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[REC] [TV] Cinico TV di Ciprì e Maresco

Judicator

Posted 02 December 2009 - 10:22 PM


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Cinico TV

Anni di produzione: 1992 - 1996
Genere: Satirico
Ideatore: Daniele Ciprì e Franco Maresco
Rete: Rai Tre
Regista: Daniele Ciprì e Franco Maresco



Cinico TV è un programma televisivo di Daniele Ciprì e Franco Maresco, andato in onda su Rai Tre a partire dal 6 aprile 1992.

Il programma consisteva in interviste dei due registi a personaggi alienati, folli e squallidi sullo sfondo di una Sicilia desolata. I soggetti sono tutti rigorosamente di sesso maschile (non c'è posto per la femminilità nello squallore e nella desolazione assoluti). Tra i personaggi più importanti ricordiamo il ciclista Francesco Tirone (deceduto nel 2001 a seguito di complicanze dopo un ictus che lo aveva colpito tre mesi prima), il pasciuto affetto da meteorismo Giuseppe Paviglianiti (deceduto nel 2000), le "schifezze umane" Carlo e Pietro Giordano, i ridicoli fratelli Franco e Rosolino Abbate, il triste ed afono Marcello Miranda, lo sconclusionato Giuseppe Filangeri, l'incomprensibile semi-afasico Fortunato Cirrincione (deceduto il 7 febbraio 2008 dopo una lunga malattia) e l'esagitato Natale Lauria (deceduto anch'esso).

La rubrica è stata ospitata da Fuori orario, da Avanzi e da Blob. Molti personaggi di Cinico TV sono anche i protagonisti del programma di La7 I migliori nani della nostra vita (2006).


Ciprì e Maresco
Daniele Ciprì(Palermo, 17 agosto 1962) e Franco Maresco(Palermo, 1958) sono due registi, sceneggiatori, montatori, direttori della fotografia e musicisti siciliani.

Inizialmente scoperti da Enrico Ghezzi e inseriti all'interno del programma televisivo Blob, in onda su Rai3, si presentano come una variante delle teorie del Trash del momento, comparendo con i loro sketch grotteschi e crudi.

Ma il loro lavoro, sotto una visione di insieme, dimostra di acquistare una autonomia, una continuità, una forte familiarizzazione con i caratteristici personaggi. Questa continuità apre una finestra verso un mondo artistico, un mondo sub-umano, un mondo a parte, un mondo trascurato, dimenticato, un mondo che risponde solo all'idea di "Post", Post-Moderno, Post-Atomico, Post-Storico ma anche meta-storico, un cinema che racconta il dopo in maniera fortemente metaforica. Un cinema che mostra quindi la bassezza, l'imperfezione la miseria, l'incompletezza dell'uomo e il suo degrado, quasi a voler costituire una nuova estetica del brutto, che come una fenice rinasce dalle ceneri di una civiltà arsa.

Accostamenti paradossali e comunque sempre estremi stanno sempre al centro del lavoro dei registi, raccontando come questa condizione disastrata tocchi rovinosamente l'ambiente stesso, nelle cose, nei rapporti tra l'uomo e la società, tra l'uomo e la natura, fino a sfociare nell'immaginazione, seppure delirante, inquietantemente credible nei confronti del futuro. Ciprì e Maresco propongono una visione alternativa al futuro immaginario, il futuro tecnologico tramandato dalla tradizione, mostrando un mondo consumato e ridotto all'osso. In un ambiente contornato di ruderi, di macerie di resti industriali o urbani, si muovono dei resti che invece sono umani. Uomini che hanno perso la figura ideale dell'uomo rinascimentale, leonardesco.


Biografia
Gli inizi

Ciprì e Maresco iniziano a lavorare insieme nel 1986, producendo una serie di lavori sperimentali per una rete televisiva palermitana, la TVM.

Dopo aver lavorato per la Fininvest col programma Isole Comprese, iniziano a collaborare a Blob e Fuori Orario su Rai3 (1990). Lo stesso anno e anche l’anno dopo vincono al Festival di Bellaria, prima in una piccola sezione, poi portando casa un Gabbiano D’Oro.

Intanto la collaborazione con Rai Tre continua. Dopo aver partecipato ad Avanzi, iniziano a produrre una serie estrema e provocatoria, che sconvolgerà tutto l’ambiente televisivo italiano: Cinico TV. Questo tipo di televisione è quanto di più cinematografico si possa vedere.

