutto a partire dagli Stati Uniti. La tradizione dei biglietti amorosi iniziò a diventare secondaria rispetto allo scambio di regali come scatole di cioccolatini, mazzi di fiori, o gioielli. Speciali o film Alcune serie hanno dedicato degli special alla festività come: * Ed Edd Eddy Hanky Panky Hullabaloo (Il Giorno di San Valentino) Ma Anche Film come: * San Valentino di Sangue * Il Giorno di San Valentino E canzoni come: * Valentine's Day dei Linkin Park source:wikipedia
  3. [WORD] Orfeo

    Orfeo Orfeo (greco: Ὀρφεύς, latino: Orphe͡us) è una figura della mitologia greca. Su di lui si basa la religione orfica. La storia Secondo le più antiche fonti Orfeo è nativo della Tracia, terra lontana e misteriosa, nella quale fino ai tempi di Erodoto era testimoniata l'esistenza di sciamani che fungevano da tramite fra il mondo dei vivi e dei morti, dotati di poteri magici operanti sul mondo della natura, capaci di provocare uno stato di trance tramite la musica. Figlio della Musa Calliope e del sovrano tracio Eagro, o, secondo altre versioni, del dio Apollo, appartiene alla generazione precedente l'epoca della religione greca classica. Gli è spesso associato, come figlio o allievo, Museo. Egli fonde in sé gli elementi apollineo e dionisiaco: come figura apollinea è il figlio o il pupillo del dio Apollo, che ne protegge le spoglie, è un eroe culturale, benefattore del genere umano, promotore delle arti umane e maestro religioso; in quanto figura dionisiaca, egli gode di un rapporto simpatetico con il mondo naturale, di intima comprensione del ciclo di decadimento e rigenerazione della natura, è dotato di una conoscenza intuitiva e nella vicenda stessa vi sono evidenti analogie con la figura di Dioniso per il riscatto dagli inferi della Kore. La letteratura, d'altra parte, mostra la figura di Orfeo anche in contrasto con le due divinità: la perdita dell'amata Euridice sarebbe da rintracciarsi nella colpa di Orfeo di aver assunto prerogative del dio Apollo di controllo della natura attraverso il canto; tornato dagli inferi, Orfeo abbandona il culto del dio Dioniso rinunciando all'amore eterosessuale, "inventando" così per la prima volta nella storia l'amore omosessuale. In tale contesto si innamora profondamente di Calais, figlio di Borea, e insegna l'amore omosessuale ai Traci. Per questo motivo, le baccanti della Tracia, seguaci del dio, furenti per non essere più considerate dai loro mariti, lo assalgono e lo fanno a pezzi (vedi: Fanocle). Nella versione del mito contenuta nelle Georgiche di Virgilio la causa della sua morte è invece da ricercarsi nella rabbia delle baccanti per la sua decisione di non amare più nessuno dopo la morte di Euridice. Le imprese di Orfeo Secondo la mitologia classica, Orfeo prese parte alla spedizione degli Argonauti: quando la nave Argo passò accanto all'isola delle Sirene, i marinai furono irretiti dal loro canto, ma Orfeo li salvò intonando un canto ancora più melodioso che ruppe l'incantesimo. Ma la sua fama è legata soprattutto alla tragica vicenda d'amore che lo vide unito alla ninfa Euridice: Aristeo, uno dei tanti figli di Apollo, amava perdutamente Euridice e, sebbene il suo amore non fosse corrisposto, continuava a rivolgerle le sue attenzioni fino a che un giorno ella, per sfuggirgli, mise il piede su un serpente, che la uccise col suo morso. Orfeo penetrò allora negli inferi incantando Caronte con la sua musica. Sempre con la musica placò anche Cerbero, il guardiano dell'Ade. Persefone, commossa dal suo dolore e sedotta dal suo canto, persuase Ade a lasciare che Euridice tornasse sulla terra. Ade accettò, ma ad un patto: Orfeo avrebbe dovuto precedere Euridice per tutto il cammino fino alla porta dell'Ade senza voltarsi mai all'indietro. Esattamente sulla soglia degli Inferi, e credendo di esser già uscito dal Regno dei Morti, Orfeo non riuscì più a resistere al dubbio e si voltò, per vedere Euridice scomparire all'istante e tornare tra le Tenebre per l'eternità. Orfeo, secondo il mito, da allora rifiutò il canto e la gioia, offendendo le Menadi, seguaci di Dioniso che lo uccisero e lo dilaniarono, si nutrirono di parte del suo corpo e ne gettarono la testa nell'Erebo. La testa scese fino al mare e da qui all'isola di Lesbo, dove la testa fu sepolta nel santuario di Apollo. Il corpo venne seppellito dalle Muse ai piedi dell'Olimpo. La sua lira venne invece infissa nel cielo, e formò una costellazione. Un'altra versione, più drammatica e commovente, parte dalle stesse premesse: Euridice muore uccisa da un serpente mentre scappa dalle grinfie di Aristeo. Orfeo decide allora di andarla a riprendere. Dunque, trova a Cuma la discesa per gli Inferi. Giunto lì incanta Caronte, Cerbero e Persefone. Ade acconsente a patto che egli non si volti fino a che entrambi non siano usciti dal regno dei morti. Insieme ad Hermes (che deve controllare che Orfeo non si volti), si incamminano ed iniziano la salita. Euridice, non sapendo del patto, continua a chiamare in modo malinconico Orfeo, pensa che lui non la guardi perché è brutta, ma lui, con grande dolore, deve continuare imperterrito senza voltarsi. Appena vede un po' di luce, Orfeo, capisce di essere uscito dagli Inferi e si volta. Purtroppo, però, Euridice ha accusato un dolore alla caviglia morsa dal serpente e, dunque, si è attardata... Quindi, Orfeo ha trasgredito la condizione posta da Ade. Solo ora Euridice capisce e, all'amato, sussurra parole drammatiche e struggenti: «Grazie, amore mio, hai fatto tutto ciò che potevi per salvarmi». Si danno poi la mano, consapevoli che quella sarà l'ultima volta. Drammatica anche la presenza di Hermes che, con volto triste ed espressione compassionevole, trattiene Euridice per una mano, perché ha promesso ad Ade di controllare ed è ciò che deve fare. Orfeo vede ora scomparire Euridice e si dispera, perché sa che ora non la vedrà più. Decide allora di non desiderare più nessuna donna dopo la sua Euridice. Un gruppo di Baccanti ubriache, poi, lo invita partecipare ad un'orgia dionisiaca. Per tener fede anche lui a ciò che ha detto, rinuncia, ed è proprio questo che porta anche lui alla morte: le Baccanti, infuriate, lo sbranano e gettano la sua testa in un fiume, insieme alla sua lira. La testa cade proprio sulla lira e galleggia, continuando a cantare soavemente. Zeus, toccato da questo evento commovente, prende la lira e la mette in cielo formando una costellazione. Evoluzione del mito « Pensavo a quel gelo, a quel vuoto che avevo traversato e che lei si portava nelle ossa, nel midollo, nel sangue. Valeva la pena di rivivere ancora? Ci pensai, e intravvidi il barlume del giorno. Allora dissi "sia finita" e mi voltai » (Orfeo ne L'inconsolabile di Cesare Pavese, dai Dialoghi con Leucò, Einaudi 1947) Il mito di Orfeo nasce forse come mito di fertilità, come è possibile desumere dagli elementi del riscatto della Kore dagli inferi e dello σπαραγμος (dal greco antico: corpo fatto a pezzi) che subisce il corpo di Orfeo, elementi che indicano il riportare la vita sulla terra dopo l'inverno. I riferimenti al mito nella letteratura greca arcaica e classica sono pochi, tanto che alcuni degli elementi essenziali della vicenda compariranno e verranno approfonditi solo dalla letteratura latina in poi. Due autori greci che si sono occupati del mito di Orfeo proponendo due diverse versioni di esso sono il filosofo Platone e il poeta Apollonio Rodio. Nel discorso di Fedro, contenuto nell'opera "Simposio", Platone inserisce Orfeo nella schiera dei sofisti, poiché utilizza la parola per persuadere, non per esprimere verità; egli agisce nel campo della doxa, non dell'episteme. Per questa ragione gli viene consegnato dagli dei degli inferi un phasma di Euridice; inoltre, non può essere annoverato tra la schiera dei veri amanti poiché il suo eros è falso come il suo logos. a sua stessa morte ha carattere anti-eroico poiché ha voluto sovvertire le leggi divine penetrando vivo nell'Ade, non osando morire per amore. Il phasma di Euridice simboleggia l'inadeguatezza della poesia a rappresentare e conoscere la realtà, conoscenza che può essere conseguita solo tramite le forme superiore dell'eros. Apollonio Rodio inserisce il personaggio di Orfeo nelle Argonautiche presentandolo come un eroe culturale, fondatore di una setta religiosa. il ruolo attribuito ad Orfeo esprime la visione che del poeta hanno gli alessandrini: attraverso la propria arte, intesa come abile manipolazione della parola, il poeta è in grado di dare ordine alla materia e alla realtà; a tal proposito è emblematico l'episodio nel quale Orfeo riesce a sedare una lite scoppiata tra gli argonauti cantando una personale cosmogonia. Opere in cui appare o è trattata la sua figura Letteratura * Simposio (discorso di Fedro) - opera filosofica di Platone. * Argonautiche - poema epico di Apollonio Rodio. * Elegia n.1 Powell - Orfeo e Calais - elegia contenuta ne Gli amori o i belli di Fanocle. * Georgiche (libro IV) - poema di Virgilio. * Metamorfosi (libro X) - poema di Ovidio. * Fabula di Orfeo - Opera teatrale di Angiolo Poliziano. * Orfeo - idillio di Giovan Battista Marino. * Euridice ad Orfeo - Epistola lirica di Antonio Bruni. * Sonetti a Orfeo - poesia di Rainer Maria Rilke. * L'inconsolabile - uno dei "Dialoghi con Leucò" di Cesare Pavese. * Il ritorno di Euridice (da l'uomo invaso) - poesia di Gesualdo Bufalino. * Eurydice to Orpheus - poesia di Robert Browning. * Eurydice (da Collected Poems) - poesia di Hilda Doolittle. * Orphèe - opera teatrale di Jean Cocteau. * Orfeo - Poema di Juan Martinez Jáuregui. * Racconto di Orfeo - Poema di Robert Henryson (o Henderson). * Bestiaire ou Le cortège d'Orphée - Poesie di Guillaume Apollinaire. * La presenza di Orfeo - Prima raccolta poetica di Alda Merini. * Orfeo emerso - Romanzo di Jack Kerouac. Saggi critici * Orfeo, variazioni sul mito - a cura di Maria Grazia Ciani e Andrea Rodighiero. * Orfeo, il mito del poeta - di Charles Segal. Musica * Euridice - opera teatrale. Libretto di Ottavio Rinuccini e musica di Iacopo Peri (1600). * L'Orfeo - Opera lirica di Claudio Monteverdi (1607). * Orfeo dolente - Opera musicale di Domenico Belli (1616). * La morte di Orfeo - Tragicommedia pastorale di Stefano Landi (1619). * Orfeus und Euridice - Opera-ballo di Heinrich Schütz (1638). * Orfeo - Opera musicale di Luigi Rossi (1647). * Orfeo - Opera musicale di Jean-Baptiste Lully e Louis Lully (1690). * Orfeo ed Euridice - Opera musicale di Christoph Willibald Gluck (1762). * Orfeo ed Euridice - Ballo di Florian Johann Deller (1763). * Orfeo ed Euridice - Opera lirica di Johann Gottlieb Naumann (1786). * L'anima del filosofo ossia Orfeo ed Euridice - Opera musicale di Franz Joseph Haydn (1791). * Orpheus - Poema sinfonico di Franz Liszt (1853-54). * Orfeo all'inferno - Operetta di Jacques Offenbach (1858). * Orfeo - Mimodramma di Roger Ducasse (1913). * Orpheus und Eurydike - Opera lirica di Ernst Krenek (1926). * Orpheus - Balletto di Igor Stravinskij (1947). * Orfeu da Conceiçāo - Dramma musicale di Vinicius de Moraes (1947). * Orfeo 9 - Opera rock di Tito Schipa Jr. (1970). * Orpheus - Canzone di David Sylvian (1987) contenuta nell'album Secrets of the Beehive. * Orfeo - Singolo di Carmen Consoli (2000) contenuta nell'album Stato di necessità. * Orfeo a Fumetti - Opera da camera di Filippo del Corno (2001). * Orfeo Coatto - Mp3dramma di Francesco Redig de Campos 2009. Pittura * Orfeo - Dipinto di Tintoretto. * Orfeo all'inferno - Dipinto di Rubens. * La leggenda di Orfeo - Trittico di Luigi Bonazza. Scultura * Orfeo, Euridice ed Hermes - Rilievo fidiaco * Orfeo, formella di Luca della Robbia per il Campanile di Giotto * Orfeo ed Euridice, scultura di Auguste Rodin, New York, Metropolitan Museum of Art, 1893 Cinema * Il sangue di un poeta (Le sang d'un poète, 1930), mediometraggio, di Jean Cocteau * Orfeo (Orphée, 1949), di Jean Cocteau * Testamento d'Orfeo (Le Testament d'Orphée, ou ne me demandez pas pourquoi!, 1959), di Jean Cocteau * Orfeo negro (Orfeu Negro, 1959), di Marcel Camus; dal dramma di Vinicius de Moraes. Fumetto * Sandman - di Neil Gaiman * Poema a fumetti - di Dino Buzzati * I Cavalieri dello zodiaco - Saint Seiya - Hades - di Masami Kurumada Giochi Persona 3 - Personae del Protagonista source:wikipedia
  4. [WORD] Ateismo

