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[BIOGRAPHY] Katsuhiro Otomo biography

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Katsuhiro Otomo 「大友 克洋」

Katsuhiro Otomo nacque nella prefettura di Miyagio (400 kilometi a nord/est di Tokyo), Giappone Il 14 aprile del 1954.

Cominciò la sua cariera di fumettista (mangaka) pubblicando storie brevi a metà degli anni 70. Fra il 1980 e il 1982 realizzò "Domu" (Incubi), primo lavoro più esteso, di circa 200 pagine (ancora breve per gli standard giapponesi) che ottenne il premio "SF Grand Prix" per la migliore opera di fantascienza (premio che fino ad allora si era concesso solo a romanzi). Nel 1984 iniziò la sua opera più importante: "Akira", un poderoso racconto costituito da più di 2000 tavole che oltre a renderlo conosciuto internazionalmente, lo tenne impegnato per dieci anni, con la sovrapposizione di altri lavori. Dopo "Akira", realizzò principalmente sceneggiature per altri, tra cui "La leggenda della madre Sarah" e "World Apartamente Horror". Nei primi anni 80, Otomo lavorò molto attivamente in altri campi, realizzando illustrazioni pubblicitarie (la più celebre fu per la Canon T70 nel 1984), illustratore di scenari, character design, animazioni brevi, ecc... Nel 1988 iniziò l'adattamento cinematografico di "Akira" che lo vide impegnato come sceneggiatore e regista. Fra i lavori successivi al mastodontico progetto Akira ricordiamo "Roujin Z" (1991) e una curiosa incursione nell'immagine reale con il film non d'animazione "World Apartament Horror" (1991) adattamento filmico della sua opera omonima.

È opinione di molti che dopo "Akira" la vena creativa dell'autore si sia smorzata e che spesso si sia usato il suo nome come richiamo commerciale, come nel caso di "Memories" o "Spriggan", dove la sua partecipazione fu abbastanza marginale. Nel 2001 realizzò la sceneggiatora per "Metropolis", film d’animazione tratto dall'opera manga dell’ormai scomparso Osamu Tezuka, diretto da Rin Taro. Un suo recente film (come regista) è "Steamboy".

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Egli è vissuto fino al 1973 nella zona rurale di Tome-gun, a quattrocento chilometri a nord di Tokyo. Trasferitosi nella capitale ha intrapreso la carriera del disegnatore riuscendo a raggiungere fama mondiale grazie alle sue realizzazioni. Comunque, anche secondo le sue ammissioni, è il cinema l'arte che più lo attira (film preferiti, Easy Rider, Bonnie & Clyde e The Strawberry Statement). Non c'è da soprendersi quindi se le sue opere hanno tutte un taglio cinematografico, soprattutto Domu, Akira e Memories. Ha realizzato anche un film in 16mm dal titolo Jyu-O Warerani e molti spot pubblicitari per ditte del calibrodella Canon e Honda.

La prima opera ad essere stata pubblicata è Jyu-sei (tradotta come A Gun Report), apparsa il 4 Ottobre 1973 nella rivista Action. Si tratta di un adattamento della novella Mateo Falcone di Prosper Merimée. Per alcuni anni produce per questa rivista storie lunga sulle 20-30 pagine.

Memories è una raccolta di opere brevi realizzate verso la fine degli anni '70 che ha mostrato appieno le capacità del giovane autore. Da questa raccolta verrà realizzato un lungometraggio in tre episodi curato dallo stesso autore e diretto da tre registi diversi (nell'ordine Koji Morimoto, Tensai Okamura e lo stesso Katsuhiro Otomo).

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Nel 1979 iniziò la pubblicazione a puntate di un'opera molto più lunga dal titolo Fireball. Si tratta della lotta degli esseri umani contro un super-computer; un'opera ancora incompiuta ma che rappresenta per il suo autore un primo passo verso la definitiva consacrazione. Fireball, soprattutto per le sue dimensioni e per la sua struttura fantascientifica si dimostra come un precursore delle due opere di maggiore successo di Otomo, Domu e Akira.

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Domu, narra il conflitto tra due individui in contrasto in possesso di poteri psichici. La pubblicazione in rivista iniziò nel Gennaio del 1980 coprendo l'arco di due anni. Nel 1983 uscì, in un volume delle dimensioni di duecento pagine, l'intera storia con alcune revisioni. L'opera rappresentò un grosso successo per il suo autore in quanto vinse quello stesso anno lo Science Fiction Grand Prix award, un premio che non era mai andato ad un comic book.

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Nel 1982 iniziò la pubblicazione bimestrale di Akira su Young Magazine. La storia (suddivisa in sei volumi per un totale di circa 2000 pagine) e il relativo film (realizzato nel 1988 e diretto dallostesso autore) occuparono totalmente la produzione di Otomo per dieci anni. L'opera è ambientata nel 2019 ed ha come protagonisti principali adolescenti che devono affrontare problemi di droghe, violenza e capacità psicocinetiche.

I suoi Manga

  • Gun Report (1973)
  • Autostrada della stella (1978)
  • Domu. Sogni di bambini (1979)
  • Sayoonara Nippon (1982)
  • Akira (1982/1990)
  • World Apartament Horror (1989)
  • Flower (1979)
  • Kanojo no ovoide (1980)
  • Farewall to weapons (1981)
  • Sound of Sand (1979)
  • Eletric Bird Land (1980)
  • Hair (1979)
  • That's Amazing World (1981)

    4 storie:

    -La lampada di Aladino

    -L'arca di Noè

    -Il vecchio e il mare

    -I Cavalieri della Tavola Rotonda

  • Minor Swing (1977)
  • Chronicle of the Planet Tako (1981)
  • Chronicle of the Planet Tako 2 (1982)
  • Fireball (1979)
  • Roujin Z (1990)
  • The legend of Mother Sarah (1994)
  • Memories (1996)
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Sogni di bambini 「童夢」

Titolo originale: Domu 「童夢」

Data di prima pubblicazione originale: 1983

> Autore : Katsuhiro Otomo

> Editore : Comic Art

> Collana : Best Comics , n°27 e 28

> Editore giapponese : Kodansha Ltd., Tokyo

> Data : maggio e giugno 1994

> Prezzo (di cop.) : 7.000 Lit

Da tempo in un enorme complesso residenziale accadono strani incidenti, morti sospette, omicidi e incidenti mortali. La polizia cerca di capire in tutti i modi come possa una tale sequenza di sventure concentrarsi in un solo luogo, cercando un colpevole ed un movente.

La questione si risolverà con l’arrivo nello stabile di una nuova famiglia e della loro bambina; sarà questa a scoprire il colpevole ed a punirlo, facendo finire nel mezzo al loro scontro tutti gli altri, sia polizia che abitanti della zona, ignari di quanto stia accadendo.

Sebbene dalla descrizione non si capisca, il manga è fantascientifico con un tocco di poliziesco, che riesce a rendere la vicenda più credibile. L’abilità che gli ha permesso di delineare in poche pagine ambientazione e personalità dei vari personaggi, unitamente al modo in cui riesce a catturare il lettore in questa progressione fanta/horror (un po’ di ultraviolenza non si nega mai) ha permesso all’autore di guadagnarsi il Gran Premio per la Fantascienza in Giappone, per la prima volta assegnato ad un manga.

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Akira「アキラ」

Titolo originale: Akira 「アキラ」

Data di prima pubblicazione originale: 1984

> Autore : Katsuhiro Otomo

> Editore : Planet Manga

> Editore giapponese : Kodansha Ltd., Tokyo - 1993

> Data : da novembre 1998 a novembre 2000

> Prezzo (di cop.) : 9.900 Lit

Anno 2030. Il mondo intero si sta riprendendo dopo la fine della terza guerra mondiale. A Neo-Tokyo Testuo è un ragazzo disadattato facente parte di una banda di motociclisti capeggiata dall'amico Kaneda che, durante una scorribanda in una zona della città non accessibile, viene coinvolto in un'incidente misterioso. Arrivati in soccorso i suoi compagni un gruppo di militari lo trasporta a forza in un laboratorio sotterraneo per curarlo e lo sottopone ad esperimenti.

Tetsuo scoprirà, a sue spese, di esser divenuto un esper dagli enormi poteri e cercherà di risvegliare Akira, il più potente esper esistente, che era stato ibernato in attesa della venuta di qualcuno che potesse controllarlo.