La cinquantina di puntate prodotte sono composte da quadretti in bianco e nero girati in video che hanno per protagonisti dei veri e propri freaks. In Cinico TV vediamo uomini obesi e seminudi, vecchi siciliani che non riescono neanche a parlare, ragazzi afflitti da malattie mentali, smorfie e atteggiamenti che apparentemente non dicono niente di umano e logico, situazioni assurde e deliranti ripetute ossessivamente. Spiccano in questa serie gli attori non professionisti che vi prendono parte, oltre al clima che la pervade, che resta in bilico tra il comico-demenziale e l’orrore puro che si prova assistendo ad uno spettacolo osceno, terribile, grottesco.

Questa serie è stata premiata col Premio Aristofane a Saint Vincent.

Dopo vari cortometraggi che valgono la collaborazione di diversi grandi del cinema (Martin Scorsese, Samuel Fuller, Amos Gitai), dopo altri premi e retrospettive dedicategli (a Taormina e a Prato), Ciprì e Maresco dirigono il loro primo lungometraggio: “Lo zio di Brooklyn” del 1995.
Totò che visse due volte e la censura


Totò che visse due volte e la censura
Nel 1998 girano Totò che visse due volte, aprendo un vero e proprio caso sulla censura in Italia.

La Commissione di revisione cinematografica tentò di impedirne addirittura l’uscita nelle sale. Non riuscendoci invocò la denuncia per vilipendio alla religione di stato e per tentata truffa, ma i registi e la produzione, dopo il processo, ne uscirono indenni, assolti dal Tribunale di Roma.

I due autori palermitani considerano "una vittoria" il divieto ai minori di 18 anni per il loro Totò che visse due volte, perché hanno saputo resistere alle richieste della commissione.
"Ci avevano chiesto" hanno spiegato "di 'alleggerire' un paio di scene, soprattutto quella in cui appare la Madonna con le natiche nude. Ma noi, insieme all'avvocato Calvi e al produttore, abbiamo detto un secco no. Ci sembrava assurdo che un adulto, che so, Norberto Bobbio o il presidente Scalfaro, non potessero vedere interamente la nostra opera. Noi non siamo degli autori cinematografici come gli altri, siamo davvero al di fuori dell' industria. Noi [...] facciamo quello che vogliamo e poi ne discutiamo. Del resto non abbiamo mai avuto problemi né quando lavoravamo con la Rai né quando abbiamo fatto questo film. Non abbiamo mai discusso con i produttori, che stanno bene attenti a eventuali problemi di censura per assicurarsi i passaggi televisivi (anzi spesso sono gli stessi produttori i padroni delle tv). Queste sono tutte altre forme di censura, delle quali non ci siamo mai preoccupati. Adesso vogliamo solo che il pubblico veda il film e lo giudichi".

In seguito il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge che, secondo la proposta di Walter Veltroni, prevede al massimo il divieto ai minori di 18 anni.

Il disegno di legge composto di due articoli con "Modifiche alla legge 21 aprile 1962, n.161, in tema di revisione cinematografica", ha lo scopo di elminare la possibilità che un organo amministrativo, quale la commissione per la censura cinematografica costituita presso il dipartimento dello spettacolo, impedisca totalmente, con un suo giudizio preventivo, la proiezione in pubblico di un film. La massima prescrizione consentita quindi alla commissione sarebbe quella del divieto ai minori di 18 anni, una misura che già impedisce che il film possa essere trasmesso in televisione. La tutela del buoncostume, prevista dall'ultimo comma dell'articolo 21 della Costituzione, resta affidata, sul piano amministrativo, ai divieti imposti ai minori di assistere agli spettacoli; sul piano penale, ai reati previsti dagli articoli 528 e 668 del codice penale. Il disegno di legge approvato dal Governo ha preceduto di qualche ora la riunione della commissione di revisione cinematografica che si è svolta al Dipartimento dello spettacolo, e ha decretato la libertà per il film Totò che visse due volte.


Il Jazz
Entrambi i registi sono musicofili incalliti e rendono il jazz uno dei pilastri fondamentali del loro lavoro. Nel 1999 hanno diretto un lungometraggio incentrato sulla figura del sassofonista jazz Steve Lacy che interpreta Duke Ellington. Il titolo del film è appunto Steve plays Duke.