    ATEISMO Nella sua accezione più ampia, il termine ateismo (dal greco “atheos”, “senza dio”, composto dall’alfa privativo α- e da θεÏŒς, Dio), definisce la posizione sia di chi non crede nell’esistenza di una – o più – divinità sia di coloro che di tali divinità affermano positivamente l’inesistenza; si contrappone al teismo e al deismo. Si differenzia anche dall’agnosticismo, categoria cui appartengono tutti coloro che sulla questione “sospendono” o comunque non esprimono giudizio. Da notare che in passato, con il termine ateo, alcuni credenti definivano anche, impropriamente e per lo più spregiativamente, gli appartenenti a religioni diverse dalla propria. Non necessariamente il termine ateismo è sinonimo di areligiosità. Può infatti darsi benissimo che vi siano atei dichiarati che credono in concetti come “forza universale” o simili, i quali pur non avendo caratteri teistici conservano comunque elementi di religiosità (posizione avvertita ma fortemente contestata da Michel Onfray, che la esclude dalla propria ateologia). Alla stessa maniera ateismo non è necessariamente sinonimo di anticlericalismo, il quale si caratterizza piuttosto come movimento di opposizione all’ingerenza temporale del clero nella vita civile, e quindi può essere appannaggio anche di credenti che vogliano tenere separati i due ambiti. Sebbene molti tra coloro che si dichiarano atei condividano un diffuso scetticismo di fondo verso il soprannaturale e lo spirituale, le convinzioni degli atei provengono da mille diverse fonti culturali, filosofiche, sociali e storiche, cosa questa che fa sì che non esista né un pensiero unico né una linea comune di comportamento e di azione tra gli atei. Cenni storici I primi pensatori a negare l’esistenza degli dei (ateismo teorico), furono alcuni sofisti greci, come Diagora di Mileto, Crizia, Protagora, mentre si può parlare di ateismo pratico per i sostenitori del materialismo come Epicuro e Lucrezio che, pur non negando esplicitamente l’esistenza delle divinità, sostenevano che non potesse esistere alcuna interazione con le attività umane. Non sono documentati casi significativi di ateismo in età medievale, mentre questa visione del mondo ricomparve in alcuni filosofi rinascimentali come Giulio Cesare Vanini e Pietro Pomponazzi. L’ateismo ha una rilevante ripresa con l’Illuminismo, con il barone Paul Henri Thiry d’Holbach e Julien Offray de La Mettrie. Importante è la figura di Jean Meslier, curato alla guida della parrocchia di Etrèpigny, vicino a Mézières nelle Ardenne per circa 40 anni. Dopo avere svolto con diligenza e insospettabile apparenza di fede il suo compito per tutto questo tempo, questo prete, alla sua morte avvenuta nel 1729, lascia due sorprendenti lettere e una grande opera di circa 3500 pagine a stampa in cui evidenzia delle contraddizone interne fra passi dei Vangeli nelle traduzioni utilizzate dalle Chiese cristiane. Gli sviluppi della fisica e della matematica conducono anche ad aprire un dibattito sul determinismo (Laplace). Nell’Ottocento la popolarità dell’ateismo aumentò moltissimo, in conseguenza anche alle scoperte scientifiche della biologia (la teoria dell’evoluzione di Charles Darwin), dell’antropologia e dell’idea della possibilità di dominare la natura derivante dalla rivoluzione industriale. L’ateismo fu portato avanti dai filosofi della sinistra hegeliana come Ludwig Feuerbach e divenne un aspetto fondante del materialismo dialettico di Karl Marx e Friedrich Engels, così come del positivismo (Auguste Comte, Félix Le Dantec). In Particolare Marx indagò il fenomeno religioso all’interno della società contemporanea, in cui predomina il modo di produzione capitalistico, individuandone una delle ragioni nei rapporti di produzione generanti alienazione e feticismo (inteso quest’ultimo come inversione tra soggetto e oggetto che fa apparire i rapporti sociali come rapporti tra cose e viceversa). Tale alienazione impedirebbe ai soggetti di essere consapevoli della realtà ontologica nascosta dietro i fenomeni economici e sociali, nello stesso modo in cui l’ignoranza delle leggi della natura impediva in passato di dare spiegazioni razionali ai fenomeni naturali. Da ciò la fuga nella religione e nella superstizione, superabile solo con l’organizzazione della società sulla base delle decisioni consapevoli e scientificamente fondate degli uomini associati, e non dei meccanismi impersonali e spontanei del mercato. Max Stirner, pseudonimo di Johann Kaspar Schmidt, contemporaneo di Marx, nel 1845 pubblica L’unico e la sua proprietà, opera che verrà idolatrata e odiata, in cui con un ateismo senza mezzi termini critica Feuerbach, Bauer e i comunisti, fa tabula rasa di tutta la filosofia precedente e dei fantasmi dell’irrazionale, propugnando un estremo individualismo e adottando, anzi, proprio il termine egoismo. Stirner fu, di volta in volta, definito profeta dagli anarchici, dai fascisti, dai libertari. Lo stesso Friedrich Nietzsche fu folgorato da Stirner, tanto che temette di essere accusato di plagio. Va ricordato anche l’ateismo di Arthur Schopenhauer, da alcuni definito l’ateismo della disperazione’. Nell’Ottocento la maggior parte delle nazioni occidentali aveva il cristianesimo come religione di stato e gli atei potevano essere accusati di blasfemia. In Gran Bretagna il libero pensatore Charles Bradlaugh fu ripetutamente eletto in Parlamento, ma fino alla sua quarta elezione non poté prendere posto in aula perché rifiutava di prestare giuramento sulla Bibbia. Nel Novecento, in Occidente queste leggi sono state cancellate o abbandonate di fatto. Durante il periodo della Guerra Fredda, l’Unione Sovietica e la maggior parte dei regimi che si definivano comunisti portarono avanti l’ateismo di stato e l’opposizione alle religioni organizzate. La stessa pratica privata, in alcuni paesi e periodi, incontrò opposizioni e ostracismi severi, malgrado la libertà di culto privato fosse ufficialmente consentita. In età contemporanea l’ateismo si è diffuso enormemente ed è spesso associato al razionalismo; in questa chiave va ricordato il filosofo inglese Bertrand Russell. Nel 2005 Michel Onfray ha pubblicato un Trattato di ateologia che reca significativamente il sottotitolo “Fisica della metafisica”. Onfray infatti precisa le fondamenta della scienza definita ateologia da Georges Bataille, basandole su una critica scientifica delle religioni, a partire dall’esame dei testi sacri delle tre grandi religioni monoteistiche. Inoltre egli mutua da Nietzsche la convinzione che l’invenzione di Dio è in opposizione alla vita, che l’invenzione dell’al di là serve a svalutare l’unico mondo reale, che l’invenzione dell’anima immortale ha lo scopo di spregiare il corpo, la sua cura e i suoi piaceri. Pertanto “il vero peccato mortale” sarebbe “l’offerta di un oltremondo” per farci perdere “l’uso e il beneficio del solo mondo esistente”. Dibattiti sull’ateismo Sul piano morale, nell’ambito della visione cristiana il termine ateo viene spesso usato in senso dispregiativo, per cui l’ateo è colui che nega un’entità che costituisce un riferimento etico. Gli atei ribattono che la fondazione dell’etica non richiede di ipotizzare l’esistenza di Dio, come è stato spesso affermato anche da filosofi cristiani come Kante Bonhoeffer. Sul piano filosofico, alcuni atei rifiutano di essere definiti secondo la contrapposizione «Dio esiste / Dio non esiste», e affermano semplicemente di possedere una visione naturalistica del mondo, che rifiuta tutti gli approcci mistici o soprannaturali, relegandoli all’ambito della superstizione e delle credenze: il concetto è esemplificato da questi ultimi con l’asserzione Non credo in Dio per lo stesso motivo per cui non credo a Babbo Natale o alla Befana. D’altro canto, l’ateismo viene accusato di esprimersi in forme fideistiche: assumendo cioè come un postulato l’affermazione «Dio non esiste», logicamente indimostrabile. Le discussioni sull’esistenza di Dio e sulla sua influenza sugli uomini riguardano questioni fondamentali per le persone e in varie circostanze possono avere conseguenze rilevanti sul piano del consenso ideologico e politico. Non stupisce quindi che i dibattiti relativi spesso assumano toni aspri e prese di posizione faziose. Le posizioni dell’ateismo Ateismo forte La posizione chiamata ateismo forte (o ateismo esplicito) è quella secondo cui non esiste alcun dio. Ad essa si oppone l’ateismo debole, che è la mancanza o assenza di fede in un certo dio, senza la pretesa che questo non esista. L’ateismo forte asserisce positivamente, quanto meno, che non esiste alcun dio o divinità, e può spingersi fino a sostenere che l’esistenza di alcune o di tutte le divinità è impossibile dal punto di vista logico. Ad esempio, gli atei forti sostengono comunemente che la combinazione di attributi che possono essere ascritti a Dio (quello di Abramo), quali ad esempio: onnipotenza, onniscienza, onnipresenza, trascendenza, omnibenevolenza, è logicamente contraddittoria, incomprensibile, o assurda; quindi si afferma che l’esistenza di Dio è impossibile a priori. Similarmente, l’ateismo esplicito può sostenere che qualsiasi asserzione circa l’esistenza sovranaturale è irrazionale e falsa a priori. Ateismo debole La posizione dell’ateismo debole è così riassumibile: non ci sono motivi per credere in un qualsiasi dio, o di qualsiasi fatto o entità, per ragioni diverse dalla prova della loro esistenza. Gli atei deboli sostengono che il semplice indicare che non ci sono argomentazioni a favore dell’esistenza che siano accettabili da un punto di vista scientifico è sufficiente a mostrare che l’esistenza di quel dio non è necessaria alla descrizione del mondo. Dio in tal senso è inutile applicando il rasoio di Occam; e l’onere della prova tocca al sostenitore dell’alternativa più complicata. Tale posizione è alla base dell’aneddoto, probabilmente apocrifo, che viene raccontato su Laplace. Quando Napoleone chiese a Laplace in che modo Dio entrasse nella sua teoria Laplace rispose: Sire non ho avuto bisogno di quell’ipotesi. Secondo questo ragionamento una persona che sia in grado di confutare qualsiasi argomento che incontra a favore dell’esistenza di quel dio è giustificato nell’adottare una visione atea; secondo la visione scettica l’ateismo è quindi la visione di “default”. Questa obiezione, come detto, viene spesso espressa in termini che la collegano all’onere della prova: secondo gli scettici, cioè, tocca ai sostenitori dell’esistenza di un qualsiasi fatto o entità (nella fattispecie un dio) stabilire i fatti. Le dimostrazioni filosofiche dell’esistenza di Dio, molto diffuse nel Medioevo, sono state poi contestate dai filosofi illuministi. Dopo la rivoluzione scientifica, i pochi tentativi di portare prove scientifiche a favore dell’ipotesi dell’esistenza di Dio, tra i quali va citato quello di Kurt Gödel, non hanno ottenuto un consenso significativo nella comunità scientifica. Altre ramificazioni Ateismo Percettivo: è la posizione di chi, pur non avendo basi culturali solide o motivazioni logiche per spiegare razionalmente cosa lo porta a non credere in dio, nega ugualmente l’esistenza di una o più divinità. E’ colui che in un certo senso “percepisce” l’inesistenza di un’entità che trascende il mondo terreno. Ateismo Scettico (o Empirico): sono atei scettici coloro che basano la conoscenza solo e soltanto sull’esperienza, e negano l’esistenza di una divinità semplicemente perchè non la si può sperimentare. La scienza moderna si basa su questo tipo di ragionamento, e da qui deriva tuttavia anche l’agnosticismo. Questo ateismo nega la divinità in nome della conoscenza empirica. Ateismo Razionale: è l’Ateismo degli Illuministi e di tutti coloro che ripongono particolare fiducia nella ragione e nella razionalità, giungendo alla logica conclusione che Dio non esiste tramite l’uso della ragione, e rifiutando dogmi e credenze metafisiche dopo averle sottoposte ad una critica razionale dimostrandone la loro infondatezza. E’ comunque il tipo di ateismo più diffuso: negare la divinità (irrazionale) in nome della ragione. Ateismo Materialista: E’ quel tipo di ateismo totale e radicale, che nega non solo l’esistenza di dio, ma anche di qualsiasi cosa al di fuori della materia. E’ l’ateismo che capovolge il rapporto materia-pensiero uomo-dio, affermando che: il pensiero deriva dalla materia ed è una sua creazione (il cervello che crea i pensieri, pensieri derivanti dalla realtà) e dio deriva dall’uomo ed è una sua creazione. Questo ateismo è in un certo senso il più “violento” e irreversibile, nega dio e tutto ciò che sia connesso a dio in nome della materia, unica certezza dell’uomo. L’Ateismo Passivo: la corrente più numerosa tra tutte, sono quegli atei che per ragioni di forma, cultura, o familiare, per non entrare in conflitto con il proprio ambiente partecipano anche alle funzioni religiose. In altre parole, seguono per praticità l’opinione maggiormente diffusa. Una sotto categoria di questa, è l’Ateismo debole: sono atei non per coscienza ma per sensazione intuitiva. Agnosticismo – Agnostici L’agnosticismo (dal greco a-gnothein let. non sapere) è una posizione concettuale in cui si sospende il giudizio rispetto ad un problema poiché non se ne ha (o non se ne può avere) sufficiente conoscenza. L’agnostico afferma cioè di non sapere la risposta, oppure afferma che non è umanamente conoscibile una risposta, e che per questo non può esprimersi in modo certo sul problema esposto. Questa posizione è solitamente assunta rispetto al problema della conoscenza di Dio: dove il fedele è decisamente convinto dell’esistenza di Dio e l’ateo altrettanto decisamente nega questa esistenza, poiché i loro rispettivi ragionamenti paiono loro sufficienti per trarre una conclusione, l’agnostico sospende il proprio giudizio poiché non ritiene di avere (o che possano esistere) mezzi sufficienti di elaborazione concettuale né prove per potersi esprimere in un senso piuttosto che nell’altro. Una posizione agnostica comunque, non è limitata solo al campo della religione, ma può anche riguardare l’etica, la politica o la società. In pratica questa posizione deriva dallo scetticismo che praticava una simile, ma più radicale, sospensione del giudizio nell’epistemologia, ritenendo tutta la conoscenza umana sempre dubitabile e perfettibile. Spesso gli agnostici vengono accusati di essere indifferenti al problema della fede e di non avere alcun interesse spirituale o religioso. In pratica però molti di coloro che stanno attivamente cercando una fede o sono in dubbio, hanno effettivamente una posizione agnostica, paragonabile al dubbio metodologico nella filosofia. Il termine fu usato la prima volta nel 1869 dal naturalista inglese Thomas Henry Huxley, per descrivere la sua posizione rispetto alla credenza in Dio; il termine deriva come contrapposizione alle antiche dottrine cristiane gnostiche, che affermano che la conoscenza della realtà ultima (gnosi) è interiore ad ogni uomo. La posizione agnostica diviene permanente in vari filosofi post-kantiani, che come dimostrò Kant ritengono che la ragione che pretende di parlare dell’incondizionato cade in contraddizione, tanto per dimostrarne l’esistenza quanto per negarla. Laici – Laicità – Laicismo Con il termine laicità si indica un attributo riferito solitamente ad una struttura politica o amministrativa che esprima e misuri il grado di indipendenza da principi ed ispirazioni di carattere religioso o ideologico tali da determinarne, o perlomeno influenzarne, l’azione. Caratteri generali La laicità si configura anche come assenza di un’ideologia dominante nell’opera di governo di uno stato. Ad esempio, nel caso di una dittatura, sia pure atea, definire lo Stato retto da essa come “Stato laico” è un errore, in quando in esso ogni pluralismo è combatutto per fare posto solo all’ideologia ufficiale. Lo Stato laico Lo stato, per potersi definire compiutamente laico, deve avere queste caratteristiche: Fonda la sua legittimità sulla democrazia liberale e non permette che il Potere sia trasmesso in via ereditaria dinastica, tantomeno permette che debba ottenere la sua legittimità da parte di un’altro potere esterno ad esso e correlato a una religione o, più in genrale, ad un’ideologia. Lo stato e la Chiesa sono quindi separati e non si devono influenzare l’un l’altro, ma devono restare indipendenti ciascuno nel proprio ordine. Da un lato non può avere preferenze per nessuna religione, non ci deve cioè essere una religione riconosciuta come religione ufficiale, e quindi negli edifici pubblici di proprietà statale, non ci devono essere simboli di alcuna religione e nelle dichiarazioni ufficiali non ci deve essere rifemento a nessuna fede; –Dall’altro deve garantire l’eguaglianza giuridica di tutti i cittadini, anche dei non credenti in una certa religione e dei non rifacentesi a una certa dottrina, assicurando al contempo il massimo grado di libertà compatibile con il massimo grado di sicurezza e coesione sociale. Dovrebbe vietare solo ciò che è obiettivamente dannoso per la collettività o per gli individui e non dovrebbe imporre degli obblighi o dei divieti solo perché la maggioranza, magari afferente a una certa religione, lo desidera in quanto considera che i suoi valori siano validi per tutti indistintamente. Lo stato laico comunque, dovendo garantire la sicurezza dell’individuo e della società tutta, oltrecchè le libertà e i diritti individuali, impone delle regole di convivenza civile, le più condivisibili possibili, ma assolutamente tassative. Pertanto, ad esempio, se può, e forse deve, depenalizzare l’eutanasia , sulla base del fatto che ogni individuo deve essere lasciato libero di disporre della propria vita e di liberarsene quando essa sia ormai insopportabile a seguito di un male incurabile, non può però legalizzare l’omicidio: può depenalizzarlo non tenendo conto degli anatemi della religione dominante, che propugna la sacralità della vita, ma considerando solo il movente del gesto omicida e va Quindi può discernere tra omicidio fatto per un movente abietto ( odio, avarizia, sadismo, pedofilia sadica e altro ancora ) e uno fatto per legittima difesa personale, per salvare una terza persona dall’essere ucciso a sua volta, oppure, ed è il caso dell’eutanasia, per amore e pietà, specie se su richiesta del soggetto. L’omicidio, sotto qualsiasi fattispecie, per la religione resterebbe un grave peccato, ma nella forma di omicidio del consenziente o di suicidio assistito non sarebbe da considerare un reato da parte dello Stato laico, in quanto la persona che lo ha commesso o lo ha reso possibile, non è pericolosa per la società o per altri individui Uno stato laico quindi è quello stato dove le religioni e le ideologie non hanno influenza sulla società nel suo complesso avendo invece valore solo per le persone, e al limite per le comunità formate da quelle persone, che credano in una certa religione o in una certa ideologia. Lo Stato laico si prodiga perché nessuna parte della società prevarichi su una parte minoritaria della Società stessa, se non per ragioni di utilità collettiva, ma mai per ragioni ideologiche. In altri termini: la democrazia non può essere usata per negare i diritti delle minoranze. Temi eticamente sensibili Il tema della laicità, in Italia, è tornato di attualità in seguito a l’acceso dibattito che la regolamentazione di temi eticamente sensibili ha creato. In particolare, una legge, ispirata al punto di vista della Chiesa Cattolica, piuttosto restrittiva sulla fecondazione medicalmente assistita ha sollevato una serie di polemiche sfociate nella richiesta di un referendum abrogativo che, svoltosi nel giugno 2005, non raggiunse il quorum. Questo dibattito ha riportato alla luce alcuni temi eticamente sensibili, come l’[aborto] e più recentemente le unioni civili in particolare per coppie omosessuali che dividono chi difende i diritti della persona e chi sostiene la preminenza del proprio punto di vista etico. Laicismo e Laicità Si riscontrano punti di vista diversi sul significato dei termini laicità e laicismo. Alcuni dizionari della lingua italiana come il De Mauro, in accordo alla definizione storica del termine laicismo, considerano i due termini come sinonimi. Per altri dizionari invece, come lo Zingarelli, sono parole con significati differenti. Non è ovviamente una questione che possa essere risolta con un vocabolario, perché può ben darsi che due termini sinonimi indichino entrambi separatamente due cose diverse, e che viceversa il ricorso al suffisso “-ismo” non mostri che una sfumatura di valore negativa del medesimo concetto. In effetti raramente qualcuno vuole essere definito “laicista”. Dunque, il laicismo significherebbe una cattiva concezione della laicità, venata da ideologia. Esistono in generale fautori della “laicità dello stato”, termine ritenuto generalmente positivo, nonostante la mancanza di accordo sul significato di questa espressione. Diversi politici e commentatori italiani affermano che esiste questa distizione tra laicismo e laicità. Secondo questo punto di vista i due termini indicano due atteggiamenti diversi con cui lo Stato può stabilire i suoi rapporti con le varie religioni: La laicità, considerata positivamente, sarebbe l’atteggiamento con cui lo Stato garantisce la libertà di culto ai fedeli delle religioni e d’altra parte si riconosce la neutralità dello Stato democratico come uno strumento indispensabile per una convivenza plurale. Non viene però esclusa né una parziale sovrapposizione tra ambito statale e concezioni di origine religiosa né un intervento dello stato sui culti per ragioni di ordine pubblico. In questa ottica spesso si ritiene che alcuni valori di origine religiosa( cioè, considerata la storia italiana, di origine cristiana ), come ad esempio il matrimonio monogamico fra persone di sesso diverso, possano essere parte integrante dei fondamenti condivisi dello Stato. In questa ottica lo Stato e la Religione sono considerati ambiti nettamente distinti, ma tra loro non incomunicanti. Il laicismo, invece, sarebbe un atteggiamento da parte dello Stato volto a limitare le religioni nell’ambito privato, fatto che, secondo chi sostiene tale distinzione, costituirebbe una volontaria o involontaria repressione (vedi anticlericalismo). In paesi accusati di essere laicisti, come la Francia, lo Stato ha il diritto di riconoscere o non riconoscere lecita una religione. I laicisti vorrebbero escludere dalle scelte pubbliche, e a volte dal dibattito pubblico, argomenti di origine religiosa o difesi da esponenti ufficali delle religioni. In questa ottica lo Stato e la Religione sono considerati ambiti completamente separati. Pertanto l’interesse della neutralità dello Stato può, se necessario, limitare la libertà religiosa, come l’esposizione di simboli religiosi. Poiché molti di quelli che sostengono questa distinzione fra laicità e laicismo sono cattolici, per approfondire questo tema si confronti la voce Idea cristiana di laicità e rapporto con le altre fedi. Poiché, inoltre, querelle sulla laicità sorgono quasi esclusivamente su temi di etica, e non riguardo interventi delle varie confessioni religiose su questioni sociali, si vedano etica e secolarizzazione dell’etica.source:quovadisecclesia.wordpress.com Il breviario degli atei PREFAZIONE – Dimenticare Dio L’ateismo non è una “fede” e non si propone di fare opera di de-conversione, di de-cristianizzazione, di de-islamizzazione o di altro. Semplicemente l’ateismo ignora il concetto di dio e rifiuta tutte le falsità che sul suo conto, nel corso di millenni, sono state astutamente ed ingannevolmente diffuse da gruppi di astuti parassiti che, in suo nome, si sono attribuiti titoli quali: padre, iman, rabbi, guru ed altre vuote qualificazioni del genere. L’ateismo è una forma di ragionamento razionale che si oppone, da millenni, alla truffa perpetrata dai “furbi” ai danni di chi non è in grado, o non vuole, ragionare. L’unico dio, se così si può chiamare, è la vostra innata coscienza; è la vostra capacità di vivere in seno alla società alla quale appartenete, rispettando ed evitando di danneggiare il vostro prossimo. Tutto qui! L’incontrastabile ed assoluto potere della morte e la conseguente paura che essa genera in tutti gli esseri animati (istinto di conservazione) è stato la fonte di tutte le religioni. L’idea, insidiosamente indotta dai preti, sulla esistenza e sull’immortalità dell’anima ha resistito e si è diffusa solo perchè sopiva, in parte, il timore (istintivo) della morte e soddisfaceva, artatamente, ad una illusione molto potente coltivata dalla presunzione stessa degli uomini: un desiderio assurdo di immortalità: il desiderio di essere “ricordati”. Ricordati da chi e perchè? Mettiamocelo bene in testa: solo pochi uomini che hanno lottato per il trionfo della scienza, del razionalismo e l’affermazione delle arti (Newton, Copernico, Galileo, Shakespeare, Lavoisier, Einstein, Mozart, ecc.) hanno conquistato il meritato diritto di essere ricordati. Solo loro e purtroppo …alcuni altri brutti ceffi che si sono distinti negativamente per le loro opere devastanti e per i loro comportamenti che hanno oscurato le pagine della storia: da Attila a Gengis Khan, a Carlo Magno, a Hitler, Stalin, Costantino I …ed altri gentiluomini di questa risma. Noi esistiamo in questo mondo come qualsiasi altra specie animale. Il caso ci ha generati dal nulla ad al nulla siamo destinati a ritornare senza lasciare qualsiasi particolare memoria che non sia quella, breve e limitata, dei nostri eventuali discendenti. Dobbiamo abituarci a pensare che la morte non è niente per noi, perchè il bene ed il male risiedono nei sensi e la morte è la privazione dei sensi. Perciò la giusta consapevolezza che la morte non è niente per noi ci rende apprezzabile la caducità della vita, non prolungandone il tempo all’infinito ma togliendoci il desiderio dell’immortalità. (Epicuro) Come si può credere seriamente, tranquillamente ad un “aldilà” di cui non si conosce nulla? I riti funerari, secondo Voltaire, sono solo dei gesti consolatori. Un modo di onorare il defunto (che non sempre lo merita) e, nel contempo, di sbarazzarsi del suo ingombrante cadavere, secondo modalità, rituali e costose abitudini che i vostri vicini di casa e una “interessata, ricca industria funeraria” si aspettano da voi. Domandatevi: perchè gli uomini dovrebbero avere un’anima e il vostro cane, o il vostro gatto, no! Chi sono i furbi che l’hanno deciso per voi? Si è persino cercato astutamente di “dimostrare” l’esistenza dell’anima, basandosi sul fatto che, qualche volta, una persona defunta possa apparire in sogno!! Esiste una ben orchestrata confusione tra il concetto di anima e quello di una “difficoltosa digestione notturna”! Diciamolo ancora e più chiaramente: dio non esiste, non è mai esistito e non esisterà mai; non è luce, non è ispirazione, non è regola sacra; non esistono regole dettate ed allineate ad una sua presunta ed imposta condotta di vita e di comportamenti. “La natura basta a sè stessa” e quindi non ha bisogno di queste regole assurde. Dio è solo una favola; è il mostruoso caos intellettuale che i preti vi hanno scaricato addosso insidiando il vostro pensiero con capziose, quanto inutili domande: chi siamo, perchè siamo, da dove veniamo, perchè esiste il mondo …, ben sapendo che nessun intelletto umano (proprio perchè di questo mondo è parte) può dare loro risposta e quindi facilmente riducibile in fertile terreno per il loro parassitismo. Nella storia dell’umanità dio è solo un grande imbroglio, uno strumento di comodo, una nozione affiorata e maturata dagli imbroglioni in tempi relativamente recenti, all’inizio del III millenio prima dell’era volgare. In fondo dio è un grande ritardatario se vogliamo dare un peso all’incerto ed ingannevole concetto di tempo, legato al breve scorrere della vita umana, ma privo di significato se rivolto alla realtà dell’universo. L’idea del dio unico ( forma singolare di “dei”) è nata da un naturale, quasi impercettibile, passaggio da primitive forme di magia spicciola, esorcizzante (coltivata da sciamani-stregoni) a forme più evolute, ma non meno bugiarde di pensiero, indotte dai furbi e poi riprese da “astuti ebrei” che sono disinvoltamente passati dagli Elohim (spiriti), ad El (demiurgo?), ad Eloi, ad Adonai per poi accomodarsi definitivamente e altrettanto disinvoltamente su Yhwh. Provate dunque a chiedervi dov’era dio, prima del III millennio a.e.v.; prima che fosse inventato 5000 anni or sono! ( o cosa abbia fatto per i miliardi di individui – homo sapiens sapiens – vissuti a partire da 160.000 anni or sono.) Durante la sua esistenza l’uomo segue determinate regole che nascono dal fatto stesso di dover convivere con i proprii simili, di collaborare con loro facendo attenzione a non crearsi troppi problemi di convivenza. In fin dei conti l’uomo è un animale sociale che deve confrontarsi con il suo prossimo evitando particolari motivi di attrito; gli eventuali attriti vengono risolti mediante le leggi e le norme di comportamento che l’uomo stesso si è date, senza scomodare nessun dio. Già intorno al 1770 a.C., ci aveva pensato Hammurabi che, tenuto conto delle esigenze sociali dei suoi tempi, formulò il primo codice della storia dell’umanità. Quando il fantomatico Mosè (o chi per lui) disse, nel primo comandamento: “Non avrai altro dio al di fuori di me” era perfettamente cosciente di gettare le basi per la più grandiosa truffa mai operata ai danni del genere umano del mondo occidentale. Affermare: “non avrai altro dio al di fuori di me” è una regola che affonda le sue radici nella paura dei sempliciotti e, quindi, una legge fatta da scaltri individui, che sfruttano questa paura, e perciò non è attribuibile a nessuna particolare divinità. Thomas Jefferson, a suo tempo, affermava: Parlare di esistenze immateriali significa parlare di nulla. Dire che l’anima umana, gli angeli, dio sono immateriali significa dire che non sono nulla e che non ci sono nè dio, nè gli angeli nè l’anima. Constatazione che dovrebbe essere abbastanza ovvia, ma che non ha impedito, nel corso dei millenni, a capziosi parassiti, ammantati di falsa saggezza e di prosopopea, di elaborare quella enorme sciocchezza nota come teologia, non scienza, non disciplina e non filosofia che è servita a dare una base falsa ed inconsistente sulla quale perpetrare l’inganno a danno di poveretti succubi di ancestrali paure e della loro ignoranza. Alcuni chierici, o pseudo filosofi, si sono affannati anche a dimostrare, con tortuosi giri di parole, l’esistenza dell’inesistente. Dopo essersi inutilmente affaticati su argomentazioni speciose quali quella cosmologica, quella ontologica, quella teleologica o quella di natura morale e sulla nozione assai relativa e inconsistente di bene e di male, alla fine si sono resi conto della loro impotenza e hanno cercato di ribaltare il problema: se è vero che l’esistenza di dio non è dimostrabile, allora è anche vero che non è dimostrabile la sua inesistenza. Argomentazione di comodo; una trappola nella quale sono caduti parecchi studiosi scettici i quali non hanno tenuto conto che, razionalmente parlando, la dimostrazione compete a chi afferma qualcosa e non a chi la nega. Già ai suoi tempi Euclide aveva messo in chiaro che “Ciò che è affermato senza prova, può essere negato senza prova”. La premessa, falsa, che dio esiste è la base fondamentale per l’esistenza di diverse forme di religione. Ma se questa premessa viene a mancare, che altro resta? Per fortuna, già dal XVIII secolo, il Barone d’Holbach, con la sua opera “Il Buon Senso” ha posto fine a queste assurde affermazioni. Ma bisogna purtroppo constatare che il buon senso è di pochi. Ricordatevi sempre di Seneca: la religione è vera per la plebe, falsa per il saggio e redditizia per quelli che ne fanno un mestiere. Perciò mangiate, bevete, fumate, fate all’amore nei limiti di un responsabile comportamento ma, soprattutto, non versate soldi alle chiese ingorde e parassite che chiedono continuamente il vostro supporto. A tutte le vostre azioni c’è un limite ragionevole che dovete razionalmente percepire, al di fuori della insidiosa e “interessata” morale del prete sfruttatore e, ormai troppo sovente, corrotto e pedofilo. Godetevi al meglio questa vita che la natura vi ha casualmente assegnato. Non dovete aspettarvi nulla dopo la morte; il vostro spirito vitale non andrà da nessuna parte esattamente come quello di un topo, di un cane, di un bue o di qualsiasi altro essere animato. Dopo il movimento illuminista del ’700, dopo il comunismo, il liberalismo ed il positivismo scientifico dell’ ’800, s’è affermato, dall’inizio degli anni ’60 del secolo scorso, il grandioso, anche se ancor confuso, movimento della “New Age”, dando vita ad una estesa forma di controcultura che si è (finalmente!) opposta allo stagnante e melmoso immobilismo culturale imposto, da sempre, da una fradicia casta sacerdotale che ha preteso, per millenni, di porsi come unico tramite tra l’uomo ed il “divino”. Soprattutto è stata ampiamente rigettata l’dea balzana del dio creatore dal nulla. Oggi l’uomo tende finalmente ad accorgersi che è stato lui a “creare l’idea di dio e non dio l’uomo” (Feuerbach) ed a considerare se stesso e il suo intelletto come il solo e vero aspetto “divino” della vita e “sacralizzare” la propria unica, inimitabile e insostituibile personalità. E dobbiamo anche dire che Internet, pur con tutti i suoi difetti e le sue inevitabili storture, ha dato un significativo contributo nel far colloquiare gli uomini tra loro senza l’ingannevole e occhiuta interpretazione del prete. La corrosione delle cariatidi religiose del passato, operata da Internet, è imponente. Ad ogni modo non è questa la sede per rinfocolare un dibattito di questa natura. Lo scritto che segue si propone solo di analizzare e criticare, nei limiti del possibile, uno dei prodotti più nefasti derivato da questi concetti: la religione cristiana e tutte le sue infinite storture. Questo non significa che le altre credenze (islam, ebraismo, ecc.) siano meno corrotte, perverse o criticabili del cristianesimo; indagare sulla loro natura è solo una questione di tempo, di studio e di disponibilità. Ogni religione porta in sé i germi della propria dissoluzione; quante religioni del passato si sono dissolte nel nulla per questo salutare effetto di autodistruzione? Ed anche qui è solo questione di tempo. In questi ultimi anni abiamo assistito alla nascita di nuove strane credenze come quella del dio “Cargo” (il dio Aeroplano) accaduto nell’isola di Tana (Oceano Pacifico), ma quello che oggi appare ancora più divertente e sintomatico è la nascita (almeno in Europa) di un nuovo culto: quello del dio Pallone Non è uno scherzo! La chiesa ha già manifestato segni di insofferenza, (con Giovanni Paolo II) verso i (tiepidi) fedeli che disertano il Tempio a favore dello Stadio (sottraendo indirettamente quattrini alla chiesa). D’altro canto abbiamo chiare manifestazioni che questi nuovi adepti (i tifosi) si comportano con la stessa furia devastatrice, la stessa insofferenza che ha caratterizzato i primi giudeo-cristiani e poi la chiesa stessa nel corso dei secoli. L’intrallazzo finanziario è comunque sempre lo stesso ed imponente; pare che l’iniqua ripartizionesi della rapina dell’otto per mille non basti ancora per spennare i polli. Occorre però tenere nel debito conto che le attuali religioni, in generale, ed il cristianesimo in particolare, sono istituzioni ancora troppo radicate e ricche per poter pensare di eliminarle in un tempo relativamente breve. Resta il fatto che l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam saranno nel tempo destinati a dissolversi quasi contemporaneamente essendo, tutti e tre, basati sulle stesse assurde menzogne del “Libro”. Fino a quando esisterà gente, incapace di ragionare, che crederà in un qualche comodo dio, anche dio continuerà ad esistere. Il bisogno di credere nel fantastico (qualsiasi cosa di tipo consolatorio, proposta con una certa enfasi) è una delle peggiori tare del genere umano che preclude, nella mente di molti, la capacità elementare di formulare un qualsiasi pensiero razionale. Le religioni, come il comune raffreddore, sono ormai diffuse in tutto il mondo. (D.Dennet) questo però non impedisce di curarci, di prendere l’aspirina, in attesa che qualche potente vaccino riesca a debellare definitivamente il vibrione della stupidità umana. Dio è un prodotto dell’ignoranza che la scienza va lentamente ed inesorabilmente sgretolando ed emarginando; è un concetto ancora molto redditizio per pochi ma che rischia di perpetuare la servitù di molti. Viviamo perciò serenamente dimenticandoci di dio! PARTE I – Introduzione e Precisazioni Necessarie Questo testo non è esente da errori ed inesattezze. Nel corso dei secoli la chiesa ha talmente mentito, imbrogliato e distrutte le carte che risulta alquanto difficoltoso, a volte, separare la verità dal falso. Qualsiasi suggerimento è pertanto gradito e bene accetto. § 1 – OGGETTO DEL LAVORO Il contenuto di queste pagine è sostanzialmente una: RACCOLTA IN ORDINE CRONOLOGICO di pseudo fatti, personaggi, eventi, accadimenti, circostanze, leggende, bugie e soprattutto sciocchezze che hanno costituito, 2000 anni or sono, la base sulla quale si sarebbe poi sviluppato il cristianesimo nelle sue molteplici sette. Oggi, non sono in pochi a sostenere che Gesù Nazareno non sia mai realmente esistito ma che egli sia soltanto una figura mitica e carismatica estrapolata da: • concetti politico-religiosi non sempre in accordo tra di loro • esposti in maniera più o meno credibile • scritti in luoghi e circostanze non sempre chiari (ambiente greco- romano?) • scritti in tempi alquanto lontani dalla presunta morte del soggetto • scritti su supporti originali definitivamente perduti • scritti da autori di dubbia identità e credibilità. Accantonando i molti dubbi ed ipotizzando una reale (ma non dimostrata) presenza terrena di questo Cristo lo scopo del lavoro, almeno nella prima parte, è dunque quello di raccogliere e catalogare, in forma cronologica e nei limiti del possibile, tutte le notizie riguardanti fatti ed eventi relativi alla vita di Gesù Nazareno e di altri personaggi ad esso collegati. Una precisazione si rende subito necessaria: sono stati elencati fatti ed eventi ma non le implicazioni dottrinarie e teologiche che da esse possono derivare. Un esempio per tutti: interessa a questo testo rilevare il fatto che, in determinate circostanze, Gesù possa aver pronunciato un discorso noto come “Discorso della Montagna o delle Beatitudini”, mentre non interessa minimamente al testo vagliare o esprimere giudizi di natura dottrinaria, teologica o fideistica sul contenuto del discorso stesso. Questo è solo una RACCOLTA di eventi, che si ritiene siano, o possano essere accaduti, ed entro tali limiti vuole, possibilmente, restare. § 2 – LE FONTI Qualsiasi fonte è accettabile se aiuta ad aggiungere qualcosa di più, o di nuovo, rispetto a ciò che si sa o si crede di sapere. Grosso modo si possono distinguere, per la loro natura, due tipi di fonti: a. gli scritti di tutti coloro che, credenti, espongono i fatti in chiave dottrinaria, esaltandone questo ultimo aspetto a scapito, quasi sempre, della precisione e della verità; b. gli scritti degli storici e di tutti coloro che, non credenti, risalgono ai fatti per darne una valutazione storica, a volte anche ipotetica e del tutto agnostica. Entrambe le fonti sono state prese in considerazione, nella misura in cui sono state in grado di arricchire il contenuto del testo. Tra le fonti di tipo a), oltre agli inevitabili vangeli canonici, sono stati considerati anche quelli non canonici, tollerati, ignorati o, a volte, giudicati eretici dalla dottrina ortodossa. Tutto è utile e anche necessario per evitare di accettare, supinamente, determinate tesi, generalmente false, consolidate nel tempo. Precisazioni sui V A N G E L I (I fondamenti del mito e della leggenda) Si rende subito necessario qualche importante chiarimento. Fin dall’ottocento gli studiosi ed alcuni teologi hanno dimostrato in maniera convincente come i vangeli non siano resoconti attendibili di quanto realmente accadde 2000 anni fa. Furono tutti scritti molto tempo dopo la morte di Gesù e anche dopo le lettere di San Paolo, dove non è menzionato nessuno dei presunti episodi della vita del Cristo. Quando furono scritti i vangeli, molti anni dopo la morte di Gesù, nessuno sapeva neanche dov’era nato. Ma in base ad una profezia dell’Antico Testamento (Mi 5,2) gli ebrei supponevano e si aspettavano che il messia (poi negato!) sarebbe nato a Betlemme. (Rif. 800) Gesù non ha mai scritto nulla (probabilmente non era in grado di farlo). Nessuno dei suoi ipotetici testimoni oculari: apostoli, seguaci, ecc. ha lasciato una sola riga su questo enigmatico personaggio. I suoi apostoli pare fossero persone talmente semplici da essere quasi sicuramente analfabeti. Al di fuori dei soliti vangeli, nessuno ha mai testimoniato per iscritto gli eventi relativi alla sua nascita, ai suoi miracoli, al processo, alla sua morte o quant’altro lo riguarda. Trattandosi di persona che avrebbe sconvolto il mondo e scompigliato la società di allora, con centinaia o migliaia di seguaci, questo lascia quantomeno perplessi e pone seri dubbi sulla sua reale esistenza. Ammettendo, solo per ipotesi, che Gesù sia esistito allora doveva essere noto solo ai suoi parenti e ad un ristretto, quanto discutibile, gruppo di beduini della Giudea. Tutto ciò che si sa di lui è stato scritto qualche secolo dopo la sua presunta esistenza, facendo man bassa su tutti i miti allora esistenti e noti nell’ambito dell’Impero Romano (e non solo), con una fantasiosa costruzione a tavolino resa poi “ufficiale” e “credibile” dagli interventi autoritari di Costantino nel quadro del Concilio di Nicea. Pertanto si può ritenere tutte le fonti che seguono artatamente false e prive di fondamento. Ciò premesso, tutti i fatti, gli eventi, e quant’altro riportato come “Mito o Leggenda”, pur essendo necessariamente inattendibili, sono stati ricavati dalle seguenti fonti che restano comunque le uniche disponibili per addentrarci nella favola: A. FONTI CANONICHE o Vangelo secondo Matteo o Vangelo secondo Marco o Vangelo secondo Luca o Vangelo secondo Giovanni o Atti degli apostoli di Luca o Lettere apostoliche di Paolo o Apocalisse di Giovanni B. VANGELI APOCRIFI o Proto vangelo di Giacomo o Vangelo dello pseudo Tommaso o Vangelo dello pseudo Matteo o Vangelo dell’infanzia arabo-siriaco o Vangelo dell’infanzia armeno o Libro sulla natività di Maria o Storia di Giuseppe il falegname o Vangelo degli ebioniti o Vangelo dei nazarei o Vangelo delle Toledoth (Vangelo degli ebrei) o Vangelo di Pietro (ritrovato nel 1886?) o Vangelo di Nicodemo o Vangelo di Maria (ritrovato nel 1896?) o Ciclo di Pilato (anafora, paradosis e morte) o Dichiarazione di Giuseppe d’Arimatea o La vendetta del Salvatore o Vangelo di Bartolomeo o Dormizione della S.Madre di Dio, di Giovanni il Teologo o Transito della Beata Vergine, dello pseudo Giuseppe d’Arimatea o Atti di Giovanni il Teologo o Atti di Tommaso o La Didachè (Dottrina dei 12 Apostoli) o Il Vangelo di Giuda C. VANGELI GNOSTICI DI NAG HAMMADI (Alto Egitto/1945 e.v.) o Vangelo di Tommaso (Didimo) o Vangelo di Filippo o Vangelo di verità (Valentino) o Apocalisse di Pietro o Libro segreto di Giovanni o L’origine del mondo D. VANGELI DUALISTICI o Libro di Giovanni Evangelista ATTENDIBILITA’ E COMMENTI Per quanto concerne i vangeli in generale occorre quindi ricordare: a. che si tratta di opere di fede, finalizzate alla diffusione di un credo, chiuse nel loro contesto e quasi sempre in disaccordo con gli eventi storici; b. di nessun vangelo, canonico od altro, esiste lo scritto originale; oggi disponiamo solo di copie di….copie, ecc. che durante i secoli hanno subito innumerevoli manipolazioni e modifiche per adattare i loro contenuti alle esigenze ad agli interessi del clero; c. i testi originali della maggior parte dei vangeli sarebbero stati scritti in ambiente greco/romano ed in lingua greca. Essi erano rivolti a fruitori non ebrei e per essere tollerati a Roma, e nei paesi sotto il suo dominio, dovevano eliminare qualsiasi riferimento circa l’attività politica svolta dal presunto Gesù. La massima preoccupazione degli autori è stata quella di addossare la colpa della condanna di Gesù agli ebrei anzichè a Roma, fomentando cosi un odio bestiale ed implacabile verso l’ebraismo “deicida”, destinato a durare due millenni; d. per quello che oggi si conosce, o si può arguire, nessun vangelo è stato scritto prima della distruzione di Gerusalemme (70 e.v.); è molto probabile che i più antichi risalgano alla fine del II secolo, duecento anni dopo la nascita di Gesù; e. i vangeli, in generale, non sono d’accordo su nessuno dei fatti più importanti della vita di Gesù. Nessuno degli autori ha mai conosciuto Gesù ed ascoltato le parole che vengono trascritte con tanta enfasi; i vangeli sono stati redatti su voci, racconti e miti ripresi, in maggior parte, da altri culti. Jerome Neyrey: la cosa più importante è che noi realisticamente non sappiamo chi abbia scritto i vangeli. (Rif. 344) Rudolf Bultman: i racconti dei vangeli sono tali che noi non possiamo sapere nulla su ciò che concerne la vita e la personalità di Gesù. (Rif. 346) Thomas Paine: quando i mitologisti della chiesa fondarono il loro sistema, essi raccolsero