Nel frattempo Kaneda verrà coinvolto da alcuni rivoluzionari, mentre cerca di far rinsavire l'impazzito compagno, in un piano volto a cambiare l'assetto politico del Giappone.

Una storia in cui amicizia, amore, ribellione, tecnologia e grande distruzione vengono mixati in una maniera incredibile elevando ogni singolo elemento alla massima potenza.

Il disegno, dettagliato e preciso, ben si adatta a disegnare sia i particolari tecnologici/urbani che quelli di devastazione.

Un capolavoro dei manga consigliato a tutti gli amanti dell'azione. Nessuna collezione può farsi sfuggire un manga di questa portata.

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Memorie 「メモリース」

Titolo originale: Memories 「メモリース」

Data di prima pubblicazione originale: 1990

> Autore : Katsuhiro Otomo

> Editore : Edizioni Star Comics Srl

> Collana : Storie di Kappa

> Pubblicato in Giappone da : Kodansha Ltd., Tokyo - 1990

> Titolo originale : Kanojo no Omoide...

> Data : maggio 1994

> Prezzo (di cop.) : 10.000 Lit

Questo volume comprende una serie di storie fantascientifiche che vanno dall'assurdamente comico al tragicamente drammatico (anche con qualche sortita extra fantascienza) pubblicate inizialmente nel periodo che va tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80.

- Fiore (ottobre 1979)

- Addio alle armi (novembre 1981)

- Il rumore della sabbia (novembre 1979)

- Electric bird land (luglio 1980)

- Hair (febbraio 1979)

- Questo pazzo pazzo mondo (4 racconti dal giugno al novembre 1981)

- Leggermente mosso (agosto 1977)

- Cronache dal pianeta Piovra (2 racconti: marzo 1981 e febbraio 1982)

- Fireball (gennaio 1979)

L'ultimo è il più interessante tra questi in quanto pone in essere una storia che poi sarà ripresa dall'autore per sviluppare quel capolavoro che è "Akira".

Introduzione al fumetto "Fiore" ( Hooseki - ottobre 1979 ), incluso nella raccolta Memorie :

Al momento di iniziare a disegnare questa storia il signor Kuromaru mi fece conoscere Moebius, un autore straordinario che mi inflluenzato davvero molto. Volevo disegnare anch'io qualcosa a colori, e non fu certo facile cimentarmi in questa nuova tecnica: era la prima volta che abbandonavo i retini.

Per prima cosa dovetti cercare una buona carta che assorbissa al meglio i colori, e per questo mi detti davvero da fare. Non sono ancora sicuro di aver fatto la scelta giusta.....

Otomo

Introduzione al fumetto "La lampada di Aladino" , incluso nella raccolta Memorie :

Per rispettare la scadenza delle consegne mi capita spesso di disegnare molto in fretta, e questo non mi permette purtroppo di dedicarmi ad un lavoro come vorrei.

Per questa ragione ho deciso di prendermi il tempo necessario per disegnare al meglio delle mie capacità: non potevo impegnarmi in una storia lunga, e così sono nati questi raccontini, pubblicati originariamente su una rivista mensile. Purtroppo un disegnatore ha sempre la sindrome del ritardatario e così ho dovuto rinunciare, anche se a malincuore, ai miei propositi.

Le quattro storie (qui solo la prima) sono naturalmente le parodie di classici occidentali, ma avevo in mente di continuare questa serie prendendo in esame anche quelle giapponesi... Peccato !

Otomo

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The legend of mother Sarah 「沙流羅」

Titolo originale: The legend of mother Sarah 「沙流羅」

Data di prima pubblicazione originale: 1990

> Testi : Katsuhiro Otomo

> Disegni : Takumi Nagayasu

> Editore : Phoenix Enterprise

> Data : settembre 1998

> Prezzo (di cop.) : 20.000 Lit

> ISBN : 88-89435-53-3

> Titolo Originale : The legend of Mother Sarah

> Pubblicato in Giappone da : Kodansha Ltd., Tokyo - 1990

Introduzione tratta dal manga :

Per sopravvivere al conflitto nucleare che ha devastato la Terra gli uomini hanno dovuto rifugiarsi nello spazio, rinchiudendosi in gigantesche stazioni orbitali.

Dopo sette anni d'esilio la popolazione ha riaquistato la speranza di ritornare sul proprio pianeta: ricorrendo a un potentissimo ordigno si potrebbe tentare di inclinare l'asse terrestre, in modo da raffreddare l'inquinato emisfero settentrionale e rendere abitabili le zone più inospitali dell'emisfero meridionale.

Ma la guerra che vede contrapporsi le due fazioni rivali di Epoch (favorevole al progetto) e Mother Earth (contrari ad ulteriori danni all'ecosostema terrestre) sfocia in una sanguinosa guerra civile. I sostenitori Epoch riescono a far esplodere la bomba e l'inasprimento della guerriglia sulle stazioni orbitanti spinge i coloni a iniziare il controesodo verso la Terra, senza aspettare i tre anni necessari al riassorbimento degli effetti nocivi dell'esplosione.

Per Sarah, separata dai suoi figli al momento dell'imbarco, inizia un percorso di dolore e desolazione alla loro ricerca.

La saga pare dividersi in singoli episodi tutti ambientati in diversi agglomerati che sono con parecchia fantasia si possono chiamare città.

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World apartment horror 「ワールド アパートメント ホラー(今 敏)」

Titolo originale: World apartment horror 「ワールド アパートメント ホラー(今 敏)」

Data di prima pubblicazione originale: 1991

> Disegni : Satoshi Kon

> Soggetto : Katsuhiro Otomo

> Editore : Star Comics

> Collana : Kappa Magazine n°43-44-45-46

> Editore giapponese : Kodansha Ltd., Tokyo - 1991

> Data : da gennaio 1996 a marzo 1996

> Prezzo (di cop.) : 6.000 Lit

World apartment horror è, oltre che un manga horror che tratta di possessioni demoniache, un manga di denuncia sociale. Otomo indaga un certo modo di pensare nipponico, una forma di razzismo, che porta i giapponesi a nutrire un senso di superiorità nei confronti delle altre razze asiatiche; lo stesso protagonista durante una discussione urla : "I giapponesi non sono asiatici.... sono bianchi !".

Itta lavora per un gruppo yakuza facendo piccole commissioni ed al centralino del Paradise Asia, che gestisce prostitute straniere. Viene incaricato dello sfratto di un gruppo di stranieri asiatici, che vivono ammassati in una fatiscente casa che deve essere demolita. Il non essere giapponesi, con il permesso di soggiorno scaduto o lavorando in nero, li rende praticamente senza diritti. Ma il povero Itta, nonostante tutti i suoi tentativi, non ottiene risultati se non quello di sprofondare sempre più in un vortice di allucinazioni fino alla possessione demoniaca di uno spirito che risiede nel condominio, in precedenza prigioniero di uno strano dipinto.

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Zeta 「ZeD」

Titolo originale: Roujin Z 「ZeD」

Data di prima pubblicazione originale: 1991

I metodi applicati fin'ora al fine di accudire la numerosissima popolazione di anziani non sono risultati molto efficaci. Il ministero della sanità decide quindi di testare un macchinario, chiamato Zeta, somigliante ad una specie di letto ipertecnologico totalmente automatizzato, usando come cavia il rimbambito Kujiro.

Haruko, giovane infermiera che se ne occupa, giudica che la macchina bada alle persone senza amore e che trasforma le sue cure in una specie di prigionia.

Le sue azioni di sabotaggio danneggeranno il biochip di sesta generazione e la macchina, ormai impazzita, comincierà ad andare in giro per la città credendo di essere la moglie del vecchietto.

A questo punto sia le autorità che l'infermierina cercheranno di bloccare la macchina e di salvare l'anziano.

I suoi Anime/FILM

  • "Harmageddon" (Genma taisen) (1983)

    Tratto dal manga di Ishinomori Shotaro. Regia di Rin Taro, character-design Katsuhiro Otomo

    Distribuito in Italia da Dynamic Video.

  • "Manie-Manie: i racconti del labirinto" (Meikyû monogatari) (1983)

    3 episodi:

    "Labyrinth”. Regia Rin Taro

    "L'uomo che correva". Regia Kawagiri Yoshihaki

    "Fermate i lavori!". Regia Katsuhiro Otomo .