Il tributo a Franco e Ciccio
Il 2003 vede la luce Il ritorno di Cagliostro, presentato alla 60ma Mostra del Cinema di Venezia e successivamete, nel 2004 Come inguaiammo il cinema italiano, omaggio a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, anch’esso presentato a Venezia.

Gli autori mescolano materiale di repertorio ritrovato negli archivi RAI, grazie al prezioso aiuto di Tatti Sanguinetti, sketch dei due comici, siparietti alla Cinico tv ed interviste a personalità del mondo del cinema e dello spettacolo (tra i quali, Pippo Baudo, Bernardo Bertolucci, Lando Buzzanca, Lino Banfi). La pellicola vanta inoltre uno stile documentaristico, ormai tipico dei due registi, che unisce all'aspetto didattico gag, umorismo e venature nostalgiche.

Oltre ai numerosi corti e mediometraggi, hanno presentato a teatro lo spettacolo multimediale Palermo può attendere (2002), prodotto per la Biennale di Venezia, in cui gli attori in scena interagiscono con attori e scenografia proiettati su tre schermi.


Filmografia
Regia
Lungometraggi


  • Lo Zio di Brooklyn (1995)
  • Totò che visse due volte (1998)
  • Il ritorno di Cagliostro (2003)
  • Come inguaiammo il cinema italiano - La vera storia di Franco e Ciccio (2004)



Documentari

  • Enzo, domani a Palermo! (1999)
  • Noi e il Duca - quando Duke Ellington suonò a Palermo (1999)
  • Tutti for Louis - Omaggio a Louis Armstrong (2000)
  • Miles Gloriosus – Tributo a Miles Davis (2001)

Televisione
  • Pasta e patate (1989)
  • Isole comprese (1990)
  • lluminati (1990)
  • Loro di Palermo (1990)
  • Omaggio a E. (1990)
  • Più liberi con la mafia (1990)
  • Seicortosei (1991)
  • Addio o a rivederci (1991)
  • Cinico TV (1991 / 1996)
  • Santa Maria (1991)
  • Home (1991)
  • Stanley’s Room No. 1 e No. 2 (1991)
  • Pel di carota (1991)
  • Verso Vertov: frammenti necropolitani (1991)
  • Muri (1992)
  • Cani (1992)
  • Keller (1992)
  • Blob Cinico TV (1992)
  • La tombola di Ligeia (1992)
  • Il corridore della paura (1992)
  • Publimania (1994)
  • Cielito lindo (1995)
  • Grazie Lia (Breve inchiesta su Santa Rosalia) (1994)
  • Vittorio De Seta (Lo Sguardo in ascolto) (1995)
  • K (1996)
  • A memoria (1996)
  • Il gattoparve (1996)
  • Il Manocchio (1996)
  • Steve Plays Duke (1999)
  • El sentimento cinico de la vida. Dieci anni di Cinico TV (1999)
  • Ai rotoli
  • Conversazione con Sergio Citti (2001)
  • Dieci minuti alla fine (2002)
  • Palermo può attendere (2002)
  • I migliori nani della nostra vita (2006)
  • Ai confini della pietà (2007)


Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Alcuni video







Messaggio modificato da Lord Zaku III il 23 October 2011 - 04:09 PM


Lord Zaku III

Posted 02 December 2009 - 10:28 PM

Non ho parole. Grazie judy
finalmente quei pezzi di video che vedevo di sfuggita su blob
ora hanno un senso :D

dalla sicilia all'estero :D
puzza eh! :D

metto in home ;)

Messaggio modificato da Lord Zaku III il 02 December 2009 - 10:31 PM


Judicator

Posted 02 December 2009 - 10:30 PM

Cinico TV ormai è cult, pensavo si trovassero più video, invece non sono moltissimi, ne ho messo qualcuno di quelli che ricordavo.
Oggi manco mi andava di uscire. :)

Otonomoro

Posted 03 December 2009 - 05:35 PM

tempo fa mi sono fatto una scorpacciata delle opere di questi artisti... :fox3:

  • Cinico TV un cult sempre valido :l:
  • Totò che visse due volte un film disturbato ma molto bello :pin16:
  • Lo Zio di Brooklyn e Il ritorno di Cagliostro mi hanno annoiato :unsure:
  • Come inguaiammo il cinema italiano - La vera storia di Franco e Ciccio : un bel documentario :fox3:


:boss:

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