tutti gli scritti che poterono trovare e li rielaborarono a loro piacimento. (Rif. 342) C.Denni Mc Kinsey: Gesù è una figura mitica aderente alle tradizioni della mitologia pagana; chiunque voglia credere che Gesù visse e camminò come un essere umano lo fa a dispetto delle evidenze e non per causa loro. (Rif. 348) Voltaire: E’ una questione grossa individuare i primi Evangeli. Quel che risulta [.....] è che nessuno dei primi padri della chiesa, fino ad Ireneo incluso, cita mai nessun passo dei quattro Evangeli che noi conosciamo. (Rif. 410) U. Ranke-Heinemann: I vangeli altro non sono che un tessuto di favole dannose e di “kitsch” di cattivo gusto. (Rif. ***) Infine ricordiamoci di J.P. Goebbels, ministro responsabile della propaganda nazista, che 2000 anni dopo soleva dire ai suoi collaboratori: Non importa quanto sia grande la bugia che volete raccontare. L’importante è che la raccontiate con ferma determinazione e soprattutto che la ripetiate infinite volte e con convinzione; alla lunga la gente finirà col crederci. ALTRE NOTE INFORMATIVE SUI VANGELI A – SUI VANGELI CANONICI Oggi, dopo infiniti rimaneggiamenti e ridefinizioni del Canone, sono quelli riportati nella versione ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana e pubblicati nella Bibbia. (La parola di dio cambia secondo le mutevoli esigenze del clero). (Rif. 130) I quattro vangeli considerati canonici sarebbero stati scelti, inizialmente da Ireneo di Lione (metà del II secolo) in base a criteri alquanto singolari: • dovevano essere quattro come i quattro punti cardinali (le 4 regioni del mondo) • dovevano essere quattro come i quattro venti principali • dovevano essere quattro come le prime quattro creature viventi e cioè: o il leone (Marco), o il vitello (Luca), o l’unicorno (Matteo) o l’aquila (Giovanni). Oppure, secondo un’altra versione, quattro come gli esseri animati: • il leone (Marco), • il toro (Luca), • l’uomo (Matteo) • l’aquila (Giovanni). E’ il cosidetto vangelo quadriforme secondo la stessa definizione di Ireneo di Lione. Con il suo libro “Contro gli Eretici” Ireneo si scaglia violentemente contro gli ebrei accusandoli dell’assassinio del loro Signore; queste accuse verranno poi riprese da Costantino mediante pesanti atti di discriminazione giuridici e razziali. Si tramanda anche che, durante il concilio di Nicea, tutti i vangeli allora conosciuti (canonici ed apocrifi) siano stati messi alla rinfusa su di un altare. L’intervento dello spirito santo fece cadere a terra i vangeli “non autentici” risparmiando naturalmente quelli canonici a noi noti. (Rif. 410) E’ certo che gli evangelisti non furono apostoli di Gesù; primo perchè sono sovente in dissonanza (se non disaccordo) tra di loro; secondo perchè avrebbero dovuto raggiungere una età alquanto inconsueta per quei tempi. Ad esempio: Giovanni avrebbe dovuto vivere sino a 110 anni, Matteo almeno 70 anni. Cosa poco probabile visto che, a quei tempi, la vita media era di circa 30 anni. In questi ultimi anni è stata avanzata una nuova ipotesi: secondo l’Università di Tubinga, i vangeli di Matteo, Marco e Luca sarebbero derivati da un precedente documento detto “Q” (dal tedesco: quelle = fonte) del quale però poco si sa. Qualcuno ipotizza trattarsi di un proto-vangelo, utilizzato dalla Nuova Chiesa di Gerusalemme, per memorizzare fatti ed eventi riguardanti questo singolare messia (cosidetti Loghia). In particolare: - Vangelo di Marco sarebbe stato scritto a Roma dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme. E’ ritenuto il più antico dei tre vangeli sinottici. Altri sostengono sia stato scritto in oriente (Siria?) forse in lingua aramaica. - Vangelo di Matteo decisamente derivato da quello di Marco mentre dovrebbe essere il contrario se è vero che Matteo (Levi) era l’apostolo di Gesù. - Vangelo di Luca su questo evangelista sono state fatte molte ipotesi: • era un gentile, • era un ebreo ellenizzato, • era una donna, • era un medico siriano, convertito da Paolo in Antiochia. Si ipotizza anche che Luca abbia derivato il suo vangelo da quello gnostico attribuito a Marcione. Luca è stato anche l’autore degli Atti degli Apostoli. - Vangelo di Giovanni non sinottico, va decisamente contro corrente e descrive un Gesù del tutto particolare rispetto agli altri tre vangeli. Le differenze rispetto agli altri tre risultano sostanziali: • diversità nella identificazione degli apostoli • la resurrezione di Lazzaro è soltanto sua • Gesù NON è stato processato e condannato a morte dagli ebrei. Se è vero che era l’apostolo di Gesù (Giovanni figlio di Zebedeo) allora era un pescatore ebreo analfabeta che avrebbe scritto questo vangelo all’eta’ di 100 anni circa. In precedenza avrebbe scritto l’Apocalisse. Circola l’ipotesi che l’autore di questo vangelo e dell’Apocalisse sia stato un certo Cerinto, un discepolo gnostico, che avrebbe sfruttato il nome di Giovanni per attribuire una certa credibilità(?) ai suoi scritti. Per quanto riguarda l’Apocalisse è evidente che i motivi sono tratti da precedenti apocalissi contenuti nel Vecchio Testamento e redatti da Daniele, Enoch, Baruc, Esdra ed Elia; altre analogie si incontrano anche nei testi scritti in persiano antico della religione dei zoroastriani. Una ipotesi recente è quella di P.Benvenuto (Rif. 444), il quale sostiene che i compilatori dei vangeli canonici si siano basati su precedenti documenti (pseudo vangeli?) quali: a. Vangelo dei dodici (Gerusalemme): una raccolta di materiale evangelico a cura della Nuova Chiesa di Gerusalemme, in ebraico e antecedente l’anno 36 e.v. (forse: la Didache’ ??) b. Vangelo ellenista (Antiochia): traduzione in greco della raccolta a). c. Vangelo paolino (Efeso/Filippi): traduzione in greco del materiale a) corredato con concetti espressi da Paolo. Portato ad Efeso da Sila. d. Vangelo dei timorati di dio (Cesarea): traduzione in greco del materiale a) con aggiunta di passi catechistici, a cura di Filippo. E quindi: o Marco, a Roma, avrebbe derivato il suo vangelo da b+c. o Matteo, ad Antiochia, dopo la caduta di Gerusalemme, avrebbe derivato il suo vangelo da b+d. o Luca, in Grecia, intorno al 62 e.v., avrebbe derivato il suo vangelo da c. o Giovanni, ad Efeso, intorno al 90-100 e.v., avrebbe compilato il suo vangelo in maniera autonoma. Una ulteriore ipotesi (da comprovare) sostiene che la prima forma scritta dei vangeli sia derivata da una fonte primitiva detta Ur-Markus. In particolare, per quanto riguarda il “Vangelo dei dodici” (a) occorre precisare: • sino ad oggi nessuno ne ha rilevata l’esistenza certa • se anche esisteva e se i vangeli sinottici fossero derivati da questo documento, allora bisognerebbe ammettere che la Nuova Chiesa di Gerusalemme abbia, a suo tempo, recepito le idee di Paolo, contrariamente a quanto si può arguire dagli Atti di Luca. Per quanto poi concerne La Didachè (greco = insegnamento, dottrina, dottrina dei dodici apostoli), si tratta di un documento, redatto in greco, ritrovato a Costantinopoli nel 1056 e rimasto sepolto sino al 1873 nell’archivio della Chiesa Metropolita di Gerusalemme. Non si conosce l’autore di questo documento, probabilmente scritto in Siria; l’ipotesi più probabile è che sia di scuola e di origine ebraica. Riportato alla luce nel 1873 dal metropolita Filoteo Bryennios, venne indicato come un “manuale primitivo di diritto canonico”, di istruzioni liturgiche e di catechesi. Qualcuno lo ritiene di origine antichissima e suppone sia stato la fonte di ispirazione dei tre vangeli sinottici. D’altro canto la chiesa non l’ha mai incluso nel Canone e cerca, quanto meno, di minimizzarne l’esistenza anche se un brano dello stesso è riportato negli attuali breviari (Liturgia delle Ore). - Atti degli Apostoli testo attribuito a Luca, narra quanto accaduto nel periodo che va dalla morte di Gesù alla misteriosa scomparsa di Paolo. La chiesa ritiene sia stato composto verso la fine del primo secolo. B – SUI VANGELI APOCRIFI Sono oltre trenta lavori che hanno visto la luce in un arco di tempo molto ampio, dal II secolo al XIX secolo. L’ultimo scoperto è il vangelo di Pietro ritrovato nel 1886 e.v. Alcuni di questi vangeli sono talmente fantasiosi e fiabeschi che vien fatto di chiedere a quali categorie di credenti fossero indirizzati. La loro prima stesura è comunque molto incerta. E’ probabile siano stati scritti originariamente in greco e poi più volte tradotti e ritradotti in copto, siriaco, ecc; non è neanche chiaro da dove siano derivate le versioni in italiano oggi disponibili. Trattarne diffusamente esula dai limiti di questo testo perciò, per maggiori informazioni, si rimanda a M. Craveri: I Vangeli Apocrifi. (Rif. 330) C – SUI VANGELI GNOSTICI Sono stati scoperti di recente (1945 in Egitto, a Nag Hammadi). Si tratta di 52 testi copti (tra cui alcuni vangeli inediti) sepolti 1500 anni or sono in una giara di terracotta. Si ritiene che alcuni di questi testi, probabilmente copiati da originali greci, possano risalire al II secolo. Probabilmente, dopo l’ordine di Atanasio, vescovo di Alessandria, di distruggere tutti i testi ritenuti apocrifi, qualche monaco del monastero di Nag Hammadi, disubbidendo al vescovo tolse dagli scaffali i 52 libri, li sigillò dentro una giara e li seppellì. Sono stati tradotti inizialmente da Gilles Quispel e portati a conoscenza del pubblico nella meta degli anni 50. Le fonti di tipo b) FONTI STORICHE sono in realtà abbastanza scarne e poco illuminanti. Gli storici, almeno nei primi secoli del dopo Gesù, pare abbiano completamente ignorato l’esistenza e l’attività del nostro soggetto. Gli altri, moderni, lavorano su ipotesi, sovente logiche e ragionevoli, quali oggi si possono formulare, alla luce delle recenti scoperte archeologiche. PRECISAZIONI SULLE FONTI STORICHE A – STORICI EBRAICI - In generale gli storici ebraici, contemporanei di Gesù o di generazione immediatamente seguente, ignorano completamente la sua esistenza e le sue vicende. I casi sono due: - la chiesa, nel corso dei secoli, ha sistematicamente revisionato i loro scritti e le successive traduzioni, in quanto contenenti notizie non positive e contrarie ai dogmi teologici della chiesa stessa; - oppure si deve ammettere che il personaggio non era poi tanto rilevante da finire sugli annali storici o, addirittura, era inesistente. Tra questi autori ricordiamo: • PHILO JUDAEUS (Filone Alessandrino), nato nel 734 a.u.c.(20 a.C.) e morto nell’803 a.u.c.(50 e.v.), era a tutti gli effetti un contemporaneo di Gesù, vissuto nei dintorni di Gerusalemme. Ha scritto note dettagliate sugli eventi accaduti in Palestina in quegli anni; di Gesù neanche una parola. • GIUSTO DA TIBERIADE (opere scomparse rammentate da Pothius, patriarca di Costantinopoli) • GIUSEPPE FLAVIO nato a Gerusalemme presumibilmente nel 791 a.u.c.(38 e.v.) e morto a Roma nell’853 a.u.c.(100 e.v.). E’ una delle fonti più citate anche se non mancano dubbi sulla genuina autenticità dei suoi scritti. Dei testi originali di questo autore praticamente non esiste più nulla. Circola una ipotesi, o il sospetto, che i suoi scritti sulla guerra giudaica siano stati manomessi e falsati dalla chiesa e poi rimessi in circolazione sotto il nome di Esegippo. Si dice anche che, recentemente, sia stata scoperta una versione della sua opera “Guerra Giudaica” in lingua slava, risalente a vari secoli or sono, che pare sia fortunatamente sfuggita alle manipolazioni del clero. La notizia non è comunque comprovata. Il personaggio è peraltro singolare. Riporiamo quì, fuori testo, una breve biografia di questo storico. ________________________________________ INSERTO 01 – Giuseppe Flavio Originariamente Yosef ben Matityahu ha-Kohen. Ebreo, appartenente ad una famiglia di sacerdoti, aderente al movimento esseno, per qualche tempo governatore della Galilea e del Golan, nel 66 (e.v.) diventa un capo dei ribelli e si batte con accanimento contro i romani a Jotapata. Messo alle strette si rifugia in una grotta con 40 compagni e qui viene deciso il suicidio collettivo per evitare di cadere in mano al nemico. Al termine di un reciproco ammazzamento restano in piedi Giuseppe ed un compagno d’armi, i quali due, realisticamente, si chiedono se valga la pena continuare. Decidono così di consegnarsi ai romani, che pare abbiano apprezzato il gesto, considerata la brillante carriera e la vita comoda che la sorte riserverà a Giuseppe. Trasferito a Roma, si fa notare per intelligenza e preparazione, tanto che viene adottato da Vespasiano, assumendo il nome della famiglia Flavia. Viene nominato storico di corte con appannaggio e casa in Roma. Resta comunque attaccato alla religione ebraica e ad essa educa i suoi figli. In realtà, dopo l’adozione nella famiglia Flavia, cerca di far dimenticare i suoi trascorsi di integralista giudaico, assumendo posizioni pesantemente critiche nei confronti del movimento in questione. Ha scritto (in aramaico e in greco) due opere corpose: Guerra Giudaica (7 libri) e Antichità Giudaiche (20 libri). Il breve cenno (abbastanza accattivante) che scrive su Gesù, nel volume XVIII di Antichità Giudaiche, sa di falso, inserito ad arte a posteriori. Considerata la sua posizione a Roma, se lo avesse veramente scritto, avrebbe quanto meno….. perso il posto. Parecchi eruditi si sono mostrati sorpresi di non trovare nello storico ebreo Giosefo [Giuseppe] nessuna traccia di Gesù il Cristo; poichè tutti gli studiosi seri ammettono oggi che quel breve passo che ne fa menzione nella sua “Storia”, è interpolato. Eppure il padre di questo storico avrebbe dovuto essere fra i testimoni di tutti i miracoli di Gesù. Giosefo era di famiglia sacerdotale, parente della regina Mariamne, moglie di Erode: egli si diffonde in particolari minuti su tutti gli atti di quel principe; tuttavia non dice una parola nè della vita nè della morte di Gesù; e, mentre non dissimula nessuna delle crudeltà di Erode, non parla della famosa strage di tutti i bambini da lui ordinata, in conseguenza della notizia che era nato un re dei Giudei. Il calendario greco cristiano ci parla di quattordicimila bambini sgozzati in tale occasione; e sarebbe, di tutte le azioni di tutti i tiranni del mondo, la più mostruosa che non trova esempio nella storia. Eppure il più serio scrittore che mai abbiano avuto gli Ebrei, il solo stimato anche dai Romani e dai Greci, non fa menzione di questo avvenimento tanto singolare quanto spaventoso. Non parla neppure di quella nuova stella che comparve ad Oriente dopo la nascita del Salvatore: fenomeno impressionante che non doveva sfuggire ad uno storico così bene informato; e così tace di quelle tenebre che coprirono tutta la terra, in pieno giorno, e per la durata di tre ore, quando il Salvatore morì, di tutti quei sepolcri che in quel momento si aprirono e della folla dei giusti che risuscitarono. (Rif. 410) Questo è ciò che comunemente si pensa di Giuseppe Flavio. La realtà però sembra essere ben altra. Intuita l’inutilità degli sforzi per abbattere l’agguerrito esercito romano decide di abbandonare i suoi compagni e di vendersi all’impero in cambio dell’impunità ed altri concreti compensi; la nomea di opportunista e di traditore, che i giudei gli attribuiranno, lo perseguiterà per tutta la vita. Saltato quindi sul carro del vincitore e agli ordini di Tito, metterà a disposizione di quest’ultimo la sua esperienza e le sue conoscenze su fatti, strategie e comportamenti del movimento ribelle, collaborando alla sua sistematica distruzione ed alla caduta di Gerusalemme. Trasferito a Roma, con un bagaglio di numerosi testi sfuggiti alla distruzione, con l’adozione/premio della famiglia Flavia, acquisisce tutti i diritti di cittadino romano (che lo protegge da eventuali tardive vendette) e darà corso alla compilazione delle opere che lo renderanno famoso, sull’attendibilità delle quali torneremo in seguito. ________________________________________ B – STORICI LATINI - Anche gli storici latini non rammentano Gesù e le sue vicende. Solo alcuni citano, quasi per caso, i termini Cristo e cristiani. Ad esempio: • SVETONIO – 69/140(e.v.) – nella sua opera biografica sugli imperatori romani, scrivendo di Claudio dice: ….l’imperatore Claudio scacciò da Roma i giudei che istigati da Cresto (Cristo), erano continuamente in lotta. A proposito di Nerone scrive ancora: ….furono puniti i cristiani, un gruppo di persone dedite ad una superstizione nuova e malefica…. • TACITO – 55/120(e.v.) – parlando di Nerone cosi si esprime: ….mise avanti come rei dell’incendio gente odiata per i suoi mali costumi, che il volgo chiama cristiani, e infine inflisse loro i più raffinati supplizi. Quel nome essi derivarono da Cristo, che sotto il regno di Tiberio fu mandato a morte dal procuratore Ponzio Pilato. Lo ignorano pure: • PLUTARCO • SENECA • MARZIALE • CASSIO DIONE • PLINIO IL VECCHIO • PLINIO IL GIOVANE • e un’altra trentina di scrittori tra i più noti Come si può constatare tutti questi storici ignorano l’esistenza ed il nome di Gesù; solo un paio di volte viene rammentato il titolo messianico Cristo (l’unto) e non certo in senso positivo; gli vengono attribuite caratteristiche assai poco spirituali, considerandolo fonte di disordini e di velleitarismo politico. (Rif. 180,185,760,995) Eppure il mitico Gesù avrebbe dovuto, con le sue gesta e i suoi miracoli, creare un notevole scalpore ed essere, di conseguenza, annotato negli annali storici del mondo allora noto. § 3 – IL CALENDARIO Il calendario è una nota dolente. Catalogare cronologicamente eventi di natura storica presuppone l’esistenza di un metodo di scansione del tempo (calendario) non opinabile. Purtroppo non è così; nel nostro mondo occidentale è invalso l’uso, indiscusso, del calendario gregoriano, che è assai meno preciso di quanto si possa immaginare. Quale valore si può attribuire ad a.C. e d.C. quando l’anno 1 di riferimento è messo in dubbio? In questo testo si e’ comunque scelto di fare riferimento al calendario gregoriano (e.v. = era volgare) integrandolo, a volte e quando necessario, con quello romano (a.u.c. = ab urbe condita). Nell’inserto che segue, sono riportati alcuni indispensabili chiarimenti sui calendari, evitando però qualsiasi riferimento al fenomeno della Precessione degli Equinozi, scarsamente significativo data la brevità del periodo storico preso in esame (circa 7000 anni). ________________________________________ INSERTO 02 – Note sui calendari - CALENDARIO ROMANO (Calendario di Numa) E’ basato su di una notazione cronologica e considera come anno iniziale 1 (non zero) il: 753 a.u.c., cioè l’anno della fondazione di Roma (ab urbe condita). Il calendario di Numa (12 mesi e 355 giorni per anno) era derivato da quello iniziale di Romolo che considerava solo 10 mesi e 304 giorni per anno. Per convenzione le cronologie assumono come inizio anno il Primo Gennaio e non il 21 Aprile, data della presunta fondazione di Roma. - CALENDARIO GIULIANO Il calendario, istituito da Giulio Cesare, è andato a regime nel 45-46 a.e.v. (ante era volgare) ed è attualmente in ritardo di 13 giorni rispetto al calendario gregoriano. Anche questo calendario considera come inizio anno il Primo Gennaio. Secondo i suggerimenti del matematico alessandrino Sosigene, venne introdotto l’anno bisestile. Ogni 4 anni, tra il 23 e il 24 febbraio, viene inserito un giorno detto “Bis Sextus”. - CALENDARIO GREGORIANO Studiato a Roma dall’astronomo Clavio, istituito da Gregorio XIII ed imposto, in tutti gli stati cattolici, a partire dal 15 Ottobre 1582 e.v. sopprimendo 10 giorni dal precedente calendario giuliano (dal 5 al 14 Ottobre compresi). Considera come anno 1 (non zero) il presunto anno di nascita di Gesù (754 a.u.c.), come era stato erroneamente determinato nel 540 e.v., dall’abate russo ed astronomo Dionigi Il Piccolo (Dionysius Exiguus) ed in seguito adottato dal monaco Beda, nel 725 a.u.c., come anno iniziale dell’era cristiana. L’errore è evidente; se, secondo Matteo, Gesù è nato durante il regno di Erode il Grande, visto che questi è morto nel 750 a.u.c., allora Gesù è certamente nato prima di questo evento. Ma quanto prima? Questo testo ritiene che possa essere nato nel 747 a.u.c.; è solo una ipotesi, condivisa da altri, che ci permette di conciliare l’evento con altri fatti storici concomitanti. Questo calendario fu imposto con la forza (e con il massacro di centinaia di persone) in quei paesi cattolici dove la chiesa era particolarmente forte. La chiesa giustificò i massacri sostenendo si trattasse di sprovveduti facinorosi i quali temevano di essere stati defraudati di 10 giorni di vita (!). I motivi erano ben altri; in questa occasione nobiltà e clero (voraci ed ingordi come sempre), pretesero il pagamento delle loro rendite parassitarie per l’intero mese di ottobre, mentre coloro che tali rendite dovevano procurare dovettero provvedere con il 30 per cento di giornate lavorative in meno. Le rivolte che seguirono furono dovute al fatto che la maggior parte dei lavoratori erano pagati a giornata mentre i proprietari di immobili riscuotevano le rendite mensilmente. (Hans Rancke-University of Copenhagen). Il calendario gregoriano si diffuse in Europa molto lentamente; nel primo ventennio del 1900 molti paesi europei utilizzavano ancora il calendario giuliano. - CALENDARIO EBRAICO E’ un calendario lunare (anno di 354 giorni) allineato al calendario solare mediante un ciclo di compensazione (ciclo di Metone) di 19 anni. Il mese può essere di 29-30 giorni. L’anno 1 (non zero) corrisponde all’anno della creazione del mondo(?) 3760 a.e.v. Corrispondenza mesi Nisan (Abib) Marzo-Aprile Ijjar (Ziv) Aprile-Maggio Sivan Maggio-Giugno Tammuz Giugno-Luglio Ab Luglio-Agosto Elul Agosto-Settembre Tisri (Etanim) Settembre-Ottobre Marchesvan (Bul) Ottobre-Novembre Kisleu Novembre-Dicembre Tebet Dicembre-Gennaio Sebat Gennaio-Febbraio Adar Febbraio-Marzo - CALENDARIO DI QUMRAN (Calendario Esseno) Aveva una durata di 365 giorni evidenziati su una meridiana scoperta a Qumran. - CALENDARIO ASTRONOMICO E’ il più corretto in senso assoluto ed il meno pratico per le cronologie storiche. Infatti tiene conto dell’anno zero, inserito tra l’uno a.e.v. e l’uno dell’e.v.. Inizia dall’ 1 Gennaio del 4713 a.e.v. enumerando tutti i giorni seguenti senza tenere conto dei mesi e degli anni. ALTRE PRECISAZIONI - Un anno solare ha la durata di 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 6 secondi. A questo proposito il calendario gregoriano eccede, ogni anno di 24 secondi sull’anno tropico; fra 3500 anni occorrerà eliminare un giorno. - Un anno lunare (ciclo di 12 lunazioni) ha la durata di 354 giorni, 6 ore, 48 minuti e 48 secondi. - Il terzo millenio è iniziato nel 1993 e.v. se si considera che Gesù è nato nel 7 a.e.v. oppure, tenuta ferma l’ipotesi di Dionigi, inizierà il Primo Gennaio 2001 e.v. e non il Primo Gennaio del 2000 e.v.; questa è stata una licenza festaiola e commerciale alla quale la chiesa ha dovuto “abbozzare” per non perdere la faccia. - Secondo il rev. J. Lightfoot, Dio ha dato inizio alla creazione del mondo Mercoledi 23 Ottobre dell’anno 4004 (a.e.v.), alle ore 9.00 antimeridiane. Se i calcoli del reverendo sono …(?) esatti, dio si sarebbe riposato il Martedi della settimana seguente in barba ai precetti sul riposo al Venerdi, al Sabato o alla Domenica. - Secondo l’arcivescovo inglese J. Ussher di Armagh-(La Creazione dell’uomo), la terra sarebbe stata creata esattamente Sabato, 22 Ottobre del 4004 (a.e.v.), alle ore 6 pomeridiane - Secondo Beda la creazione è avvenuta nell’anno 3592 (a.e.v.) - Secondo Eusebio la creazione è avvenuta nell’anno 5198 (a.e.v.) - La ricorrenza del Natale è stata fissata al 25 Dicembre all’inizio del IV secolo su sollecitazione di Costantino il Grande e per eliminare la festa pagana dei Saturnali. - L’anno gregoriano 2000 e.v. corrisponde quindi a: anno romano (Numa) 2753 anno giuliano 2046 anno copto 1716 anno bizantino 7509 anno ebraico (Biblico) 5760 anno greco (Seleucide) 2312 anno islamico (Egira) 1420 anno Nabonassar 2749 anno indiano (Saka) 1922 anno induista 5102 anno buddista (Nirvana) 2543 anno giapponese 2660 anno cinese 4637 anno olimpico 2776 anno astronomico (circa) 6714 - Ma quanto è vecchio questo mondo? Con riferimento all’anno 2000 e.v., eccovi alcune “dotte” valutazioni: Eusebio anni 7198 Genebrard anni 6900 Husser anni 6004 Lightfoot anni 6004 Pico della Mir. anni 5958 Scaligero anni 5948 Metone anni 5761 Beda anni 5592 CORRISPONDENZE TRA CALENDARIO ROMANO E GREGORIANO (Per gli eventi più significativi) a.u.c. e.v. MITO STORIA 656 -98 Nascita di Giuseppe . 691 -63 Nascita di Gioacchino . 692 -62 . Roma conquista la Palestina 695 -59 Nascita di Anna . 705 -49 . Erode Antipatro prefetto di Giudea 710 -44 . Uccisione di Giulio Cesare 711 -43 . Erode il Grande tetrarca della Giudea 715 -39 . Erode il Grande re della Palestina 719 -35 . Inizio costruz. Torre Antonia 731 -23 Nascita di Maria . 734 -20 . Inizio ricostruzione Tempio 746 -8 Unione di Giuseppe e Maria . 747 -7 Presunta nascita di Gesù . 750 -4 . Morte di Erode il Grande 759 6 . Erode Antipa al potere 760 7 . Censimento fiscale 767 14 Morte di Giuseppe . 779 26 . Ponzio Pilato prefetto di Giudea 780 27 Inizio attività di Gesù . 783 30 Morte di Gesù . 784 31 Inizio attività apostoli . 789 36 . Ponzio Pilato lascia la Giudea 802 49 Morte di Maria . 815 62 Morte di Giacomo . 817 64 Morte di Paolo Incendio di Roma 818 65 Morte di Pietro . 819 66 . Moti di ribellione in Palestina 820 67 . Distruzione di Gamla 823 70 . Distruzione di Gerusalemme 826 73 . Caduta di Masada 869 116 . Moti di ribellione in Palestina 886 133 . Sconfitta di Bar-Kosba 888 135 . Fine delle rivolte in Palestina ________________________________________ § 4 – LE DATE RELATIVE A GESU’ Sulle date di nascita e di morte di Gesù Nazareno ci sono decine di “dotte opinioni”, allo stesso tempo tutte valide e tutte criticabili che, indirettamente, avvalorano la tesi che si tratti di un personaggio mitico e quindi difficilmente databile. Quello che ci mette seriamente in imbarazzo è Luca, il quale afferma che Maria ha avuto l’Annunciazione sotto Erode il Grande (morto il 4 a.e.v.) ed ha partorito durante il censimento di Quirino (anno 6-7 e.v.)(!) In effetti stabilire la data di nascita di Gesù è praticamente impossibile. - NASCITA DI GESU’ (secondo il mito) L’unico documento che potrebbe dare delle indicazioni utili è il Vangelo secondo Luca il quale però, come sostenuto, malgrado le affermazioni rassicuranti dell’autore, sbaglia in maniera veramente eclatante. A complicare le cose ci si mette poi anche Dionigi il Piccolo il quale, aggiungendo errore ad errore, ci porta completamente fuori strada. A conti fatti, sulla base della tabella che segue, ricavata da Luca, dalla data del concepimento (annunciazione) a quella del parto, sarebbero trascorsi 11/12 anni. Se per il fedele questo potrebbe non essere un problema, è innegabile però il discredito che viene gettato sulla storicità della figura di Gesù. EVENTO RIFER. STORICO 1 – PROEMIO (Luca) …..Tuttavia, anch’io, dopo aver indagato accuratamente ogni cosa fin dall’origine, mi sono deciso a scrivere con ordine, egregio Teofilo, affinchè tu abbia esatta conoscenza di quelle cose intorno alle quali sei stato catechizzato. . . . . . . . . . . Da quello che segue non si direbbe abbia indagato molto. - ANNUNZIO DELLA NASCITA DI GIOVANNI BATTISTA Al tempo di Erode, re della Giudea, …….Dopo quei giorni Elisabetta concepì ma si tenne nascosta……. . . . . . . . . . . Erode, (il Grande) re della Giudea, è nato nel 74(a.e.v.) e morto nel 4(a.e.v.) all’età di 70 anni. - ANNUNZIO DELLA NASCITA DI GESU’ Al sesto mese Dio mandò l’angelo Gabriele in una città della Galilea chiamata Nazaret, ad una vergine sposa di un uomo di nome Giuseppe, della casa di Davide …… . . . . . . . . . . Dopo sei mesi dall’annuncio ad Elisabetta. Infatti Gesù sarebbe nato tre mesi dopo Giovanni Battista. Quanto a Nazaret era un indirizzo difficilmente reperibile, visto che a quei tempi non esisteva. 2 – NASCITA DI GESU’ In quei giorni uscì un editto di Cesare Augusto che ordinava il censimento di tutta la terra. Questo censimento fu fatto da Quirino che era governatore della Siria…….. …….Mentre si trovavano là, [betlemme] giunse per lei [Maria] il tempo di partorire……. . . . . . . . . . . Il censimento della Palestina è stato ordinato ed eseguito negli anni 6/7(e.v.) 3 – LA PREDICAZIONE DI GIOVANNI BATTISTA Era l’anno quindicesimo del regno di Tiberio Cesare; Ponzio Pilato governava la Giudea, Erode era tetrarca della Galilea e suo fratello Filippo dell’Idumea e della Traconitide;……… Questo riferimento corrisponde all’anno 27/28(e.v.) circa. E’ uno dei riferimenti base su cui Dionigi il Piccolo si è servito per calcolare, sbagliando, l’anno di nascita di Gesù. I riferimenti attribuiti a Luca sono tratti da: LA BIBBIA – Nuova versione dai testi originali Edizioni Paoline S.r.l., 1987 Imprimatur: Frascati, 12-11-1982 Sac. Carlo Meconi, Vic. Gen. Dovendo comunque iniziare da qualche parte, sono state scelte, per questo lavoro, due date fondamentali: - DATA DI NASCITA: la notte tra il 13 ed il 14 Novembre del 7 (a.e.v.) / 747(a.u.c.) - DATA DI MORTE: ore 15 del 7 Aprile del 30 (e.v.) / 783(a.u.c.) e non c’è nulla che possa far ritenere queste date peggiori o migliori di tante altre che vengono continuamente proposte. La data di nascita ha comunque il pregio, se così si può dire, di avvicinarsi molto alle ipotesi formulate, in proposito e in questi ultimi anni, dalla chiesa, presumibilmente basate sulle deduzioni a suo tempo fatte da Giovanni Keplero. (Rif. 130,131) Inoltre, queste due date si accordano, abbastanza bene, con quelle di concomitanti eventi storici, databili con un certo grado di sicurezza. Questo, comunque, non vuol dire che siano esatte: come si può dire quando è nato un individuo che probabilmente non è …mai nato! Ad ogni modo, ammettendone l’esistenza, il Gesù sarebbe vissuto su questa terra per 36 anni. Altro motivo di imbarazzo è la reale durata della predicazione del Cristo: • per Giovanni si tratta di un anno • per Marco e Matteo due anni • per Luca almeno tre (tre pasque?) Un illuminato teologo, Monsignor Bosquet di Vanves, ha calcolato che Gesù, nel corso delle sue peregrinazioni in Palestina, abbia percorso una distanza di 2740 chilometri e 58 centimetri. Tutta la nostra riconoscenza a Mons. Bosquet anche se quello che ci preoccupa un poco sono i 58 centimetri. In fondo, però, la cosa non ha molta importanza; quello che realmente importa è di non dimenticare i fatti e gli eventi che si tramanda siano accaduti. § 5 – I PRESUNTI GENITORI DI GESU’ SEPHER TOLDOS JESCHUT (Una Ipotesi) Per completezza di informazione riprendiamo il brano che segue dal Dizionario Filosofico di Voltaire, alla voce Messia. Il brano risente molto del noto e viscerale atteggiamento antisemita dell’Autore; resta comunque il fatto che si tratta di un antico e poco noto documento (vero o falso che sia) che questo testo, considerate le premesse iniziali, non può esimersi dal riportare. Fra tutte le opere dettate da questo loro accecamento, [degli ebrei] nessuna è così odiosa e stravagante come l’antico libro intitolato: Sepher Toldos Jeschut, rimesso alla luce da Wagenseil, nel II tomo della sua opera intitolata: Tela Ignea, ecc. In questo libello si può leggere una storia mostruosa della vita del nostro Salvatore, forgiata con tutta la passione e la malafede possibili. Così, per esempio, vi si trova che un certo Panther o Pandera, abitante di Betlemme, essendosi innamorato di una giovine donna sposata a Jochanan, ebbe da questo commercio impuro un figlio che fu chiamato Jesua o Jesu. Poi il padre di questo bambino fu obbligato a fuggire, e si ritirò a Babilonia. Il piccolo Jesu da parte sua fu mandato a scuola; ma, aggiunge l’autore, ebbe l’insolenza di star a testa alta e scoperta davanti ai sacrificatori, invece di presentarsi davanti a loro a testa bassa e col viso coperto come era costume: atto che destò grande riprovazione, e attirò l’attenzione sulla sua nascita spuria, esponendolo così all’ignominia. Questo Sepher Toldos Jeschut era conosciuto fin dal secondo secolo: Celso lo cita dandogli fede, e Origene lo confuta nel suo IX capitolo. Un altro libro anch’esso intitolato Toldos Jeschut, pubblicato l’anno 1705 dallo Huldrich, segue più da presso l’Evangelo dell’infanzia, ma formicola di anacronismi e di grossolani errori. Fra l’altro fa nascere e morire Gesù sotto il regno di Erode il Grande, e vuole che davanti a questo principe sia stata mossa la causa dell’adulterio di Panther e di Maria madre di Gesù. L’autore, che prende il nome di Jonathan e si dice contemporaneo di Gesù e abitante di Gerusalemme, dice che Erode consultò a questo proposito i senatori di una città della terra di Cesarea. (Rif. 410) E’ probabile che questa interpretazione sia stata tratta dal libro “Contro i Cristani” di Celso (II-III sec.) il quale recita: …..tu t’inventasti la nascita da una vergine: in realtà tu sei originario da un villaggio della Giudea e figlio di una donna di quel villaggio, che viveva in povertà filando a giornata. Inoltre costei, convinta di adulterio, fu cacciata dallo sposo, falegname di mestiere. Ripudiata dal marito e vergognosamente randagia, essa ti generò quale figlio furtivo. ……..Tua madre dunque fu scacciata dal falegname che l’aveva chiesta in moglie, perchè convinta di adulterio e fu resa incinta da un soldato di nome Pantera. Alcuni autori ritengono di aver individuato questo misterioso Pantera in: Tiberio Giulio Abdeo, detto Panthera, centurione dell’esercito romano, presente in Palestina prima del 9 (e.v.). Sarebbe morto a 62 anni e sepolto nei pressi di Bingerbruck (Germania) dove è stato trovato un monumento funebre a lui dedicato. (Rif. 855, 330) Un’altra interpretazione molto fantasiosa (forse troppo!) sostiene che Maria sia stata sedotta niente meno che da Tiberio (futuro imperatore) che da giovane si trovava in Giudea. Questo giustificherebbe le ambizioni di Gesù ad essere proclamato re dei giudei. Una nuova versione dei fatti viene fornita da Luigi Cascioli, prelevata dal Vangelo delle Toledoth (Vangelo degli Ebrei). (Rif. 760) Ai tempi del secondo santuario, essendo imperatore Tiberio, e ai tempi di Erode II d’Israele, responsabile di azioni malvagie, come è raccontato nello Josippon, in quei tempi c’era un uomo della stirpe di David, chiamato Giuseppe, che aveva una moglie di nome Maria; egli era timoroso di Dio ed era discepolo del Rabbino Schimon ben Shatach. Abitava vicino a lui un malvagio, di nome Jochannan, trasgressore delle leggi ed adultero. Maria era una donna di bell’aspetto, ed il malvagio Jochannan aveva posto gli occhi su di lei, voleva possederla. Così seguiva sempre la donna ma in modo che lei non si accorgesse di nulla. Il fatto avvenne nel mese di Nissan, alla fine della Pasqua, nel giorno di Sabato, a mezzanotte. Poichè Giuseppe doveva recarsi al tempio per le cerimonie, questo malvagio si alzò di nottetempo e si appiattò vicino alla porta della casa. Quando Giuseppe uscì, Jochannan entrò in silenzio e giacque con Maria, mentre lei gridava, pensando che fosse il marito: - Mio signore, mio signore, perchè ti accoppii con me? Non lo sai che ho le mestruazioni e sono impura? Allontanati da me, e non fare questa orribile azione, non suscitare l’ira divina. - Ma il nalvagio giacque con lei e lei rimase incinta di lui. Jochannan se ne andò via ma poco dopo ritornò per ripetere la stessa azione. Maria si ribellò ancora e, sempre convinta che fosse il marito, gli ripetè: - Non ti è bastato offendere Dio una volta? Ora ritorni ancora? - Il malvagio, dopo averla posseduta una seconda volta, se ne andò via dalla casa. La donna era addolorata e piangeva, e si colpiva forte il volto per il peccato commesso. All’alba Giuseppe ritornò a casa e trovò la moglie che piangeva e si lamentava. Le chiese cosa avesse e lei gli rispose: - Guai a noi e guai a mia madre che mi ha generato, e guai a te che hai commesso una così grave trasgressione, sapendo che ero mestruata sei venuto da me due volte questa notte senza timore di Dio! Cosa sarà di te il giorno del giudizio? - Giuseppe così le rispose: - Sei matta, forse hai fatto un sogno e hai pensato che fossi io! - Ma Giuseppe aveva capito che il responsabile era il suo vicino ma non disse nulla alla moglie. Lo stesso giorno andò dal rabbino Shimon ben Shatach suo maestro il quale, dopo averlo ascoltato, gli disse: - So che non hai testimoni, per cui la sola cosa che puoi fare per controllare se il figlio che nascerà sarà di Jochannan il malvagio, è di segnarti il giorno. - Giuseppe, però, pensando che se fosse rimasto a Gerusalemme gli sarebbe venuta grande vergogna e disprezzo per ciò che era avvenuto a sua moglie, la quale sarebbe rimasta incinta non certo di lui che tutti sapevano non aver mai avuto contatti con lei, decise di partire per trasferirsi in Babilonia lasciando la moglie nella sua casa. Dopo nove mesi avvenne che Maria partorì un figlio a cui dette il nome di Giosuè che era il nome di suo zio, fratello di sua madre. Lo circoncisero a otto giorni. Maria non avendo mai saputo ciò che era veramente successo, rimase nella convinzione che Giosuè fosse il figlio di suo marito Giuseppe anche se tutti sapevano la verità perchè Jochannan il malvagio lo aveva raccontato alla gente del paese. Tutti parlavano di questo fatto, mentre lei non ne sapeva nulla. Quando il ragazzo crebbe lo mise in una scuola per studiare la Torah e quel bastardo era intelligente tanto che in un giorno imparava ciò che agli altri non bastava un anno. Per questo che da quel giorno i rabbini dissero: - I bastardi sono intelligenti ma lo sono di più se figli di una mestruata. - Giuseppe, marito di Maria, stava in Babilonia lontano da Gerusalemme due mesi di viaggio. Mai chiese di lei nè fece sapere ad alcuno la sua questione e colà rimase per tutta la vita. Un giorno, durante una lite con i compagni, Giosuè venne a sapere da questi che era un bastardo figlio di una mestruata. Ritornato a casa raccontò tutto alla madre, la quale, dopo essersi accertata che il fatto fosse vero, rimase così sconvolta che gli tolse il nome Giosuè, suo zio, e lo chiamò Gesù. § 6 – DEMOGRAFIA E NUMERI Acune cifre strabilianti ed assai poco realistiche che, ogni tanto ci vengono prospettate dagli storici dell’antichità, possono avere due possibili giustificazioni: • la difficoltà di comunicare, di accedere ad informazioni di prima mano ed una visione, necessariamente parziale, del mondo in cui vivevano, può averli indotti in errore, tanto da alterare determinati valori sino all’inverosimile; • oppure la necessità di compiacere i loro mecenati, dei quali descrivevano le gesta, esaltando le loro imprese a volte con cifre decisamente esagerate. Pertanto, prima di procedere nella lettura delle cronologie riportate in questo testo, occorre prendere visione di quanto contenuto nel seguente Inserto 03; aiuterà a ridimensionare ed a rendere più comprensibili ed accettabili determinati eventi. ________________________________________ INSERTO 03 – Note Demografiche (secondo recenti studi) Secondo le ultime conoscenze scientifiche: • l’universo avrebbe cominciato ad espandersi dai 14-15 miliardi di anni fa (Big-Bang); • la vita sarebbe apparsa sulla terra da circa 4 miliardi di anni; • l’apparizione dell’uomo (homo sapiens sapiens) risalirebbe ad oltre 160 mila anni or sono; • da allora sarebbero vissuti sulla terra oltre 100 miliardi di individui definibili come umani (umanoidi), che solo il prete, con un’imbarazzante e arzigogolata menzogna, può dirvi che fine abbiano fatto (oppure negare sfacciatamente la loro esistenza). La seguente tabella, compilata sulla base di autorevoli fonti (Rif. 200,202,203,205, 208,210,215), mette subito in evidenza alcuni valori essenziali per la corretta valutazione degli eventi, almeno in chiave demografica, accaduti ai tempi di Gesù. (Le cifre in parentesi sono stimate e/o calcolate). ANNO e.v. POPOLAZ.MONDIALE (Milioni) DETTAGLI (Milioni) - 10000 (?) Primi tentativi di agricoltura - 8000 (10) Primi insediamenti agricoli permanenti - 5000 (100) Messa a coltura della Valle del Nilo - 4000 (125) Messa a coltura della Valle dell’Indo - 2500 (175) Prime applicazioni dell’uso dei metalli - 1000 (190) . - 600 (200) . - 300 (220) Di cui: Cina=50 1 (250) Inizio dell’Era Volgare Di cui: Europa=35 di cui: Italia=4 India=45 Cina=58 (Primo censimento cinese) Impero Romano=26 200 (255) Di cui: Europa=38 Vicino Oriente=18 Impero Romano=35 / 50(?) 400 (260) Di cui: Europa=32 600 (300) Di cui: Europa=30 800 (330) Di cui: Europa=35 1000 (365) Di cui: Europa=40 di cui: Italia=5 1200 (400) . 1300 (420) Di cui: Europa=70 di cui: Italia=12 1400 (435) . 1500 (450) Di cui: Europa=85 1600 (470) Di cui: Europa=89 di cui: Italia=13 1650 500 . 1700 (650) Di cui: Europa=125 1760 (780) Di cui: Europa=140 (Cristiani=50) 1800 (820) Di cui: Europa=146 di cui Italia=18 1830 1000 . 1900 (1700) Di cui: Europa=295 di cui Italia=33 1950 2500 . 1976 4000 . 1989 5240 . 2000 6000 Di cui: Europa=510 di cui Italia 57 2010 (6890) Di cui: Terzo Mondo=5670 2020 (7500) . 2025 (8000) Di cui: Terzo Mondo=6800 Occorre sempre tenere presente che, all’inizio dell’Era Volgare, la vita media di un individuo è stata stimata in 30 anni. (Secondo Deevey Edward – The Human Population – vi è invece ragione di ritenere che fra l’8000 e il 4000 (a.e.v.), come conseguenza della rivoluzione agricola, l’umanità sia aumentata di circa 16 volte.) Tenuto conto della tabella, si possono fare alcune osservazioni sulla Palestina, anche se mancano molti elementi per un calcolo preciso: a. - nell’anno 754(a.u.c.), anno 1(e.v.), la popolazione dei territori conquistati e facenti parte dell’Impero Romano era di circa 26 milioni di individui; b. - la superficie dei territori conquistati poteva essere di circa 6 milioni di Kmq; c. - la Palestina entro i suoi confini, come allora definiti, aveva una superficie di circa 20.000 Kmq, una parte estremamente modesta dell’impero; d. - parte del territorio palestinese era di natura desertica e, quindi, più adatto alla pastorizia che a consistenti insediamenti agricoli; si può perciò supporre una densità di popolazione, per Kmq, molto modesta. e. - tutto il territorio palestinese era stato conquistato, ed era tenuto sotto dominazione, con un impiego di truppe decisamente ridotto. Infatti l’esercito di occupazione era composto da 3 coorti di legionari, pari a 1800 uomini, più altri 1200 militi facenti parte della cavalleria o appartenenti a gruppi ausiliari composti da soldati greci, siriani e arabi. (Rif. 130) Vagliando tutti gli elementi disponibili e tenuto conto di una miriade di fattori, qui non elencati, si può, molto grossolanamente, stimare una popolazione palestinese residente compresa tra 160.000 e 240.000 persone. L’incertezza è grande ma qualche conferma, indiretta, ci può venire dall’esame di un altro aspetto: superficie e popolazione di Gerusalemme. La città, a quell’epoca, affidandoci alle mappe contenute in Rif. 130, poteva avere, entro le mura, una superficie di 1.500.000 mq. in proiezione orizzontale. A questo occorre togliere 135.000 mq. per lo spazio occupato dal Tempio ed almeno altri 200.000 mq. per spazi destinati ad edifici pubblici, palazzi residenziali, fortificazioni ecc.; restano perciò 1.165.000 mq. destinati a vie di comunicazione cittadine e case di abitazione, senza dimenticare che la città non è in piano (si eleva sino a 750 metri s.l.m.) e, quindi, la superficie non è perfettamente godibile. Anche se conti precisi non se ne possono fare, si può però ragionevolmente pensare che l’area entro le mura e gli agglomerati fuori porta potessero ospitare dai 30.000 ai 35.000 abitanti. R. Laurentin (Rif. 378) ritiene che gli abitanti di Gerusalemme potesse essere circa 25000. Durante particolari festività religiose era probabile che tale popolazione raddoppiasse. Un riferimento improprio ma orientativo: nel 424 (a.e.v.) Alessandro il Grande parte, per raggiungere l’India, con un esercito di soli “23000 uomini”. (Rif. 250) Alle soglie del terzo millenio i cristiani nel mondo sono circa un miliardo. Di questi circa 600 milioni appartengono alla setta cattolica; gli altri appartengono alle altre numerose sette quali: protestanti, ortodossi, pentecostali, anglicani, ecc. Nella sola America del nord sono state contate oltre 500 distinte forme di cristianesimo. § 7 – LE POSSIBILI CHIAVI DI LETTURA A questo punto è inutile continuare ad ignorare il fatto che l’argomento trattato (anche il modo di esporlo e gli inevitabili commenti) potrebbe essere recepito, da taluni lettori, come dissacrante, irriverente ed anticlericale. Trattandosi di una esposizione atea e razionale delle cose, anticlericale lo è per forza di cose! Anche se il recepire o meno certi messaggi, dipende molto dalla conoscenza, dalla formazione e dal substrato culturale di chi legge. Al di là di qualsiasi spunto polemico, si può affermare che esistono due possibili chiavi di lettura per il contenuto di questo testo. La prima può essere quella suggerita, indirettamente, da S.Ignazio di Loyola (1491-1556 e.v.) che, ai suoi tempi, affermava: - Noi dobbiamo essere pronti a credere che ciò che vediamo è bianco, quando invece è nero, se la gerarchia della chiesa ha deciso così. L’altra chiave la suggerisce Voltaire il quale, malgrado tutto ciò che si è detto di lui, non era affatto ateo ma un deista convinto: - Il dubbio è scomodo ma solo gli imbecilli non ne hanno.source:alateus.it
  5. [18+] Futanari