    Distribuito in Italia da Dynamic Video.

  • "Robot Carnival" (1987)

    Disegni preparatori Katsuhiro Otomo

    Inedito in Italia.

  • "Akira" (1988)

    Adattamento dell’opera omonima ello stesso Katsuhiro Otomo. Regia

    Distribuito in Italia su DVD da Explosion Video.

  • "Roujin Z" (1991)

    Regia Kitakubo Hiroyuki. Sceneggiatura e meka-design Katsuhiro Otomo.

    Inedito in Italia.

  • "World Apartament Horror" (1991)

    Lungometraggio dal vivo. Regia e sceneggiatura Katsuhiro Otomo. Tratto dal manga breve dello stesso Otomo e Kon Satoshi.

    Inedito in Italia.

  • "Memories" (1995)
  • 3 episodi:

    "Megnetic Rose". Regia Morimoto Koji. Basato sul manga "Kanojo no omoide" di Katsuhiro Otomo

    "Stink bomb" Regia Okamura Tensai.

    "Cannon Fodder" scritto e diretto da Katsuhiro Otomo.

    Inedito in Italia.

  • "Perfect Blue" (1997)

    Regia Kon Satoshi. Supervisione Katsuhiro Otomo.

    Distribuito in Italia da Yamato Video.

  • "Spriggan" (1997)

    Regia Sudo Norihiko. Tratto dal manga di Takashige e Minagawa. Supervisione Katsuhiro Otomo.

    Distribuito in Italia da Dynamic Video.

  • "Metropolis" (2001)

    Regia Rin Taro. Tratto dal manga di Tezuka Osamu liberamente ispirato all’omonima opera cinematografica di Fritz Lang. sceneggiatura Katsuhiro Otomo.

    Distribuito in italiani d KEY FILM.

  • "Steamboy" (2002)
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Harmagedon - La guerra contro Genma

「幻魔大戦」

Titolo originale: "Harmagedon: Genma taisen" 「幻魔大戦」

Regia: Rintaro

Character Design: Katsuhiro Otomo

Sceneggiatura: Chiho Katsura, Makoto Naiko, Mamoru Masaki

Dal romanzo di Kazumasa Hirai

Produzione: GIAPPONE 1982

Durata: 135 minuti

Edizione Italiana: DYNAMIC ITALIA (VHS)

Lungometraggio animato fantasy tratto dal manga di Ishinomori Shotaro e diretto da Rin Taro. Otomo ha curato il character design. Distribuito in Italia da Dynamic Video.

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Nota:

Mentre in Giappone questo film è disponibile da poco anche in versione dts rimasterizzata,in Italia questo lungometraggio è stato distribuito solo tramite Vhs dalla dynamic Italia (ora Dynit) ed è introvabile...

Ma da poco in edicola è disponibile un'ottima edizione Ita/jap wink.gif

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MANIE-MANIE I racconti del labirinto 「迷宮物語」

Titolo Originale: Meikyuu Monogatari 「迷宮物語」

Produzione: © 1983 Kadokawa Shoten. - ed. italiana © 2000 Dynamic Italia

Durata: 50 minuti circa

Genere: Tre racconti surreali

- Labyrinth -

Regia: Rintaro

Storia originale: Taku Mayumura

Character Design: Atsuku Fukushima, Manabu Ohashi, Reiko Kurihara

- L'uomo che correva -

Regia: Yoshiaki Kawajiri

Storia originale: Taku Mayumura

Character Design: Yoshiaki Kawajiri

Mecha Design: Takashi Watanabe, Satoshi Kumasai, Shinji Ohtsuka, Nobumasa Shinkawa, Toshio Kawasuchi, Keinoo Iwasaki

- Interrompete i lavori! -

Regia: Katsuhiro Otomo

Storia originale: Taku Mayumura

Character Design: Katsuhiro Otomo

Mecha Design: Takashi Nakamura, Koji Morimoto, Katsuhiro Otomo

Più che un piacere, è stato un onore l'avere tra le mani l'adattamento italiano di questo film, pezzo da novanta nell'arte dell'animazione non tanto solo nipponica, quanto a livello mondiale.

Capolavoro di concetto e tecnica, Manie Manie Meikyu Monogatari è datato 1983, ma viene presentato nel 1987 al Festival Internazionale del Cinema di Fantascienza di Tokyo, per poi essere pressochè dimenticato dal grande pubblico a causa di un'inetta politica di distribuzione realizzata da un'altrettanto nefasta ditta.

Sono d'obbligo,quindi, i miei immediati complimenti alla Dynamic per aver recuperato questo "classico perduto" che difficilmente speravo di vedere in Italia.

Manie Manie si presenta come una sorta di raccoglitore per degli "esperimenti" realizzati da tre maestri dell'animazione nipponica: Rintaro, Yoshiaki Kawajiri e Katsuhiro Otomo. Gli esperimenti si concretizzano in tre racconti del tutto surreali, delle esperienze quasi oniriche realizzate con una tecnica di animazione sorprendente.

Veniamo ai tre pezzi d'autore:

"Labyrinth"

Durata: 13 minuti

Ci troviamo davanti ad una storia puramente concettuale.

Come una specie di Alice nel Paese delle Meraviglie, un bimba, giocando col suo gatto Cicerone, si ritrova in un mondo totalmente astratto e surreale in cui si muoverà sotto la guida di uno strano Pierrot.

Labyrinth è diretto da Rintaro e a livello tecnico mostra un dettaglio nell'animazione quasi maniacale.

Il disegno è stranissimo, totalmente al di là dello stile grafico degli Anime a cui siamo normalmente abituati, direi con un tratto quasi europeo, tipico delle autoproduzioni inglesi o tedesche, per farvi un esempio.

Rintaro basa questo racconto soprattutto sulla sperimentazione dell'immagine, giocando molto sulle prospettive e sull'illusione ottica nella definizione delle forme.

Questo racconto farà da apertura ed anche da conclusione all'intero lungometraggio.

L'uomo che correva

"Hashiru Otoko"

Durata: 14 minuti

In un ipotetico futuro, il pubblico si diverte nella visione di gare automobilistiche in cui i piloti vengono portati in condizioni al limite della sopportazione fisica.

Le gare si concludono con la morte di quasi tutti i piloti, ma fin'ora il numero 37, Zach Hugh, è stato l'unico capace di sopravvivere per 10 anni...

Kawajiri ci propone questo breve racconto tanto cruento quanto impressionante dal punto di vista tecnico.

Realizzata per ottenere il massimo nel Mecha Design, questa storia ci terrà incollati allo schermo per 14 minuti nella speranza di poter riuscire a cogliere almeno una parte dei dettagli presenti nei disegni.

Lo stile della corsa e delle auto può ricordare quello di videogiochi come Wipeout o F-zero.

Potevamo aspettare di peggio dal creatore di Ninja Scroll ?

Interrompete i lavori !

"Koji chushi Meirei"

Durata: 17 minuti

Un giovane impiegato di un'impresa di costruzioni viene inviato a verificare lo stato del "Progetto 444", un grande cantiere nel pieno della Foresta Amazzonica, impegnato in un importante progetto di urbanizzazione di quest'area.

Il progetto è caratterizzato dal pieno impiego di robot, con una drastica riduzione delle risorse umane, ristrette solo alla supervisione dei lavori.

Il vecchio supervisore del "Progetto 444" non dà sue notizie da settimane, al suo arrivo il nuovo responsabile troverà una situazione molto diversa da quanto potesse aspettare...

Questo racconto rappresenta il lavoro meno conosciuto di Otomo.

Per la sua realizzazione il regista si è servito dello stesso staff tecnico utilizzato per Akira, cioè Nakamura (Robot Carnival) e Koji Morimoto (Memories). Anche in questo caso l'animazione è ai massimi livelli.

A parte il disegno, è la concezione del mondo delle macchine che testimonia maggiormente il tocco di Otomo, con quel pizzico di assurdità e sarcasmo tipico di questo autore nella condanna dell'abuso delle tecnologie da parte dell'uomo.

Ci troviamo di fronte ad un pezzo da collezione in senso assoluto.

Al di là delle storie che potrebbero per occhi poco attenti non avere un senso compiuto, improntate al massimo del surreale, troviamo in questo film il genio di tre maestri che hanno potuto concentrare le loro capacità in una decina di minuti d'animazione, ottenendo cos" il massimo al livello della tecnica e della sperimentazione.