    Futanari (Maledetto maligno Zaku..che mi fa fare..) Futanari ( ふたなり) è un termine giapponese composto che significa "due metà" o "nuova metà" in giapponese, ed è un genere di manga o anime giapponese pornografico (comunemente detto hentai in occidente) i cui protagonisti sono ermafroditi o femmine con genitali maschili, spesso esagerati oltre le dimensioni normali. Con futanari ci si può anche riferire ai protagonisti del genere stesso, piuttosto che al genere. Aburagi Kojirou, personaggio partorito dalla fervida immaginazione di Benkyo Tamaoki, è il più famoso futanari al mondo. In occidente (particolarmente in paesi di lingua inglese) ci si può riferire a questo termine anche utilizzando i termini dickgirls (eufemisticamente ragazze con il pene, dick è una forma molto volgare di pene) o shemales (dove she è il pronome per la terza persona femminile dell'inglese e males significa "maschi") sebbene siano generalmente considerati volgari. Recentemente (in occidente) si è anche iniziato ad utilizzare il termine Newhalf per indicare personaggi con corpo femminile e soli genitali maschili, ed ad utilizzare 'Futanari' per riferirsi specificatamente agli ermafroditi. Si può pensare che il futanari sia una derivazione dello yuri o dello yaoi, dato che le storie sono più vicine a questi due generi che non alle storie hentai regolari. Secondo altri è una derivazione più mondana dello youkai, che alle volte rappresenta creature o personaggi mitologici. source:wikipedia Vi quoto pure un articolo sul futanari tratto dalla nonclicopedia che e veramente spassoso Futanari (in giapponese ふたなり, ragazza pisellona) è, all'apparenza, una dolce e tenera ragazzina, che nasconde gelosamente un grande segreto. Lo custodisce stretto fra le gambe, pronta a mostrarlo al primo malcapitato che se la volesse portare a letto. Molto brave a tenerlo nascosto e mimetizzarlo nel loro abbigliamento, ad esempio, arrotolandoselo e legandoselo come se fosse un grosso, umido e venoso tanga. La vita in incognito di una Futanari dura molto poco: prima o poi dovrà rivelare, volente o dolente, la verità a qualcuno e le conseguenze sono quasi sempre sodomitiche. Anatominchia La cosa più affascinante del dolce fiore di una futanari è che esso è pronto, prestante e perfettamente funzionante. La normalità lo prevede in una perenne erezione causata dal riempimento dei corpi cavernosi con titanio appositamente prelevato dall'ambiente al momento della nascita. Nella maggior parte dei casi, le Futanari sono sprovviste di gonadi. Da questo particolare nascono numerose domande circa l'incondizionata espulsione di sperma in seguito al climax sessuale delle stesse. Si ritiene possa essere latte prodotto dalle ghiandole mammarie sviluppate eccessivamente e collegate all'affare attraverso un complicato labirinto di dotti, oppure semplice colla vinilica. Altri ipotizzano che nel sistema circolatorio di una Futanari non scorra sangue, bensì sperma. Questa teoria, avvalorata anche dal rasoio di Ockham, pare essere quella più logica. Cause La nascita di una futanari è un evento gaio e gioioso, questo è certo, ma non è ancora molto chiaro da cosa possa essere causato. Le cause spaziano da maledizioni di Afrodite in seguito a gare di chi ha il clitoride più grosso? finite particolarmente male, demoni che alla fine di una possessione decidono di lasciare un regalino, eccessivo uso di dildo, applicazione di una pompa di aria compressa al foro errato, desideri espressi senza cognizione di causa, fino a stronzaggine divina. Gli esperti hanno deciso di escludere la mutazione genetica come causa: questa avrebbe favorito la comparsa di un tentacolo al posto del conosciuto organo riproduttivo maschile, andando a creare un essere molto più interessante, diciamocelo. Habitat Le futanari si divertono a popolare i manga come la muffa su una spugna umida scordata sotto il frigorifero. Non è troppo difficile riconoscere una futanari: se ha tratti orientali, è una ragazzina carina e dolcina, ed è vestita succinta, allora è una futanari. È molto facile andare a caccia di Futanari. Si possono disseminare culi di polistirolo per attirare la loro attenzione e beccarle col cazzo nel sacco, oppure basta seguire la lunga scia appiccicaticcia che si lasciano dietro, un po' come quando si va a caccia di lumache giganti su Decapod 10. "È disgustoso!" ~ Maurizio Costanzo davanti allo specchio. "Ma, veramente... io..." ~ Clitoride su futanari "Sorpresa!" ~ Futanari dopo essersi spogliata "Oh, che cazzo!" ~ Tipica esclamazione alla vista di una Futanari "Mamma mia!" ~ Mario su Futanari Altri personaggi futanari si trovano in anime e manga come il celebre Bible Black, La Blue Girl (essiste pure il live action,hehe), Viper GTS, Ogenki Clinic (pure qua live action!), Boku no Futatsu no Tsubasa, Discipline dai creatori di Bible Black, Erotic Torture Chamber,il belissimo manga Shemale Behaviour, Alice in Sexland (questo si trova pure in ita) e molti altri (se no nn si finisce mai..) Ne ho scovato pure dei real porno futanari (ovviamente si vedono che gli organi genitali maschili sono finti) Se interessa al publico posso upare qualche manga, film, anime o mini video quanto vado in ufficio che ce la adsl con 1mbs di upload.
  6. <img src='http://img441.imageshack.us/img441/6655/touhou001.jpg' border='0' alt='user posted image' /> <b> Bad Apple </b> Il martedì 27 ottobre 2009 , l'utente di niconicodouga(e come youtube in Giappone) Anira ha caricato quello che probabilmente e il miglior touhou video che sia mai stato fatto . Il video e stato visto circa 200k a nico , mentre la copia piu vista di questo video su youtube ha superato i 20k . Il video è stato così impressionante , che la stessa Alstroemeria Records , responsabile per il touhou ha blogato il video sul loro sito web. La canzone in sé è già un grande successo tra i fan touhou e vari video promozionali (PV) sono stati fatti con esso . Il video presenta una composizione molto elegante fatta con "l'arte dell'ombra" e si utilizzano varie forme di transizioni per illustrare i diversi personaggi touhou . Per quanto impressionante questo video è , in effetti ebbe un inizio molto umile . L'idea originale era in realtà concepita dal'utente "MMM" nel giugno del 2008 . Il video originale è stato fondamentalmente di 3min e 33s su cui si vede la storyboard che e fatta tutta a mano. L'autore aveva idee diverse , che sono state , per la maggior parte , seguite accuratamente nel prodotto finale . source: kazenomise <i>Ecco la versione che ha spapolatto i cervelli delle personne che hanno osato vederlo .(incluso il mio)</i> <object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/watch?v=Sib2L6A6xgw&hl=en&fs=1&color1=0xcc2550&color2=0xe87a9f"></param><param'>http://www.youtube.com/watch?v=Sib2L6A6xgw&hl=en&fs=1&color1=0xcc2550&color2=0xe87a9f"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/watch?v=Sib2L6A6xgw&hl=en&fs=1&color1=0xcc2550&color2=0xe87a9f" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object> <i>La versione originale/storyboard</i> <object width="425" height="344"><param name="movie" value=" name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src=" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>
  7. Erzsébet Báthory Erzsébet Báthory, conosciuta anche come Elisabetta Bathory, soprannominata la Contessa Dracula o Contessa Sanguinaria (magiaro Báthory Erzsébet, /ˈbaːtori ˈɛrʒeːbɛt/; Nyírbátor, 7 agosto 1560 – Čachtice, 21 agosto 1614), è stata una serial killer ungherese, considerata la più famosa assassina seriale sia in Slovacchia che in Ungheria. Lei e quattro suoi collaboratori furono accusati di aver torturato e ucciso centinaia di giovani donne. Sposò Ferenc Nádasdy. Giovinezza Nacque nel 1560 a Nyírbátor un villaggio nel nord-est dell'attuale Ungheria, ma venne allevata nella proprietà di famiglia di Esced in Transilvania (odierna Romania). La sua famiglia faceva parte delle casate protestanti ungheresi. L'albero genealogico della sua stirpe comprendeva vari eroi di guerra, un cardinale e un futuro re di Polonia. Nella sua famiglia, a causa della consanguineità (anche il padre aveva sposato una sua cugina), non mancavano malattie del sistema nervoso: molti suoi membri mostravano segni di epilessia, schizofrenia e altri disturbi mentali. Fin da bambina, ella dà segni di squilibro passando repentinamente dalla quiete alla collera. All'età di circa sei anni fu testimone di un fatto che lasciò su di lei una traccia indelebile: un gruppo di zingari venne invitato nella sua casa per intrattenere la corte; uno di essi venne però condannato a morte per aver venduto i figli ai Turchi. Le sue grida lamentose giunsero fino al castello, attirando l'attenzione di Erzsébet, la quale, all'alba, fuggì dal castello per vedere la condanna: dei soldati tagliarono il ventre di un cavallo legato a terra, il condannato venne preso e infilato nel ventre, rimase fuori solo la testa, poi un soldato ricucì il ventre del cavallo con il condannato al suo interno. Nel 1571, all'età di 11 anni, si fidanzò con Ferenc Nádasdy, di sette anni più grande di lei, e andò a vivere nel castello di Nádasdy di Sárvár nell'Ungheria centrale, presso il confine austriaco. All'età di 13 anni, incontrò un suo cugino, il principe di Transilvania, il quale, sotto i suoi occhi, fece tagliare naso e orecchie a 54 persone sospettate di aver fomentato una ribellione dei contadini. L'8 maggio 1575 sposò, quindicenne, il promesso Ferenc Nádasdy a Vranov nad Topľou (Varanno), presso Prešov, nell'attuale Slovacchia nord-orientale. Al matrimonio fu invitato persino il sovrano del Sacro Romano Impero Massimiliano II, il quale, tuttavia, causa la lontananza, non poté partecipare, ma inviò una delegazione con un costoso regalo di nozze. Il marito, persona crudele e spietata, aveva studiato a Vienna, dove si era dimostrato un buon atleta (ma non un bravo studente); inoltre faceva all'epoca parte di un gruppo di spadaccini noto come il "Terribile Quintetto". Amava torturare i servi, senza però ucciderli: una delle sue torture preferite consisteva nel cospargere di miele una ragazza nuda e lasciarla legata vicino alle arnie di sua proprietà. Essendo Nádasdy quasi sempre lontano da casa per combattere i Turchi, la responsabilità del castello di Sárvár era affidata ad Erzsébet. Erzsébet amava vestirsi da maschio e verso i 13-14 anni ebbe una figlia illegittima che venne affidata ad un contadino. Nei primi dieci anni di matrimonio non ebbe figli, ma nei nove anni seguenti partorì tre figlie e un figlio. Fu una madre molto protettiva. Sadismo e magia nera Per passare il tempo quando il marito era lontano da casa, Erzsébet cominciò a far visite alla contessa Karla, sua zia, ed a partecipare alle orge da lei organizzate. Conobbe nello stesso periodo Dorothea Szentes, un'esperta di magia nera che incoraggiò le sue tendenze sadiche. Dorothea e il suo servo Thorko insegnarono a Erzsébet la stregoneria. Ecco cosa scrive in una lettera al marito: « Ho appreso da Thorko una nuova deliziosa tecnica: prendi una gallina nera e la percuoti a morte con la verga bianca; ne conservi il sangue e ne spalmi un poco sul tuo nemico. Se non hai la possibilità di cospargerlo sul suo corpo, fai in modo di procurarti uno dei suoi capi di vestiario e impregnalo con il sangue. » Erzsébet riteneva un affronto intollerabile la fuga di una serva e la punizione era quasi sempre la morte. Una sera, una ragazza di 12 anni, Pola, riuscì a fuggire dal castello con indosso solo una lunga camicia bianca. Venne presa poco dopo e condotta dalla contessa, la quale la costrinse ad entrare in una gabbia cilindrica troppo stretta per sedersi e troppo bassa per stare in piedi. La gabbia venne quindi sollevata da terra tramite delle carrucole e spinta contro dei paletti appuntiti. Il nano al servizio di Erzsébet, Fizcko, manovrò le corde in modo che la gabbia oscillasse: in questo modo, il corpo venne fatto a pezzi. In un'altra occasione, in pieno inverno, fece condurre nel cortile, sotto la sua finestra, delle ragazze denudate. Ordinò quindi di versare acqua su di loro. Le ragazze morirono per assideramento. Suo marito non era da meno: una volta ai due sposi venne il sospetto che una serva si fosse finta malata, le fecero così infilare tra le dita dei pezzi di carta impregnati d'olio a cui fu poi dato fuoco; dopo questo fatto ben pochi osarono dichiararsi ammalati. I segni della sua pazzia si palesavano sulle sue serve, punite sempre più duramente per i loro errori. Si dice che un giorno, dopo averne schiaffeggiata una, alcune gocce di sangue colarono dal naso di questa sulla mano della contessa. La Báthory notò, in seguito, che in quel punto specifico della mano la sua pelle era ringiovanita. Chiese agli alchimisti delucidazioni. Costoro, pur di compiacerla, si inventarono la storia che raccontava di una giovane vergine il cui sangue aveva avuto effetti analoghi sull'epidermide raggrinzita di un aristocratico. La Báthory, finì con il convincersi che fare abluzioni nel sangue di vergini giovani (in particolare della sua stessa classe sociale), o di berlo, quel sangue, quando queste fossero state particolarmente avvenenti, le avrebbe garantito la giovinezza eterna. Si stima che abbia cominciato ad uccidere nel periodo tra il 1585 ed il 1610. Il marito ed i parenti sapevano delle sue inclinazioni sadiche, ma non intervennero. Cominciò a torturare e ad uccidere barbaramente giovani contadine, ed in seguito, anche le figlie della piccola nobiltà. Infatti, nel 1609 Erzsébet istituì, nel suo castello, un'accademia che aveva come fine (ma solo formale) l'educazione di ragazze provenienti da famiglie agiate. Le sue vittime, venivano spogliate, incatene a capo in giù, quindi, seviziate. Le loro gole venivano recise ed il sangue scorreva lungo i corpi, pronto per essere raccolto e usato da Erzsébet. Quando le denunce per le sparizioni delle signorine aristocratiche, arrivarono alla Chiesa cattolica, l'imperatore Mattia II intervenne ordinando un'indagine sulla nobildonna. Gli inviati dell'imperatore colsero sul fatto la Báthory mentre torturava alcune ragazze; fu incriminata e murata viva nella sua stanza con un foro per ricevere il cibo. Morì quattro anni più tardi. Altre quattro persone, tra cui la fedelissima Ilona e l'amante Lazslo, un esponente della piccola nobiltà locale, suoi complici furono condannati e giustiziati. Non è mai stato chiarito il numero esatto delle sue vittime, ma dai suoi diari e i suoi appunti emergono 650 nomi accuratamente trascritti. Questo farebbe di lei la più efferata e prolifica serial killer della storia. La sua storia sfuma nella leggenda ed è condita di tradizioni popolari. Erzsébet Báthory è infatti diventata un personaggio di culto dell'immaginario vampiresco, quanto il celebre principe Vlad III Dracula di cui fu anche parente. Note Alcune correnti storiografiche[senza fonte] asseriscono che la Contessa non fosse colpevole dei reati di cui fu imputata, ma che fosse vittima di una congiura politica. La contessa divenne estremamente potente alla morte del marito Ferenc Nadasdy, avvenuta nel 1604. A seguito del decesso del marito divenne amministratrice dei beni del figlio di soli sei anni. La contessa acquistò ancora più potere quando nel 1607 il principe Gabor Bathory, nipote della contessa Erzsébet, venne eletto Principe di Transilvania. Tale elezione fu a scapito del potente conte Gyorgy Thurzo. È stato ipotizzato[senza fonte] che la congiura ai danni della contessa fu organizzata dallo stesso Thurzo, divenuto Conte Palatino d'Ungheria nel 1609, che il 5 marzo 1610 ordinò l'inchiesta iniziale contro Erzsébet, sulla base di alcune denunce anonime. Ad approfittare dell'occasione fu il sovrano d'Ungheria Mattia II, il quale vide nel "processo Bathory" la possibilità di confiscare l'imponente patrimonio della famiglia della Contessa e ridimensionare l'influenza politica della sua famiglia. Fu il re a firmare il decreto di prigionia per la contessa, obbligandola alla fissa dimora in un luogo rinchiuso, per soddisfare le impellenti richieste delle famiglie nobili delle vittime uccise e dissanguate. Influsso culturale Letteratura Elizabeth Bathory è la principale antagonista del libro Il signore dei vampiri, ultimo capitolo della trilogia I diari della famiglia Dracula della scrittrice americana Jeanne Kalogridis. Nel 1965 la poetessa argentina Alejandra Pizarnik pubblicò La contessa sanguinaria, un poema in prosa che descrive le atrocità compiute da Elizabeth Bathory. Cinema Nel 1971 uscì un film belga in cui una coppia di sposi moderni conosce la contessa Elizabeth Báthory e l'amante-segretaria Ilona intitolato La vestale di Satana. Nel 1973 uscì una produzione spagnola-italiana ispirata alla leggenda della contessa dal titolo: Le vergini cavalcano la morte. Dalla storia è stato tratto il film La morte va a braccetto con le vergini del 1974 del regista anglo-ungherese Peter Sasdy, con Ingrid Pitt nel ruolo della contessa. Sempre nel 1974 esce I racconti immorali di Borowczyk del regista Walerian Borowczyk che contiene un episodio intitolato Erzsébet Báthory e dedicato ad una breve biografia della contessa. In questo film il personaggio è interpretato da Paloma Picasso. Nel 2005 William Brent Bell ha girato un teen-horror vagamente ispirato al personaggio della contessa, Stay Alive, con Maria Kalinina nel ruolo della sanguinaria nobildonna che uccide uno ad uno i giocatori di un immaginario videogioco online di cui è la feroce antagonista. Nel 2007 è uscito Hostel: Part II dove una certa "Sig.ra Bathory" tortura una ragazza tagliandole la schiena, la gola e facendosi bagnare dal suo sangue colante. Nel 2008 è prevista l'uscita di ben 2 pellicole horror ispirate all'immagine della contessa: Báthory diretto da Juraj Jakubisko, nel quale è impersonata da Anna Friel, e The Countess, diretto e intepretato da Julie Delpy. Musica Il gruppo heavy metal Venom compose nell'album Black Metal la canzone Countess Bathory, dedicata alla contessa. Vari gruppi ne hanno in seguito pubblicato una cover (tra cui Candlemass e Necrodeath nell'album Draculea). Dalla contessa Bathory ha preso nome l'omonimo gruppo black metal/viking metal Bathory, forse dalla canzone dei Venom. Sempre i Bathory inserirono nell'album Under the Sign of the Black Mark la canzone Woman of Dark Desires, dedicata alla contessa. Il gruppo black metal olandese Countess compose per l'album Ad Maiorem Sathanae Gloriam la canzone The Wrath Of Satan's Whore, dedicata alla contessa. Il gruppo symphonic black metal Cradle Of Filth s'ispirò a questo personaggio nell'album Cruelty and the Beast, in modo specifico nel brano Bathory Aria. Il gruppo black metal ungherese Tormentor compose la canzone Elizabeth Bathory (il gruppo black metal svedese Dissection ne fece una cover). I Kamelot composero una trilogia di canzoni dal nome Elizabeth (Part I - Mirror Mirror, Part II - Requiem For The Innocent, Part III - Fall From Grace) inserita nell'album Karma, e nella versione live nell'album One Cold Winter's Night. Il gruppo gothic metal Forever Slave realizzò un CD dedicato ad Elisabeth Bathory, Resurrection. Il gruppo gothic metal Darkwell scrisse una canzone intitolata Elisabetha, inserita nell'album Conflict of Interest. Altro Il videogioco per PC Diablo II fa riferimento a questo personaggio in una sua quest. Durante il gioco, infatti, si deve sconfiggere una malvagia Contessa che è stata murata viva dopo essersi fatta il bagno nel sangue di cento vergini allo scopo di rimanere giovane. Nel gioco MMORPG Ragnarok Online c'è una strega, a cavallo di una scopa, di nome Bathory. Nel gioco da tavolo Atmosfear c'è un personaggio chiamato Elizabeth Báthory. Nei musical di Sailor Moon, vi è un personaggio-vampiro a lei ispirato[senza fonte]. La celebre mangaka giapponese Riyoko Ikeda si è ispirata a questo personaggio per un racconto breve in coda alla sua opera più celebre, Le Rose di Versailles ("Lady Oscar"). Si intitola La contessa dagli abiti neri, ed è la prima storia breve che si affianca alla serie regolare. Ambientata in un periodo non specificato, precedente alla Rivoluzione Francese, tratta di una nobile francese ossessionata dal mito dell'eterna giovinezza, la quale per rimanere giovane e bella necessita di giovani donne di particolare bellezza, cui toglie la vita per ottenerne il sangue. Le sue vicende si mescolano a quelle dei protagonisti originali. Al termine del racconto l'autrice cita la vicenda originaria di Erzsébet Bàthory, da cui ha preso spunto. Il manga coreano Horror Collector di Lee So-Young è ispirato alla storia della contessa sanguinaria Elizabeth Báthory. Nel fumetto Dampyr la contessa appare in un albo speciale intitolato "Dracula Park", dove la si vede svolgere una delle sue azioni abituali preferite: fare il bagno in una vasca colma di sangue.source:wikipedia P.S. "Quando il tuo servitore è in pericolo, manda in suo soccorso un esercito di 99 gatti, poiché dei gatti tu sei il signore. I 99 gatti arriveranno con grande velocità e mangeranno il cuore del nemico, e del tuo servitore sarà salva la vita" (Uno dei riti del dio Isten che probabilmente era iscritta sulla pergamena di Erzsébet Bathóry).
  8. [MOVIE] Gantz

    Gantz Il sci-fi manga di Hiroya Oku "GANTZ" è stato adattato in due film che dovrebbero essere rilasciati nel 2011.I protagonisti sarano uno dei membri della boyband Arashi , Kazunari Ninomiya e l'attore Kenichi Matsuyama (quello che ha fatto pure Death Note). Le riprese sono iniziate il Novembre del 2009 e dovrebbero finire ad'Aprile. Shinsuke Sato sara a dirigere i film, a cui e stato dato una somma di 4 miliardi di yen(ho fatto la conversione con goggle e vienne circa 31.5662304 millioni di euro). Ci sarano un casino di CG e si dice che i produttori vogliono rendere il film adatto per un pubblico generale, il che significa che machera probabilment la violenza del manga originale. source:zoneotaku La scena pero dove Kei Kishimoto(la feminozza con le tettone che si vuole scopare Kei Kurono ) si materializza ci sara e la fara Natsuna Watanabe .source:sankakucomplex Sito ufficiale Wiki-Gantz aaaaaaa siiiisissis
  9. Vampire Girl vs. Frankenstein Girl Vampire Girl vs. Frankenstein Girl (吸血少女対少女フランケン, Kyūketsu Shōjo tai Shōjo Furanken) e un film gore giapponese del 2009. E diretto da Yoshihiro Nishimura and Naoyuki Tomomatsu ed e basato sul manga di Shungiku Uchida. Trama : La storia è ambientata in una tipica scuola superiore di Tokyo e narra le vicenda di una giovane vampira, Monami (Yukie Kawamura), che si innamora del suo compagno di classe, Mizushima (Takumi Saito), che è apparentemente fidanzato con la figlia del vice-preside, Keiko (Eri Otoguro). Il padre di questa in realtà è uno scienziato pazzo, vestito in stile kabuki, in cerca del segreto della vita. Le vicende hanno inizio dopo che Mizushima accetta del cioccolato fatto a mano da Monami, che, in realtà, contiene del suo sangue. Questo lo tramuta a sua volta in vampiro. Da questo momento inizia la sfida tra Monami e Keiko per ottenere il cuore di Mizushima. Cast : Yukie Kawamura as Monami / Vampire Girl Eri Otoguro as Keiko / Frankenstein Girl Takumi Saito as Mizushima (as Takumi Saitô) Eihi Shiina as Monami's Mother Takashi Shimizu as Chinese Professor Jiji Bû Erina Sayaka Kametani as Nurse Midori Sayako Nakoshi Aya Nishisaki Sayo Kanji Tsuda Commento personale : Non ce tanto da dire ma se vi piacciono i gore b-movie del tipo machine girl e tokyo gore police allora questo e un altro must da vedere ! La musica stupenda , i personaggi ben fatti e scene che vi faranno morrire da ridere. Niente spoiler , scaricate e vedetelo ! Assolutamente imperdibile. AAA guardate un po pure il cast ----> ci sono pure le idol Eri Otoguro & Yukie Kawamura ! slurp slurp Trailer :
  10. [REC] [MOVIE] Norwegian Wood