Tre stili differenti, tre opere d'arte.

Per questa caratterizzazione cos" personale delle storie, preferisco non dare un voto definito alla sceneggiatura, in quanto risulta soggettiva anche l'interpretazione del messaggio che ogni regista vuole dare a chi segue la sua storia.

Un videocassetta che purtroppo non dura nemmeno 50 minuti, ma un'opera d'animazione da possedere, rivedere ed ammirare.

VOTO: 9,5

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ROBOT CARNIVAL 「ロボットカーニバル」

Titolo Originale : 「ロボットカーニバル」

Durata: 90 minuti (8 cortometraggi)

Anno di produzione : 1987

Character design e Regia: Takashi Nakamura, Katsuhiro Otomo, Atsuko Fukushima,Kouji Morimoto,Hidetoshi Ohmori,Yasuomi Umetsu,Moo Lamdo,Hiroyuki Kitazume,Hiroyuki Kitakubo

Disponibilità : Fansub

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Opening and Ending 「オープニング、エンディング」

The opening and ending sequences are themselves a short film. They are basically about what happens when the Robot Carnival comes to town. The massive carnival machine is pretty and interesting to see from afar, but when it gets closer the fireworks and explosions, which are so much a part of the carnival, destroy most of the things around it. And even long after the carnival has ceased to move, various exploding devices are still around and just waiting for the unsuspecting to pick them up. The opening and ending sequences were designed, written and directed by Katsuhiro Otomo and Atsuko Fukushina.

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Franken's Gears 『フランケンの歯車』

this no dialog short is basically a retake on the classic Frankenstein story line. Except that this time the "monster" imitates its bumbling creator and falls on top of him when his creator trips. This short is a film by Kouji Morimoto.

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Deprive

this no dialog short takes place is the aftermath of an alien robot invasion. A young girl gives her robot caretaker a necklace and locket. Later, she is rescued by a young man/cyborg also wearing the same locket. It is, of course, her friend and protector of old, but now remade. This short was designed, written and developed by Hidetoshi Ohmori.

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Presence 「プレゼンス」

a very talented "toy" maker, who is longing for something he can not really define, manages to create something odd, a robot with feeling. His creation has the form of a young girl, but has no name. The robot longs very much for a name so that someone can love her, and wants very much to experience all of life. The "toy" maker is frightened by these turn of events and destroys his own creation.

The "toy" maker is now old, and the ghostly shape of his pretty young creation visits him. He regrets not being strong enough to be her knight in white.

The last day of the "toy" maker arrives, his last "toy" sits on the table next to him, a clock work angel. The ghostly shape of a young girl comes to greet the very old "toy" maker. They walk off together, hand in hand, and then disappear.

This is a film by Yasuomi Umetsu.

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Starlight Angel

this no dialog short is set is a futuristic amusement park called Robot Wonderland. One of the rides at this park creates robots representing what is in the heart and mind of the rider. A young girl gets on this ride and things go well until she is reminded of a lost love. Things go bad and she is rescued from her self created nightmare by a kindly robot. This short was designed, written and directed by Hiroyuki Kitazume.

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Cloud

this no dialog short is a visual story of a robots journey which seemed to start at the dawn of time. I do not know exactly what this poetic piece is completely about, except that I was left with the question: How long does it take to become human? This short was designed, written and directed by Moo Lamdo.

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A Tale of Two Robots

Chapter 3: "Foreign Invasion" - this story is an odd little tale that takes place in the late 19th century. Two clock work mechas really mess up a small Japanese town. This short was written and directed by Hiroyuki Kitakubo.

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Nightmare 「ニワトリ男」

this no dialog short is set is a city that is invaded by robots. While these robots are busy creating mechanized nasties, a lone drunk and his motor scooter manage to muck the works up and bring the entire thing crashing down on the heads of the robots, and nearly the drunk. This short was designed, written and directed by Takashi Nakamura.

8 cortometraggi realizzati da altrettanti registi(ma Otomo affiancato da Atsuko Fukushina) e tutti inerenti il tema "robot".Il genere e vario,dalla commedia,alla suspense fino a storie d' amore.La qualità del prodotto è molto alta e in definitiva questo capolavoro non dovrebbe mancare nelle collezioni degli appassionati di anime.

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Akira「アキラ」

Titolo originale: Akira 「アキラ」

Sceneggiatura: Katsuhiro Otomo/Izo Hashimoto

Art Director Toshiharu Mizutani Musica: Shoji Yamashiro

Casa ed.: Explosion Video

Anno: 1988

Anno Prima ed. DVD Ita: 2002

Autore: Katsuhiro Otomo

Dal manga di: Katsuhiro Otomo

Casa ed. manga: Kodansha

LA STORIA

Nel 2019 la Terza Guerra Mondiale è appena terminata: le grandi città del mondo sono state messe a dura prova dalle nuove armi di distruzione su di esse sperimentate durante il conflitto. Nella megalopoli di Neo-Tokyo, la rinascita dopo la guerra non è facile: la città è un gigantesco mostro urbano in cui smisurati palazzi e frastornanti neon si alternano a quartieri devastati e in rovina. E' proprio in questi recessi malfamati che assistiamo alle scorribande della gang di motociclisti capeggiata dal giovane Kaneda. Inizialmente Kaneda e i suoi amici sembrano solo violenti teppisti di periferia impegnati a lucidare le loro futuristiche moto, a dare sprangate in testa ai rivali ed a prendere in giro il più piccolo della banda, Tetsuo.

Ma le cose cambiano quando un inquietante bambino dai lineamenti stranamente invecchiati compare all'improvviso in mezzo alla strada su cui sta passando in moto il giovane Tetsuo: un incidente, un'inspiegabile esplosione, ed ecco che tempestivamente giunge un grande spiegamento di forze armate a "requisire" Tetsuo ed il bambino. Evidentemente c'è sotto qualcosa, tanto più che poco prima avevamo visto quello stesso bambino fuggire inseguito dalla Polizia, e reagire manifestando uno spaventoso potere che aveva fatto letteralmente andare in pezzi vetri, auto e palazzi. Il mistero si infittisce quando Kaneda e i suoi compagni scoprono che Tetsuo è tenuto in isolamento.

Frustrato e confuso di fronte alla mancanza di informazioni sull'amico, Kaneda riuscirà a scoprirne di più grazie all'aiuto di Kay, una ragazza dai molti segreti, appartenente ad una sorta di gruppo di ribelli che si oppone alle segrete trame dell'Esercito e del Governo. Ma quali segreti, quali progetti si stanno sviluppando nei laboratori top-secret di Neo-Tokyo?

Il mistero è tutto da scoprire, e la storia prende una piega ancor più inquietante e drammatica quando Tetsuo ricompare, confuso e diverso dal solito, preda di frequenti visioni e improvvisi, lancinanti dolori. Il piccolo Tetsuo è cambiato; il suo futuro sarà segnato dal dolore, dalla follia, dal delirio di onnipotenza, dal potere smisurato, dalla mutazione fisica, dalla distruzione. Il ribaldo Kaneda imparerà la virtù e il coraggio, trovandosi di fronte ad eventi apocalittici in cui dovrà fronteggiare vecchi amici divenuti nemici di tutta l'umanità. Insieme alla coraggiosa Kay, farà luce sugli atroci misteri custoditi nelle viscere della città, e conoscerà la verità su Akira, fulcro di tutto il progetto.

Ma basterà questo a salvare la città, e il mondo intero?

MIE IMPRESSIONI

Tratto dal colossale manga di Katsuhiro Otomo, e da questi diretto, "Akira" uscì nel "lontano" 1988, e fu davvero un fulmine a ciel sereno per l'ignaro pubblico occidentale: in un periodo in cui manga e anime non erano un fenomeno diffuso, e si conosceva tutt'al più qualche vecchio robottone e qualche anime sportivo, irruppe un kolossal cinematografico di due ore e passa, costosissimo, fastoso, animato alla perfezione, violento e pessimista. Decisamente un po' eccessivo per il grande pubblico... ma i cultori apprezzarono. "Akira" si guadagnò da subito lo status di "film culto" e fece letteralmente impazzire schiere di appassionati, che tuttora lo considerano Il titolo indispensabile per ogni animefan. Non c'è dubbio che sia stato Akira a sfatare molti pregiudizi negativi sull'animazione giapponese, prima tra tutti la presunta pochezza tecnica: Akira è un capolavoro di animazione, tecnicamente stupefacente, curatissimo, perfetto.

E', ad esempio, il primo anime in cui i labiali dei personaggi si adattano alle parole pronunciate dai doppiatori (adeguandosi così agli standard Disney); è il primo anime in cui la tavolozza dei colori è ampliata fino a 327 tonalità; era l'anime più costoso mai realizzato fino ad allora. Ed è un prodotto di altissimo livello anche rispetto gli standard attuali. Akira è una esperienza visiva e sonora tuttora impressionante per lo spettatore, da vedere e rivedere in ogni maniacale dettaglio: basti citare, ad esempio, la scena iniziale della corsa motociclistica, con i bolidi che sfrecciano nelle strade, ed i fanali che lasciano tracce di luce che si imprimono per sempre nella memoria dello spettatore. d'altro canto però, il culto di cui gode il film è per certi versi immeritato: "Akira" è il risultato della compressione in sole due ore di un fumetto lunghissimo e già di per se' criptico e poco lineare: e si vede.

Da un certo punto in poi le ellissi narrative si fanno eccessive, molti eventi possono risultare chiari solo a chi conosce il manga, e il finale è, per usare un eufemismo, oscuro. Non si tratta solo di un finale volutamente "aperto", l'incomprensibilità non è completamente voluta: le mancanze di sceneggiatura ci sono, i buchi narrativi pure, e i misteri posti dal film possono essere chiariti solo in piccola parte. Sia chiaro: nei film, io non amo le eccessive spiegazioni e il chiarimento di ogni mistero, mi piacciono le atmosfere sospese ed il fascino dell'ignoto, elementi che hanno reso grandi molti anime (ed è per questo che preferisco il cinema orientale a gran parte di quello americano -confrontate i due "Ring" per capire cosa intendo-); ma le molte incomprensibilità di"Akira" sono per il 50% misteri lasciati volutamente in sospeso, e per il 50 %, semplicemente, tagli un po' troppo drastici alla storia originale.

Ecco perché Akira ha, da un altro punto di vista, fomentato pregiudizi e stereotipi negativi sull'animazione giapponese: violenta, incomprensibile, con finali assurdi. Pregiudizi di un occidente assuefatto al cinema fast-food, certo. Ma non del tutto: "Akira" i suoi difetti li ha. Eppure, resta a buon diritto IL FILM anime per eccellenza, preso ad esempio per evidenziare i classici pregi (storie adulte, originali, dure, coraggiose, agli antipodi rispetto alla Disney) e difetti dell'animazione giapponese.

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Le versioni DVD Japponesi:

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Special Edition

Japanese Dolby Digital 2.0 language

Japanese Dolby Digital 5.1 language

English Dolby Digital 5.1 language

English Subtitles (Main feature only)

Japanese Subtitles (Main feature only)

Production Report 1988 (48mins)

Production Report 2001 (43mins/DD5.1)

Animation Archive (32mins)

Art Works Gallery (10mins)

Trailers (5mins)

Production Notes Booklet (16 pages)

Story Boards Book - The Continuity of Akira. (approx 500+ Pages

Not numbered and really thick.)

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DTS SOUND EDITION [Limited release]

This 5.1ch DTS, low-priced release of the movie on DVD marks the 20th anniversary of the original comic's premiere. The bonus (second) disc of this limited-release edition includes about 2,500 production stills, about 100 stills taken from catalog(s), about 350 stills from the unused storyboard and early production material, teaser(s), trailer(s), & more...

L'edizione italiana

AKIRA - Edizione Multivision

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Edizione: Multivision Collection

Durata: 124 minuti

Codice Regionale : 2

Formato Video : PAL

Supporto : DVD 5

Formato video : ( 4:3 ) 1.85:1 letterbox

Formato Audio : Italiano Dolby Digital Stereo

Sottotitoli : Nessuno

Special features : Menù interattivo con capitoli scena

Contributi speciali : Nessuno

Prezzo : £ 32.000

Video 1.85:1 letterbox, audio solo in italiano stereo, nessun sottotitolo ne tanto meno extra e materiale addizionale. Tutto questo sarebbe più che sufficiente per esprimere un giudizio negativo su questa edizione DVD, ma purtroppo si riscontrano enormi carenze anche sulla qualità audio/video generale. La prima impressione è quella di trovaci di fronte ad un grossolano riversamento di una VHS, ma anche se non lo fosse il risultato non sarebbe molto diverso. Già dalle scarse informazione riportate sulla fascetta bel case amaray si intuisce l'approssimazione con cui questo DVD è stato confezionato. Il video, non possiamo parlare di qualità video poiché del tutto assente, sfrutta un master molto sporco, pieno di graffi per tutta la durata del film, oscillazioni di luminosità e addirittura salti di scena. La compressione digitale non è da meno, con una costante e evidente presenza di pixel visibili su tutto lo schermo dal primo all'ultimo fotogramma. La definizione dell'immagine è quanto mai scarsa e in certe sequenze addirittura improponibile. Stesse condizioni per i colori che sembrano snaturati, le tonalità di rosso spesso non sono contenute all'interno dei contorni e dilagano impietosamente. L'audio presente esclusivamente in italiano Dolby Digital Stereo non risolleva certo le sorti di questo DVD, anzi se possibile lo affossa definitivamente. Il fastidioso fruscio unitamente al rumore di fondo sono onnipresenti e le voci dei personaggi spesso distorcono. Per finire un ultimo commento sulle due schermate che dovrebbero costituire il menù del DVD. Decisamente essenziale e scarno, ma anche volendo tralasciare questo "dettaglio" dalla marea di problemi riscontrati, nella sezione capitoli di scena viene sbagliato addirittura il nome di uno dei protagonisti. Trasformando il povero "Tetsuo" in un'incomprensibile "Tetzua", indice evidente di quanto poco impegno sia stato profuso per questa edizione DVD. La Multivision non rende minimamente giustizia al Maestro Katsuhiro Otomo e ad un film di culto come Akira, pertanto non possiamo far altro che prenderne atto e stroncare questo DVD su tutta la linea.

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AKIRA - The Ultimate Edition, Versione Storm Video 3DVD

La Storm video ci presenta l'ennesima edizione in dvd di Akira

Rispetto all'edizione 2 dischi è stato aggiunto un dvd che contiene il solo film,sempre rimasterizzato in digitale,ma con una audio Ita 5.1 in DTS

Molti storceranno il naso pensando che sia una cavolata,ma posso confermare,per quel poco che ho visto,che la differenza tra l'audio 5.1 del primo dvd e questo dts non c'è paragone (provato sul mio ompianto creative per pc 6.1 con upmix 5.1)

Se acquisterete il dvd(come ho fatto io )porvate a mettere la scena quando vengono sparati i proiettili

La differenza si sente (per quel poco che ho sentito... )

Inoltre c'è d'aggiungere che questo dvd nonostante contenga solo film e traccia dts,occupa 7.50 giga!!

Per quanto riguarda le novita rispetto all'edizione precedente(oltre il dvd in dts),nel terzo dvd bonus sono stati aggiunti i sub ita all'intervista ad otomo ed ai trailer che mancavano nella special edition(in questo dvd tutto è subbato,prefino i trailer!!!)

Insomma,per chi non possiede nessuna versione di akira ,l'acquisto è consigliatissimo

Lo stesso vale per chi possiede la versione dvd della multivision

Passiamo alle note dolenti

Molti si lamentarono per l'edizioni precedenti del fatto che alcuni lettori,come la ps2,non leggevano i dvd.

Posso confermare che:

SU PS2,non va

Su XBOX SI

Su lettore s.a. è andato.

Su lettore PC pure

Come detto il master video è quello rimasterizzato in digitale,che è lo stesso della versione precedente.