    Norwegian Wood Norwegian Wood (ノルウェイの森 Noruwei no mori?) e un film giapponese diretto da Tran Anh Hung,.E basato sul libro dello stesso nome di Haruki Murakami.Il film e uscito in Giappone nel 11 dicembre del 2010. Trama : Su un aereo atterrato ad Amburgo al suono di Norwegian Wood dei Beatles Watanabe ricorda con precisione un fatto avvenuto diciassette anni prima e che ha segnato la sua giovinezza: l'incontro casuale con Naoko la fidanzata di Kizuki, il suo unico amico, morto suicida pochi mesi prima. Il ricordo di Naoko sarà lo spunto per ripercorrere i difficili anni dell'università. L'amore impossibile per la stessa Naoko, poi ricoverata in un istituto psichiatrico e quella per Midori compagna di corso all'università con una vita provata da lutti familiari; la vita in collegio, l'amicizia con Nagasawa, ragazzo spregiudicato e controverso. I tumulti nelle università forniscono solo un riferimento temporale, ci troviamo alla fine degli anni '60. Watanabe rimarrà estraneo alle occupazioni delle università e ai propositi rivoluzionari. Il suo è un percorso di dolore e crescita personale, che lo porterà alla consapevolezza che la morte non è l'antitesi della vita ma una sua parte intrinseca. Cast : Ken'ichi Matsuyama as Watanabe Rinko Kikuchi as Naoko Kiko Mizuhara as Midori Tetsuji Tamayama as Nagasawa Kengo Kora as Kizuki Reika Kirishima as Reiko Ishida Eriko Hatsune as Hatsumi Shigesato Itoi as the Professor Haruomi Hosono as the Record Shop Manager Yukihiro Takahashi as the Gatekeeper Commento personale : Il fim e stato presentanto pure al festival di Venezia dove e stato nominato per il leone d'oro cha ovviamente non ha preso .Forse pure io avevo troppo grandi aspettative letto il libro e come al solito sono rimasto un po deluso. Visto poi che cera pure Ken'ichi Matsuyama le aspettative sono salite ancora piu in alto ! Sicuramente e un film abbastanza carino da guardare . E veramente ben fatto ed elegante come gli altri vari film di Tran Anh Hung . La fotografia e stupenda e in certe scene rimani a bocca aperta dalla bellezza dei paesagi. Gli attori fanno un ottimo lavoro a interpretare i personaggi del romanzo di Murakami pero sento che qualcosa manca.Non ci sono le forte emozioni che cerano leggendo il libro ,tante scene mancano forse perche sarebbe diventato il film abbastanza osceno ma cosi manca quel forte sentimento.(Pensate che quanto ho finito il libro ero quasi caduto in depressione e pensavo alla trama per almeno un mese.. lasciamo stare che mi sono divorato tutti i libri e novelle di Murakami quasi a tempo 0.) Cosi gli attori tendano di spiegare tante cose con le parole e la fallisce il film. Secondo me Tran Anh Hung doveva essere un po piu coraggioso e forse avrebbe avuto miglior risultati. Comunque sicuramente non e stata un impresa facile adattare Norwegian wood ma dopo una lunghissima mi aspettavo qualcosina in piu.. Comunque per chi non l'ha visto ,lo consiglio vivamente ,di sicuro merita una visione. Trailer : (La canzone e Norwegian Wood dei Beatles : ) )
  11. [REC] [MOVIE] Norwegian Wood