FREE REGION PAL

Booklet all'interno

Ci sono degli appunti per quanto riguarda il doppiaggio italiano,decisamente riuscito male come adattamento

nel booklet viene detto lo stesso,specificando che è basato sull'audio inglese

aggiungo io che un esempio del cattivo adattamento è quando tetsuo sta ammirando la moto di kaneda,ed un compagno dice "sarebbe questa la moto per soli geni?",mentre in realta sia nella versione jappo che in quella inglese viene detto "Andiamo!"

da notare che i sub ita si basano sull'audio ita,mentre quelli inglesi credo si basino su quello jap(spero )

DISCO 1 (supporto DVD 9):- Akira il Film; rimasterizzato in digitale

- Audio: Italiano Dolby Sorround 5.1, Inglese Dolby Sorround 5.1, Spagnolo Dolby Surround, Francese Dolby Surround, Giapponese Dolby Surround

- Sottotitoli: Italiano e Inglese

- Menu Animati 4:3

- Formato 16:9 Anamorfico

DISCO 2 (supporto DVD 9):- Akira il Film

- Audio: Italiano Dolby Digital 5.1 DTS

- Menu Animati 4:3

- Formato 16:9 Anamorfico

DISCO 3 (supporto DVD 5):

La Nascita di Akira

Schede dei Personaggi

Ragazzi del 2019

Colorazione degli Sfondi

Registrazioni voci originali

Akira Studio

La fotografia

Le musiche originale e Il trailer

Intervista ad Otomo

Trailers

TUTTI GLI EXTRA PRESENTANO I SOTTOTIOLI ITALIANI

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Le Opinioni Della Gente...

L'opera cyberpunk definitiva

La prima e ultima volta che vidi il trailer avevo la febbre a quaranta e credevo di avere le allucinazioni: un film animato giapponese distribuito nei cinema italiani! Quando poi noleggiai la cassetta, rimasi sconvolto: le animazioni fluidissime, i colori fiammeggianti, gli sfondi di un realismo maniacale, le musiche ipnotiche… all’epoca non esisteva nulla di simile, e in quanto a sforzo produttivo, Akira è ancora oggi il Signore degli Anelli dell’animazione. Se è vero che il film mixa i disastri urbani di Godzilla, i poteri mentali di Scanners di David Cronenberg e il finale di 2001:Odissea nello Spazio, il tocco di Katsuhiro Otomo rende tutto nuovo e suggestivo: se Blade Runner ha cambiato il modo di immaginare il futuro, Akira ha cambiato il modo di affrontarlo: un modo giovane e grintoso, fatto di motori rombanti e armi pesanti. La trama non è sempre chiarissima (è difficile comprimere un fumetto di 2000 tavole in due ore di pellicola), ma a volte, come in molti film di John Carpenter (Halloween, Il Signore del Male), più di una trama chiara, contano le sensazioni e i messaggi che la pellicola riesce a trasmettere: la paranoia da apocalisse, le atmosfere buie e opprimenti, la sensazione di un declino inarrestabile, le colpe della scienza, dei militari e dei politici, la rabbia, l’amicizia, la salvezza che viene dal basso (l’eroe di turno, Kaneda, è un teppistello). Un capolavoro sotto il profilo dell’immagine e un film di fantascienza intelligente e adulto (amatissimo da Spielberg, Lucas e Cameron), non certo un videogame come Matrix.

Stupendo e visionario

La prima volta che l'ho visto sono rimasta folgorata dall'originalità e l'assurdità di questo cartone, se così può essere chiamato visto il suo terribile realismo. denunce amare ai politici e al governo e l'ambientazione in una tokio devastata dalla criminalità. chi può salvare l'umanità?non un supereroe ma un povero ragazzino abbandonato a se stesso. protagonisti in questo mondo di scienziati e politici sono dei ragazzi perditempo ma ancora ricchi di speranze e con un cuore ribelle. musiche senza tempo, il film è unico e insuperato nel suo genere. da vedere.

Capolavoro

Vidi questo film appena fu disponibile in italia, avevo circa 12 anni. da allora non ho mai smesso di considerarlo un capolavoro assoluto. caso più unico che raro nella storia del cinema, una bomba atomica di realizzazione tecnica (secondo me tuttora ineguagliata nonostante i progressi della cg), arte e visionarietà. difficile da seguire nella trama, ma quest'ultima passa in fretta in secondo piano di fronte al "lirismo" della pellicola. fa parte di quei film che più che capiti vanno letteralmente assaporati, sentiti. una parola anche per le musiche: fuori da ogni canone cinematografico e bellissime, esotiche, primitive e tecnologiche. non consideratelo un film di animazione, nemmeno un anime giapponese: sono classificazioni che lo sminuiscono. non solo è vero cinema, ma prepotentemente va a collocarsi nei ranghi più elevati!

secondo a nessuno

Realizzato con un budget di dieci miliardi di lire (cifra astronomica per allora!!)e un numero impensabile di addetti ai lavori.bellissimo da vedere,bellissimo per la storia (tratto dall'immortale manga di katsuhiro otomo)bellissimo per le ambientazioni e i loro personaggi.akira dopo 10 anni rimane in assoluto il miglior film di animazione mai realizzato e dopo 10 anni la tecnologia con cui è stato realizzato ancora oggi ha dello sbalorditivo.film di animazione di fantascenza per antonomasia.ci trasporta in una tokio del futuro teconlogica oltre ogni immaginazione e al tempo stesso squallida e pregna di corruzione e di marciume dominata dai politici e i militari e infestata da bande di motociclisti , su tutto questo si staglia la figura di akira ,questo ragazzino eccezionale sulla cui figura sembra che il mistero sia gia posato ineluttabile nel tempo volutamente dal regista e attorno al quale si dipana tutta la storia fino alla verita finale .pregno della filosofia orientale questo e un film da vedere piu volte per reinterpretarlo piu volte e capirlo sempre più a ogni visione.a ragione definito da spielberg e da lucas un vero e proprio cult movie.il film di otomo riprende i tratti piu salienti del manga dovendo giocoforza comprimerlo e condensarlo in 2 ore e poco piu di film ma il risultato si vede.akira combina in maniera egregia piu temi :l'amicizia ,l'anore,la sfida e allo stesso tempo i limiti della scenza umana con i propri conflitti di etica,il decadimento e il riscatto ,il mistero e l'ingiustizia oltre che ovviamnete le scene di animazione pura più belle di sempre per raccontarci tutto questo e tecniche di doppiaggio viste per la prima volta al mondo (i movimenti della bocca dei personaggi che rispecchiano veramente le parole in giappo che dicono).akira non è un film per tutti, è un film per chi non ha pregiudizi in particolr modo verso il cinema di animazione giapponese che sembra aver da anni immemorabili preso piede nelle teste di rapa dei critici e cineasti italiani che il piu delle volte sono pennivendoli, per chi sa avere la pazienza di capire un modo di fare cinema diverso e sa dare uno sguardo oltre la semplice apparenza delle cose.solo così puoì essere apprezzato appieno.akira e tutto tranne che un cartone animato gente......

AKIRA

"Akira" è un film ambientato in una delle tante Neo Tokyo che affollano le tremende visioni apocalittiche tanto care agli sceneggiatori del sol levante, nel più classico degli scenari post nucleari. Il primo pregio che salta all'occhio in quest'opera è la massima cura con cui è stato rappresentato lo scenario: una città riprodotta in maniera a dir poco maniacale, i disegni hanno un tocco di realismo che, specie per l'epoca d'uscito del film, è indubbiamente notevole, e l'intera ambientazione rappresenta alla perfezione uno scenario cyberpunk dove bande di teppisti motorizzati si scontrano mentre sullo sfondo infiammano le rivolte studentesche contro un'oligarchia corrotta e allucinati predicatori evocano la fine del mondo. Peccato che questa sia l'unica (o quasi) nota positiva dell'intero film.

Su questo sfondo, difatti, si prova a descrivere un sentimento d'infinita rivalsa d'un giovane, Tetsuo, vissuto tra i soprusi che ha sempre visto con malessere come una sorta di patetico disprezzo l'atteggiamento protettivo degli altri compagni della banda di motociclisti cui appartiene, a cominciare dal loro leader, Kaneda, uno spaccone di prima categoria: è questo il fulcro attorno al quale gira, o meglio dovrebbe girare, l'intera vicenda. Come base per costruire un'ottima storia un tema del genere è sicuramente eccellente, ma, non pago, Katsuhiro Otomo, forse costretto a pagar dazio al manga a cui s'ispira questo film, compie la scelta scellerata di appesantire la trama con elementi assolutamente estranei ad essa. Prendendo questo come punto di partenza, difatti, per complicarsi drammaticamente la vita il regista cerca d'introdurre in un alone di mistero filosofeggiante, il regista decide di inserire nel segretissimo "progetto Akira" (da cui il titolo del film), che permette la trasformazione di Tetsuo in una sorta di semidivinità, una serie di simbologie atte a confondere le idee allo spettatore, spingendosi però ad un punto tale da sembrare lui stesso confuso dalla propria opera che finisce col risultare inconcludente. La traccia del dramma di Tetsuo, proprio sul più bello, viene infatti completamente abbandonata a sé stessa per cercare di dare al film una sorta di tono intellettualoide senza capo né coda, facendo implodere una struttura che ha basi troppo fragili per poter portare avanti un discorso di tal fatta. Otomo giunge quindi al paradosso di narrare un racconto che si fonda su di una tematica emotivo-sentimentale, per poi lasciarla a metà e lanciarsi in visioni molto cerebrali che col sentimento non hanno niente a cui spartire. Il dramma interiore di Tetsuo, il suo coinvolgimento emotivo con la sua ragazza Kaori (personaggio che così facendo risulta essere sbattuto lì per semplice necessità di crescente patetismo), lo sviluppo del rapporto tra Kaneda (tratteggiato, come tutti i personaggi con l'eccezione di Tetsuo, in maniera assolutamente stereotipata) e l'affascinante ribelle Kay (è comunque interessante rilevare siano l'uno il complemento dell'altro per completare assieme la figura dell'eroe, che non è dunque un singolo personaggio) vengono trattati in maniera più o meno superficiale e messi presto o tardi nel ripostiglio per essere sostituiti da un crescendo di esoterismo posticcio che culmina in un finale d'una pretenziosità mostruosa: riuscire a coniugare due filoni così distanti (l'uno basato sul sentimento, l'altro sul simbolismo più astruso) in un'unica storia non è certamente facile, ma nessuno obbliga a cimentarcisi, ed in questo caso il risultato è un misero fallimento.

In conclusione, Katzuhiro Otomo, nella foga di voler affascinare il pubblico con un'opera che non vuol dare risposte, doveva ricordarsi di un aspetto fondamentale: in questo film, in fin dei conti, mancano le domande.

Edited by Lord Zaku III

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Il vecchio Z 「老人Z」

Titolo Originale: Roujin Z 「老人Z」

Produzione: © 1991 Tokyo Theaters Co., Inc. - The Television Inc. - Movic Co. LTD - TV Asahi - Sony Music Entertaiment Inc. / © 1994 Manga Entertainment LTD

Durata: 80 minuti c.ca

Regia: Hiroyuki Kitakubo

Soggetto: Katsuhiro Otomo

Sceneggiatura: Katsuhiro Otomo

Mechanical Design: Katsuhiro Otomo

Character Design: Hisashi Eguchi

Art Design: Satoshi Kon

Direzione Animazioni: Fumio Iida

Musica: Bun Itakura

Disponibilità Italiana: Nessuna

Roujin Z è uno di quegli anime sprofondati nel limbo dell'attesa, dopo la dipartita della Polygram. L'oav in questione, proprietà della manga entertainment qui per la distribuzione europea infatti verosimilmente sarebbe stato pubblicato anche in Italia, vista l'eccellente qualità nonché il famosissimo cast di mostri sacri che ha partecipato alla lavorazione, ma purtroppo si ritrova ad essere sconosciuto a tutti quelli che non bazzicano il panorama dell'import. Grazie alla collaborazione ormai storica di WangaZINE con EuroAnime siamo riusciti a reperirne una copia della versione VHS (quella più economica e quindi più alle tasche di tutti... per chi non bada agli spiccioli consiglio caldamente la versione DVD) in lingua inglese, sicuri che apprezzerete il nostro sforzo nel cercare di far uscire dall'anonimanto uno degli OAV più importanti dell'inizio anni 90, nonché un coacervo di menti pulsanti che hanno reso l'animazione giapponese tanto importante nel passato quanto nel futuro.

Un nome solo vi dovrebbe rendere l'idea del livello di qualità e di dettaglio riservato a quest'anime e cioè Katsuhiro Otomo (il papà di Akira) che è autore del Soggetto della sceneggiatura e del mecha design di questo Roujin Z.

Avete visto Akira?

Bene logicamente non ponetelo come termine di paragone (altro è il budget stanziato), ma tenete conto della maniacalità nei dettagli che è la firma di Otomo e piazzate la vhs nel videoregistratore (o eventualmente il dvd nel lettore) rinfrancati dal fatto che il maestro non si è affatto lesinato neanche in questa produzione. Forse l'unica pecca, ad essere proprio cavillosi ed eccessivamente di bocca buona, la si può riscontrare nella direzione delle animazioni di Fumio Iida (alla direzione delle animazioni anche in un altro classico quale Le Ali di Honneamise) che in alcuni casi (pochi ma ci sono) commette alcuni errori imperdonabili come ad esempio l'eccessivo contrasto di colore tra disegno animato e disegno di sottofondo. E' un errore classico della vecchia scuola di animazione di prima dell'avvento della CG odierna e dei supporti computerizzati (teniamo conto che l'anime e del 1991) e che veniva corretto manualmente sulle cels dai direttori di animazione che si accorgevano degli eccessivi contrasti che potevano stonare e rendere l'animazione sgradevole e prevedibile ai i palati fini. Alla regia abbiamo un veterano della cinepresa che aveva collaborato con Otomo già in Akira come membro dello staff relegato alla Computer Graphics. In seguito si acquisterà fama e gloria personale con alcune direzioni veramente eccellenti tra cui quella di Blood The last Vampire e gli oav di JoJo. La telecamera sa posizionarsi nelle situazione migliori per rendere possibile la migliore visione panoramica del tutto non dimenticando quel pizzico di Fan Service prettamente nipponico che però non risulta affatto sgradevole come in altre produzioni (Aika?). Della sceneggiatura e del soggetto scritto di pugno dal maestro Otomo, credo sia bene dilungarsi. La trama è quanto di più particolareggiato si possa volere, aldilà della atmosfera poco ragionata e affatto pesante che pervade per tutta la durata dell'anime e del leit-motiv che condiziona l'OAV (una macchina direttamente collegata all'apparato fisiologico di un anziano signore e la volontà da parte della sua infermiera di aiutarlo a liberarsene) il lavoro svolto da Otomo è minuzioso nei particolari che accompagnano le vicende dei due protagonisti, Haruko e il vecchio.

Senza dilungarmi troppo tenete conto del fatto che l'apparato militare è strettamente legato a quello medico e che il tradimento per denaro è una caratteristica molto umana (E che vordì? Guardate l'oav e lo saprete).

Come dicevo prima, tutto l'anime verte intorno a due personaggi, l'infermiera tirocinante Haruko e l'anziano signore di cui lei si occupa. La vita passa tranquilla per i due, quando un nuovo progetto esce dalle menti del governo nipponico. Razionalizzare le spese mediche meccanizzando i processi di intervento sui malati. In pratica senza congestionare i reparti ospedalieri una macchina a casa del malato si occuperebbe completamente di lui, intervenendo laddove necessario e occupandosi anche della pulizia del soggetto.

Ma chi si occuperebbe dell'aspetto umanitario e dei sentimenti del paziente su cui la medicina si basa solidamente per un repentino processo di guarigione?

Questa è la domanda di Haruko e dei suoi colleghi (preoccupati, loro, più che altro per il rischio di rimanere disoccupati) a cui però i funzionari governativi non fanno molto affidamennto, fino a quando qualcosa di imprevisto succede: la macchina si ritrova a ragionare di suo pugno seguendo gli imput fonitigli dal paziente, comincia ad essere un organismo senziente. C'è qualcosa sotto tutto ciò? O è un semplice difetto di fabbricazione?

Per quanto riguarda il character design, pongo solo l'attenzione sul fatto che il signor Hisashi Eguchi (che a molti potrebbe risultare sconosciuto) è l'autore del chara design di due altri mostri sacri dell'animazione degli anni '90 e cioè Perfect Blue e Spriggan. E' quindi un disegnatore di notevole caratura che non a nulla da invidiare agli altri membri del cast e che in questo OAV potremo vedere finalmente lavorare anche utilizzando le classiche deformazione facciali umoristiche dell'animazione nipponica.