    <a href="http://www.lega-z.com/board/index.php?showtopic=7082" target="_blank"><img src="http://www.lega-z.com/board/uploads/1274537619/gallery_574_5_163098.jpg" width="220"> [REC] [MOVIE] Norwegian Wood >> Link All'Intera Discussione << Read the Topic</a>
  12. <a href="http://www.lega-z.com/board/index.php?showtopic=7080" target="_blank"><img src="http://www.lega-z.com/board/uploads/1274537619/gallery_574_5_30779.jpg" width="220"> [REC] [MOVIE] Vampire Girl vs. Frankenstein Girl >> Link All'Intera Discussione << Read the Topic</a>
  13. [MUSIC] K-POP

    <a href="http://www.lega-z.com/board/index.php?showtopic=7079" target="_blank"><img src="http://www.lega-z.com/board/uploads/1274537619/gallery_574_37_19076.jpg" width="220"> [MUSIC]K-POP >> Link All'Intera Discussione << Read the Topic</a>
  14. [MUSIC]K-POP

    K-POP K-pop è un'abbreviazione che sta a significare musica pop coreana, in particolar modo della Corea del Sud. Il genere musicale k-pop viene chiamato anche Kayo o Gayo. Molti artisti e gruppi musicali k-pop si sono discostati dalla propria patria d'origine, ed hanno sfondato nei mercati musicali di tutta l'asia orientale e delle comunità asiatiche all'estero. La popolarità di tale genere viene considerata come conseguenza della cosiddetta korean wave (onda coreana), un movimento musicale che ha portato la cultura coreana sotto le luci della ribalta a partire dai tardi anni novanta fino ai giorni nostri. Storia La musica popolare moderna è apparsa per la prima volta in Corea negli anni trenta, ma fu solo negli anni cinquanta e sessanta che i coreani poterono avere modo di essere influenzati da altra musica proveniente dal resto del mondo, poiché in quei decenni venivano spesso organizzati concerti ed esibizioni statunitensi, nelle basi dei soldati stanziati nella penisola orientale. Presto la musica pop sudcoreana si divise in generi diversi. Essi comprendevano quello delle girl band e delle boy band, che basavano le proprie vendite più sull'aspetto fisico che su quello musicale; un genere più difficoltoso tecnicamente e con origini più antiche, che nacque nel periodo coloniale; il genere dei cantautori acustici, spesso amatoriali, che ebbe grande sviluppo negli anni sessanta. Il decennio degli settantaanni '70 vide l'introduzione, in Corea, della musica rock, reinterpretata in patria dal popolare Cho Yong Pil. Nello stesso periodo ebbe grande successo la musica trot, ispirata dallo stile giapponese enka. Il debutto del gruppo Seo Taiji and Boys, nel 1992, segnò un punto di svolta per il k-pop, in quanto vennero introdotti elementi fino ad allora pressoché sconosciuti in Corea, come i beat hip hop, l'hard rock o la techno. Furono proprio questi elementi ad ottenere sempre maggiore popolarità, e ad eclissare così i generi musicali autoctoni come il trot. Il successo dei Seo Taiji and Boys fu accompagnato da quello di altri nuovi gruppi sperimentali, come i Panic, i quali diedero il via alla nuova moda musicale che avrebbero poi seguito tutti gli artisti e gruppi attualmente presenti nel panorama k-pop. All'inizio degli anni novanta, la scena pop coreana era dominata da gruppi ad orientamento dance, affiancati dal famosissimo duo hip hop Deux. La metà degli anni novanta vide l'emergere delle figure dei teen idol, ragazzi o ragazzini molto giovani che si inserirono nel mondo musicale soprattutto per il loro aspetto fisico. Divennero così popolari boy band e girl band quali H.O.T., Sechs Kies, Shinhwa, S.E.S., g.o.d. e Fin.K.L, i cui album ebbero presto milioni di vendite. All'inizio del decennio del 2000, tuttavia, molte di queste band si sciolsero, a partire dai Sechs Kies ad inizio anno. Da allora, nuovi gruppi piuttosto frivoli hanno preso il loro posto, continuando la loro tradizione. Attualmente, alla fine del primo decennio degli anni 2000, i gruppi prettamente pop hanno ancora un vasto seguito, ma stanno iniziando ad essere affiancati ad artisti che cantanto R&B ed Hip-Hop, nomi quali MC Mong, 1TYM, Rain, Big Bang ed Epik High. Artisti underground quali Drunken Tiger e Tasha (Yoon Mi Rae) hanno contribuito a portare l'Hip-Hop sotto le luci della ribalta. Più recentemente, anche la musica rock ha iniziato ad ottenere riconoscimenti più vasti dal pubblico, quando artisti come Yoon Do Hyun Band e Seo Taiji hanno ottenuto importanza nazionale. Continuando nella schiera delle influenze del k-pop, un altro stile che è divenuto popolare solo in anni recenti è la techno dance, con artisti dalla carriera longeva quali Lee Jung Hyun, Kim Hyun Jung e Yoo Seung Jun. Altri stili di musica che hanno favorito carriere longeve ai propri diffusori sono stati ballad ed R&B, rimasti estremamente popolari sin dalla loro salita al successo, ad opera di nomi come Baek Ji Young, KCM ed SG Wannabe. Tra gli artisti k-pop, ce ne sono diversi che in anni recenti hanno ottenuto successi internazionali. Per esempio BoA, grazie al suo successo nel mercato j-pop, è divenuta l'artista k-pop con le maggiori vendite al di fuori della Corea del Sud. Hanno seguito il suo esempio Rain e SE7EN, che hanno pubblicato album fuori patria e sono divenuti conosciuti non solo nell'Asia orientale, ma nella maggior parte del resto del mondo. In particolare, Rain ha tenuto nel 2005 un tour mondiale, intitolato Rainy Day 2005 Tour, con il quale è diventato il primo cantante sudcoreano ad esibirsi al Madison Square Garden di New York. Le sue apparizioni negli Stati Uniti l'hanno poi portato ad essere scelto per recitare in due film di Hollywood, Speed Racer e Ninja Assassin, del quale è stato protagonista[2]. Nel 2007, è stato inserito nella classifica del sondaggio online "Your #1 Influential Person in the World 2007" (Il numero 1 delle persone per te più influenti del mondo, 2007), organizzato dalla rivista TIME. Kim Bum Soo è stato, poi, il primo artista sudcoreano ad entrare nella classifica statunitense Billboard, ottenendo un singolo in posizione 51 nella classifica Hot 100 del 2001. Dopo di lui, la solista nippo-coreana Mink ed il gruppo coreano-americano S.Blush ebbere dei singoli inseriti nella classifica Billboard Hot Dance Club Play, nella quale ottennero rispettivamente una prima posizione nel 2006 ed una seconda posizione nel 2007[6]. Anche Skull, artista coreano reggae dell'etichetta YG Entertainment, ottenne una posizione da podio (la terza) in una classifica Billboard, la Hot R&B/Hip-Hop Singles Sales, entrando nella classifica generale Hot Singles Sales del 2007 in quattordicesima posizione. SE7EN della YG Entertainment, BoA della SM Entertainment e Rain della JYP Entertainment stanno attualmente programmando un debutto ufficiale negli Stati Uniti d'America, seguiti dalle Wonder Girls, che hanno ottenuto anche una delle ultime posizioni della classifica Billboard Hot 100 nel 2009. Stile attuale Attualmente, il K-pop è molto simile alla musica pop statunitense, con le sue influenze R&B, dance ed hip-hop che hanno iniziato ad essere popolari nella penisola asiatica a partire dal 2000. Un tratto distintivo del k-pop, in special modo dei suoi gruppi bubblegum pop, è che questi sono rimasti ancora famosi e popolari, mentre nelle nazioni occidentali questo genere è andato man mano calando di popolarità, favorendo lo scioglimento delle varie boy band e girl band. In Corea del Sud, gruppi quali TVXQ, Super Junior, Wonder Girls, SS501, Girls' Generation e Big Bang continuano ad avere le vendite maggiori nelle classifiche k-pop, e cantanti come Ahyoomee e le LPG hanno pubblicato musica leggera ottenendo discreto successo. Il 2000 ha favorito anche la nascita di gruppi vocali R&B, quali SG Wannabe, Davichi e SeeYa, che hanno presto ottenuto successo. Verso la metà degli anni 2000, precisamente nel 2006, c'è stati un nuovo rialzo della popolarità delle ballad, in quanto anche artisti che tradizionalmente non cantavano questo genere, come gli Shinhwa e Baek Ji Young, hanno pubblicato singoli ballad. Grazie al successo di Jang Yoon Jung e Park Hyun Bin, anche il vecchio stile trot è tornato alla ribalta nelle classifiche K-pop. L'anno 2007 ha visto la nascita di innumerevoli altre boy band e girl band, sebbene poche di esse siano riuscite a trovarsi in buone posizioni nelle classifiche di vendita. In realtà, le scarse vendite di CD di quell'anno è stato fatto risalire ad un ristagno dell'industria musicale e k-pop sudcoreana, in quanto anche l'album che è arrivato al primo posto delle classifiche di vendita non è riuscito a raggiungere le 200.000 copie vendute, fermandosi ad un numero di 190.998. L'inizio del 2008 ha fornito nuova linfa vitale all'industria musicale della Corea del Sud, introducendovi il genere dance elettronico, presentato per la prima volta nella penisola in un mini album dei Big Bang, Always. Da allora, altri artisti e gruppi hanno iniziato a seguirli ed avventurarsi nel genere, tra questi i Jewelry con la canzone One More Time e le Brown Eyed Girls con L.O.V.E.. La potente influenza della musica elettronica si nota, in particolar modo, poiché anche artisti che non avevano mai mostrato tendenze verso generi simili hanno iniziato a pubblicare album o singoli con vaste componenti elettroniche. Tra questi, figurano soprattutto gli Epik High, Gummy, i Clazziquai e Lee Seung-cheol.. source:wikipedia ---- ---- ---- ---- Weila pigri ragazzaci di lega-z manco da un deccenio e ci sono solo 11 pagine di post non letti? ma fatte schifo dai dai dai dai dattemi il benvenuto (sto faccendo una stramitica faccina super kawaii extra cute! morite dal tanto miele in atmosfera! )Veniamo all'articolo ora.. Ultimamente mi so preso una fissa sul k-pop e mi ha stravolto il mio giovane cervellino. Da quanto ho visto e letto mi sa che non sono l'unico.Sto fenomeno si sta diffondendo in maniera gundamoza ,vedete di non cadere pure voi vittime e vi mettete poi a scrivere su lega-z post del tipo c.l. ti amo ,etc Da quanto ha riferito BBC in un articolo di qualche mese fa l'industria del k-pop ha un valore di 2 milliardi di dollari l'anno per l'economia della nazione ! La musica, insieme ai film coreani e le fiction televisive, fa parte della cosiddetta "onda coreana" dell'invadente cultura pop asiatica. Un interessante articolo sull'argomento da leggere "l lato oscuro della musica pop Corea del Sud" In poche parole la musica k-pop sta invadendo il mondo e non sono pochi i forum e i blog nati con lo scopo di adorare questo fenomeno globale. Pensate che stanno organizzando dei flashmob per il k-pop pure in Grecia! (questo ci mancava solo dopo il crollo dell'economia e tutti gli scandali..cmq..) Guardate qua : http://www.youtube.com/watch?v=MRph488AaRk http://www.youtube.com/watch?v=bsgRfU27L8A http://www.youtube.com/watch?v=u8rNntG9Esg E ora il tempo degli assagi . Qualche video dei miei artisti preferiti 1. Le fantastiche 2ne1 .No si puo fare almeno di innamorarsi . Essite pure 2ne1 tv una specie di reality che segue 24 ore le ragazzine .(Madoo Bom e Dara me le voglio sposareeeeeee dio se esisti senti le mie umili non materialistiche preghiere! ) Ce l'ho pure come suoneria nel telefonino si si vi do il libero di spetegolarmi e insultarmi sono patetico ma ho la faccina kawaii quindi non mi pottete fare niente ! cuteness powaaaaaa !BOOM! Naega jeil jal naga ! Siccome e la mia band preferita posto pure la seconda piu bella canzone. (il videoclip e animation checkate brutti zombie! ) 2. I mitici Superjunior aaa mi strappo i vestiti no oops mi ricordavo di essere un uomo etero...xD 3.Le strabilianti 4 Minute ! 4.Le mozzafiato Chi Chi ! http://www.youtube.com/watch?v=UjkqDTgFG08 GUADATE QUANTE ESCE LA RAGAZZA DALLA SCATOLA (Sui) GUARDATE LA FACCINA CHE FA LA AMOOOOOOO SPOSAMI LO SO CHE LEGGI LEGA -Z !! 5.Wondergirls 6.HYUNA Fatte un intervalo dal video che vedete e andate in bagno...non vi guardano, non possono sapere cosa andate a fare.. 7.After School la adoro e pure loro!! 8.Girls' Generation Essiste pure la versione giapponese che secondo me e migliore perche e pure l'originale adorabile cmq!!! 9.Orange Caramel http://www.youtube.com/watch?v=RAaM7pL1B2U mi flippa sempre nel cervello ! aiutooo 10.Infinite http://www.youtube.com/watch?v=J5awITnjIO0&feature=channel_video_title belissima canzoncina con stupenda corografia 11.Beast http://www.youtube.com/watch?v=HTbC1UsBtek Un altro mostro di gruppo !! Spettacolo!! 12.SHINee http://www.youtube.com/watch?v=Dww9UjJ4Dt8&ob=av3e L'amo questa canzone!! Mo basta cosi , altrimenti il post diventa illegibile Ma lo sapette che ogni gruppo ha il suo fanclub e litigano pure tra di loro tra chi e il migliore. Ogni fanclub ha pure un nome con cui si definiscono i fan di ogni band, Ecco alcuni : ye sono pazzi e ? Inoltre prima che esce una canzone o video clip escono pure i teaser ! A e una picolla nota su tanti che sono nuovi nel mondo pazzo asiatico Tanti avranno detto per i gruppi maschili..ma questi sono tutti gay o almeno metrosexual.La risposta e no e non a niente che fare con la percezione che abbiamo noi gli occidentali.Nei paesi del sudest asiatico, non essiste il concetto occidentale del "maschio" e della "femmina", e si incontra pure nella loro lingua dove non essiste il maschile e il femminile. In questi paesi, il mondo e diviso in coloro che proteggono e quelli che hanno bisogno di protezione. Inoltre, in questi paesi,fare parte del mondo dello spetaccolo e dell'arte è un privilegio della classe dominante e in un certo senso, e esercitato solo dai "meritevoli". Quindi, per poterti farti bello dovresti essere un "qualcuno".Infine, l'intero concetto del termine "metrosexoual" è una cazzata che divenne nota attraverso il celebre episodio di Southpark. Gli uomini si truchano dalle epoche del Glam Rock,hanno seguito i New Romantics, adesso i goth ed è stato adottato pure dall genere Visual Kei in Giappone, K-pop in Corea e industrial/ Cyber ​​Goth nella parte occidentale dell'europa.Metrosexual è un termine ironico per i bisessuali e gli asessuali.In Asia, pure gli uomini indossano i kimono e una delle tradizioni del Giappone e della Corea e vestire da ragazzina un ragazzino per poter dichiarare agli altri che a questo bambino serve protezione! Questi tradizioni sono state abolite con la mazza con il rigido sistema educativo in Giappone e in Corea, che ormai richiedono divise e grembiuli a tutti gli studenti. Ma all'età di 6 anni non è raro vederlo.Essiste anche un'altra tradizione: il teatro tradizionale in Giappone / Corea,il Kabuki, che fanno parte solo gli uomini e si trucano dichiarondo il loro spirito artistico.In genere per giudicare gli asiatici, si dovrebbe sapere un po riguardo il loro pensiero e la loro espressione.
  15. [HENTAI] Download Hentai Free Hot Manga Doujinshi

    ahaha grande Iori che ragazzo indomabile La tua voglia e insazziabile . Mo prendo qualche hentai di black lagoon , k-on ,bakemonogatari , clannad oooooo ce pure haruhi suzumiya ahahahahah grande
  16. [MUSIC]K-POP

    e con che soldi ?????????? qua in grecia si patisce la fame !!! ahahahaha Fatti i bagagli e vieni te qua , un letto libero lo trovo Appena finisco il tirocinio pero ho promeso a me stesso una vacanza in Asia .Me ne sbatto delle radiazioni ,io ci vado in Giappone ,ce andatta pure lady gaga e ha riferito che non ci sono problemi ahahahaha io ci credo lol.Un altra alternativa e Korea , Cina e pure Tailandia perche no ? Mi devo organizzare al piu presto pero e decidere
  17. [REC] [MOVIE] Il corvo

    mitico film con Brandon Lee
  18. ahahahaha mitico oto
  19. Pena di morte: Che cosa ne pensate?

    Concordo con te . Pure io sono dell'opinione che devono abolire del tutto la pena di morte . Chi siamo noi da decidere se possiamo prendere la vita di un'altro essere umano. Se qualcono non segue le regole impostate in una societa allora dovra essere rieducato e se propio non ce la fa e si ritiene pericoloso per gli altri membri della societa allora l'ergastolo. Ma prendere la vita di un essere umano e davvero triste..
  20. [MOVIE] Gantz

    Lo sapete che e gia uscito e ???? Lo avete gia visto eee ee eee??? Nel'ultimo mese e uscita l'edizione con la lingua originale...ho fatto troppa pazienza per non vedermi quella dubbata che fa veramente schifo..mi fa impressione sentire Kazunari Ninomiya & Kenichi Matsuyama parlare in inglese..boh! Ora aspettiamo con pazienza la seconda parte del film Gantz Part II :perfect answer . Anche se con qualche differenza dal manga questo live action non e niente male. me e piacciuto davvero tanto Ecco il trailer del film :
  21. [REC] [ANIME] Durarara!!

    Durarara!! Titolo originale Durarara!! Testi Ryohgo Narita Disegni Akiyo Satorigi Regia Takahiro Omori Editore Square Enix Genere Azione psicologico romanzo soprannaturale Episodi 24 Durarara!! (デュラララ!!, Durarara!!?) è una serie di light novel ideata da Ryohgo Narita, con illustrazioni di Suzuhito Yasuda. Fino al gennaio 2010, sette volumi sono stati pubblicati dal ASCII Media Works. Un'adattazione in manga è stata realizzata da parte di Akiyo Satorigi, iniziando la serializzazione sulla rivista shōnen manga magazine Monthly GFantasy a partire dal 18 Aprile 2009. Un'adattazione in anime è stata distribuita a partire dal Gennaio 2010. La storia gira attorno alla vita di una Dullahan che lavora come corriere nel quartiere Ikebukuro, di una anonima Internet-gang nota come Dollars, e varie vicende che coinvolgono la gente più pericolosa di Ikebukuro. Per l'estate 2010 sarà rilasciato un gioco per PlayStation. Trama Dagli stessi creatori di Baccano, un anime ambientato in una violenta Tokyo popolata da giovani teppisti e gangsters di ogni tipo. Gli eventi si svolgono nel quartiere Ikebukuro dove Ryugamine Mikado si trasferisce invitato dal suo amico di infanzia Masaomi che subito lo avvisa di tenersi alla larga da alcuni loschi figuri che si aggirano nel quartiere: un uomo violento vestito da barista, un venditore di informazioni e una misteriosa gang che si fa chiamare "Dollars". Ma al suo arrivo in città Mikado si imbatterà in una Dullahan, una motociclista senza testa che guida con motore e fari spenti una grossa moto nera, che è considerato una leggenda urbana di cui tutti hanno il terrore anche le gang di Ikebukuro. Commento personale Anime stupendo in grande stile . Molto moderno con disegni belissimi che sfiorano lo schermo nell'onda della cultura j-pop. Tutto la trama si svolge nei quartieri di Tokyo tra gang , studenti e personaggi di leggende nordiche..Un anime daverro ricco con una tramma daverro interessante che si evolve in pazzi ritmi duraresci! La colona sonora e spetaccolare ed e stata una delle cose che mi ha colpito di piu in questo pazzesco anime. Non vi dicco niente altro che va finisce che vi spoilero tutto l'anime. Da vedere assolutamente. Un gioiellino di animazione. Opening Visto che non mi facceva uploadare il video su clips di lega-z ecco direttamente da youtube http://www.youtube.com/watch?v=08CkyELJYWQ&feature=related
  22. [REC] [ANIME] Shigurui

    Shigurui Titolo Shigurui (シグルイ,Death Frenzy) Genere Storico , Drama , Chanbara , Arti Marziali , Azione, Combattimento Tipologia Serie TV Episodi 12 Produttori JAP Madhouse Anno 2007 Il manga di Shigurui e scritto da Norio Nanjo ed e ispirato ad un romanzo chiamato “Suruga joo gozenjiai” mentre e disegnato da Takayuki Yamaguchi lo stesso che ha fatto "Kakugo no susume". Trama Lo stile di spada dello spietato maestro Kogan Iwamoto è rinomato per la sua imbattibilità: tutti gli ardimentosi che ne hanno sfidato la scuola hanno difatti perso la vita o sono stati deturpati da orribili mutilazioni. Kogan è però ormai anziano, e si avvicina il giorno in cui nominerà fra i suoi discepoli colui che gli succederà e ne sposerà la figlia. Gennosuke e Seigen sono i due migliori samurai del dojo, ma null’altro li accomuna. I due sono anzi divisi da una bruciante rivalità, e l’ambizione e la bramosia condurrà alla rovina uno di loro, la cui vendetta trascinerà nel baratro l’intera scuola di Kogan. “Le Spade Della Vendetta” è uno scabroso racconto che narra il lato oscuro dei samurai, in un’era di eccessi, sadismi, rigore militare, follia e misticismo. Commento personale Mah che dire un opera al quanto disturbante per gli occhi di tanta gente . E sadico , brutale , deviato , cinico , passionale ed emozianante ma sicuramente ha un fascino tutto suo . E sicuramente ben realizatto con disegni assolutamente magnifici e pure bei CG che completano l'opera alla grande . La trama non e lineare e ci sono diversi flashback e dicciamo che la storia non e che si svolge abbastanza veloce. Le musiche sono in perfetta sintonia con l'anime e se ha una pecca e che finisce un po all'aria. Si sentivano voci di una seconda serie ma mi sa che non uscira mai quinti vi consiglio dopo leggere il manga. Consigliattissimo a tutti gli amanti della cultura nipponica Opening clickme!
  23. [REC] [MOVIE] Kick-Ass

    Kick-Ass Kick-Ass è un film del 2010 diretto da Matthew Vaughn. È il primo adattamento cinematografico basato sul fumetto Kick-Ass, realizzato da Mark Millar e disegnato da John Romita Jr.. La pellicola è interpretata da Aaron Johnson, Nicolas Cage e Mark Strong, e tra i produttori figurano Brad Pitt, Vaughn, e lo stesso creatore del fumetto Millar. Trama Dave Lizewski frequenta le superiori e ha una passione per i fumetti di supereroi. Questa sua passione lo porta a voler diventare un supereroe lui stesso, acquista una tuta su ebay e si allena, pero poi quando si presenta l'occasione viene pestato pesantemente e finisce in ospedale. La sua seconda esperienza lo rendera' famoso con il nome di kick-ass. I problemi si presentano quando durante una sua missione due veri supereroi intervengono facendo una strage: big dad e hit girl. Produzione Nel 2008 fu annunciato che il fumetto Kick-Ass di Mark Millar sarebbe stato trasposto per il grande schermo. Il film è stato realizzato dalla Marv Films di Matthew Vaughn, la quale aveva inizialmente previsto di stanziare una spesa di produzione non superiore ai 30ml $ che in seguito, però, salì a 65ml. Vaughn si è incaricato anche della regia e insieme a Jane Goldman della sceneggiatura. Il fumettista John Romita Jr. ha lavorato ad alcune sequenze animate presenti sotto forma di flashback, tratte direttamente dal fumetto, confermando la differenza nel finale della storia tra film e fumetto. nel film il finale è completamente diverso. Cast Per la parte di Dave Lizewski è stato scelto Aaron Johnson. Per la parte del superpoliziotto è stato confermato Nicolas Cage dopo una lunga serie di provini e trattative che lo vedevano in una lista di nomi celebri, tra i quali spiccavano Mark Wahlberg e Daniel Craig, perché l'intenzione originale degli autori era di narrare il film attraverso il suo punto di vista. Mark Strong recita nel ruolo di un signore della droga, Chloë Moretz come Hit Girl e Christopher Mintz-Plasse come principale nemico, Red Mist, nemesi di Kick-Ass. Altri nomi minori sono: Lyndsy Fonseca come Katie Deauxma e Glen Michael in un cameo. Promozione Le prime immagini promozionali del film sono state presentate all'edizione 2009 del Comic-Con. Il trailer del film pubblicato in rete e oggetto di un VM 17 ha suscitato diverse polemiche relative al linguaggio scurrile molto forte e alle scene di violenza, nonché l'intero prodotto in generale considerato una «spazzatura» dal New York Times. Altri media Nel febbraio 2010 fu reso noto al pubblico: Kick-Ass: Creating the Comic, Making the Movie, un libro che racconta la realizzazione del film e svela alcuni suoi dietro le quinte. Sequel Mark Millar, parlando degli approfondimenti possibili in caso di realizzazione di un seguito per il film, ha accennato all'eventualità di inserire meglio il personaggio di Red Mist, che in questo caso potrebbe diventare il principale antagonista, e renderlo più oscuro rispetto al primo film. Riguardo gli orizzonti per il protagonista, Kick-Ass, l'idea della sua personalità in bilico a causa del timore della scoperta della sua identità segreta piace molto a Millar, che avrebbe già voluto inserirla nel primo volume ma per problemi di spazio la rimandò al secondo. Soundtrack Track listing 1. "Stand Up" by The Prodigy 2. "Kick Ass (Radio Edit)" by Mika vs. RedOne 3. "Can't Go Back" by Primal Scream 4. "There's a Pot Brewin'" by The Little Ones 5. "Omen" by The Prodigy 6. "Make Me Wanna Die" by The Pretty Reckless 7. "Banana Splits (Kick-Ass Film Version)" by The Dickies 8. "Starry Eyed" by Ellie Goulding 9. "This Town Ain't Big Enough For The Both Of Us" by Sparks 10. "We're All In Love" by The New York Dolls 11. "Bongo Song" by Zongamin 12. "Per Qualche Dollaro in Più (For a Few Dollars More)" by Ennio Morricone 13. "Bad Reputation" by The Hit Girls 14. "An American Trilogy" by Elvis Presley Polemica Nel gennaio del 2010, un clip incesurato del film è stato criticato da vari gruppi per la visualizzazione di scene di violenza e della batutta del'undicene Chloe Moretz che dicceva "Va bene fighe, vediamo cosa pottete fare ora" . source: wikipedia Commento personale Geniale , cazzuto , la sorpresa di quest'anno dal mondo Holywood . DA-VE-DE-RE ! Ancora state leggendo ?!! Cazzarola chiudette lega-z e via col film ! Questo film e una beffa di qualsiasi stanco super-eroico cliché , l'apoteosi della cultura pop contemporanea e il suo stesso rinnovamento , basato sul fumetto ultra-violento di Mark Millar e Romita Jr. , e una risposta alternativa a coloro che sono stanchi di vedere super avventure eroiche che funzionano sempre entro i limiti della politica corretta del cinema commerciale di oggi . "Kick Ass" ovviamente e rivolto a un pubblico di età superiore a causa del interminabille linguaggio volgare e la violenza grafica che potrebbe shockare un ignaro bambino che lo vede . La disposizione satirica e sovversiva di "Kick Ass" non si nasconde fin dall'inizio , mentre la seconda parte soccombe inevitabilmente a molti cliché che il film stesso prende in giro . Ed e allora che il film preme l'accelerattore e ci mostra alcune delle migliori e piu divertenti scene d'azione negli ultimi anni . Il film è pieno di riferimenti alla cultura del fumetto , i videogiochi , Internet e il cinema come un fenomeno pop , dal modo in cui parla Nicolas Cage richiamando alla mente Batman dei primi anni '60(quello in tv) fino a Scarface , Call of Duty e Watchmen . Il regista Matthew Vaughn dirige con nervi saldi , coraggio e fantasia questa violenta avventura/commedia. Il cast è perfetto , dal giovane e promettente Aaron Johnson a Nicolas Cage che in questo film mantiene un ruolo secondario ma che e assoultamente superbo . L'interpretazione shockante in termini buoni , e quella della giovanne Chloe Moretz, che interpreta il ruolo della sfaciatta e mortale Hit-Girl , che assomiglia a una edizione tascabile della sposa di Kill Bill . La colonna sonora legga in maniera eccelsa col film ed e uno dei motivi che ho adorato questo film . Non vi dicco altro , basta che guardate sopra gli artisti dell' ost.. In poche parole "Kick Ass", è la combinazione di "Superbad" , "Kill Bill" e "Spiderman". E sboccato , sexy , violento , divertente , anarchico ma anche rinfrescante . E la rivincita dei nerds . Uno dei migliori super-eroici film che ho visto finora . Veramente non me l'aspettavo . E bravo Holywood , una volta ogni tanto alemeno ci degna di splendide pellicole . Trailer del film Kick Ass - Official Trailer [HD]
  24. Datemi il benvenuto

    Ciao zanzy e benvenuto su lega-z Ti aspettiamo nei vari topic del forum . Fatti sentire