Due ultime parole le riservo all'Art Design e al compositore delle musiche. Satoshi Kon non merita presentazioni, è il regista di uno dei miei anime preferiti, Perfect Blue, la sua direzione artistica è il giusto anello di una catena ben salda che difficilmente ha visto così tanti artisti di una così elevata caratura lavorare assieme, mentre le musiche di Bun Itakura molto sperimentali ricordano molto quelle di Yamashiro in Akira. Credo che altro non vi possa dire.

Eccellente cast, ottime animazioni, interessante e divertente storia. Un anime che va gustato senza esitazioni. L'unica pecca è l'assenza di una localizzazione in Italiano. Se avete una buona conoscenza dell'inglese vi consiglio caldamente l'acquisto della VHS, altrimenti dirottate sul DVD che presenta anche i sottotitoli (sempre in inglese) di più facile comprensione. Buon divertimento!

VOTO:9

Nota:

Dal 13 Aprile 2005 è disponibile in giappone La versione dvd rimasterizzata di questo film " Roujin Z HD Remastered [老人Z HDマスター版] "

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World apartment horror 「ワールド アパートメント ホラー」

Titolo originale: World apartment horror 「ワールド アパートメント ホラー」

Anno: 1991

Regia di: Katsuhiro Otomo

Cast: Hiroyuki Tanaka, Yuji Nakamura, Weng Huarong, Kimiko Nakagawa

Disponibilita italiana: Nessuna

Ita, a twenty something Yakuza on a lower rung of the gang ladder, makes his way down a quiet backstreet. With his smart shades, slicked back hair and a cigarette drooping from his lips he looks every inch the young hood. He stops outside a dilapidated block of apartments and looks around, taking in the rundown environment and glancing at the garbage lying nearby. Cautiously, he walks into the building.

Standing in the entrance hall he removes his shades so as to take in the full gloom of the place. Noticing an old phone he picks up the handset to discover that the cord has been cut. "So that's why no-one answered it...," he muses.

Slowly venturing upstairs he knocks sharply on a battered wooden door which has a small diamond shaped emblem on it. Calling out for his brother Iri, Ita knocks again and again. When no answer is forthcoming he assumes that there must be something wrong and becomes more frantic in his gestures. Suddenly, a bullet rips through the door from inside and Ita dives backwards to take cover. Looking up he sees an eye peering at him through the hole in the door. Ita pleads with Iri to let him in and after several feverish exchanges he finally gets his wish. Entering the apartment, Ita notices Iri's sick pallor - something made even more dramatic by the flickering candlelight in the dim room. Composing himself, Ita passes on the message from their boss Kokubu, a simple message - it says only that Iri should get in touch with Kokubu straight away.

Back at the local Yakuza base Ita is dismayed when he finds himself landed with the job of going back to the apartment block to clear the other inhabitants out of the building. The block needs to be demolished as soon as possible and Ita is given one week to persuade the inhabitants to leave their homes...

Wading back into the apartment block with his ghetto blaster cranked to 10 he makes his way to Irii's tiny apartment. As he slowly walks there he meets a group of young Koreans, a timid Indian youth, a Phillipino called Jose who works as a bouncer in a nightclub and Chan, a serious looking Chinese student. The latter informs Ita, after an initially frosty conversation, that there is a ghost in the building.

Iri's apartment is deserted so Ita begins to make himself at home, packing away Iri's things to give himself more living room. Without wasting any time, Ita puts his psychological warfare plan into top gear. One evening he turns up his Karaoke machine, opens his apartment door and walks out into the corridor - all the while belting out some off-key lyrics. In the corridor other apartment doors open slowly and blank expressions peer out from the darkness to see what is going on.

Ita quickly creates an intimidating atmosphere whenever he is around, something achieved mainly by never talking calmly to his neighbours but always leaning towards them and shouting at the top of his voice. He taunts them mercilessly at high volume, but most of the times his victims simply stare back. The group of Koreans even playfully misquote a lot of what he says - infuriating the young Yakuza even more.

After a couple of days the psychological war on his neighbours appears to be losing its impact so Ita tries another strategy. He removes the main toilet cistern, hoping that this will drive at least some of them away. As he removes the cistern and the main pipe he notices the wall covering peeling away and, intrigued, he begins to pull the paper off the wall. With one final tug the paper rips away, leaving a strange painting of an Asian deity's face staring back at him. Startled, Ita makes his way back to the apartment where he ponders over what he has seen. Nearby, a small television set in his room is running the local news and the main feature concerns an audacious robbery from a nearby museum. The thief managed to steal an ancient death mask, an item of alleged magical power that could be used for evil purposes. As Ita watches this the ceiling in his apartment starts to buckle and slowly undulate. Staggering to his feet he grabs a katana left behind by Iri and plunges the blade into the ceiling.

Misaki, one of the Yakuza's prostitutes, turns up to see Ita. The latter sees his opportunity for more psychological warfare and has sex with her on the floor, leaving the apartment door wide open so that everyone in the corridor can see them. Slowly, the neighbours doors open and they peer into Ita's apartment, silently watching the two of them on the floor. Misaki looks back and comments that everyone is watching but Ita replies, "after I've screwed you I'm going to screw them."

Yakuza brother Shouiji turns up and gives Ita the benefit of his knowledge of the building, informing Ita of how the previous Japanese inhabitants have all been driven away by a mysterious ghost. Ita will have none of it, saying that he is made of far sterner stuff than Iri before suggesting that they get to work immediately in setting off all the smoke bombs that Shouiji has brought with him. The bombs create panic in the building but rather than fleeing the inhabitants seek out Ita and once the true culprits and motivations are discovered the inhabitants quickly return to their apartments.

Taking the strongarm approach again, Ita marches up and down the first floor with his samurai sword over his shoulder. With every step he leers at all the people cowering away from him, shouting into their faces that they should leave immediately or expect the worst. Yet, for all Ita's racist taunts, he is starting to look desperate and is rapidly running out of ideas on how to win in the face of such indifference. Also, the overbearing sense of paranoia is starting to take its toll on his own psyche. This is added to when, just as Ita is launching into more racist taunts, the main lights fizzle out and all the cans of beer that Shouiji is carrying start exploding.

Next morning an edgy Ita is woken by the sound of a phone ringing. Getting out of bed he moves downstairs to the main hallway and picks up the telephone, looking at the handset blood starts to pour out from the mouthpiece - and the telephone cord is still severed. Shrieking, Ita throws it to the floor and as he turns around he notices a ghostly backlit figure in the main doorway. Stumbling backwards he is relieved to see Misaki slowly step inside.

With Misaki turning up they head back to Ita's apartment and begin to get undressed. However, Misaki soon runs away in terror, claiming that the ceiling is moving in Itta's room. Ita calls after her in vain as his neighbours blankly look on.

Receiving a message that the time to get the people out of the apartment is now up, Ita has no choice but to call Kokubu. His boss tells him that the soft approach is now off the menu and forces Ita to agree to remove the inhabitants permanently - or Kokubu and his men will come and do it for him. Ita agrees and stumbles away from the phone. Nearby, the Yakuza messenger notices Ita's alarmingly dishevelled appearance and his broken man atmosphere. As Ita walks away we see that he is barefoot.

Returning to the apartment he locks himself away, just as Iri had done, and continues to vent his anger and frustration at the invisible phantoms all around him. Elsewhere, the young Chinese student Chan has invited his new Witch Doctor friend to come to the apartment block in a last, desperate attempt to rid the building of its evil spirits...

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Comment:

Katsuhiro Otomo is a name that should be instantly recognisable. His 1988 feature ‘Akira’ is widely regarded as a stunning breakthrough moment, responsible for switching many a young western mind on to the delights of anime. This striking film showcased Otomo’s talent in breathtaking style so it is a little intriguing to note that, a couple of years after the success of ’Akira’, Otomo turned his back on animation and directed a live action feature - the darkly grotesque ‘World Apartment Horror.’

Considering Otomo’s CV it is a little surprising that ‘World Apartment Horror’ has not had more attention. Given that this 1991 feature also sees an early first performance by popular cult actor Hiroyuki Tanaka (AKA –Sabu) (who incidentally won the Best New Actor award at the 13th Yokohama Film Festival for his role as Ita) this lack of recognition is perhaps even more surprising. Sabu, now carving a career for himself as a Director, has appeared in many recent productions including Takeshi Miike's infamous ‘Ichii The Killer’.

The main theme in 'World Apartment Horror' doesn't need any undressing as it's pretty much in your face from half-way through the first reel. Racial and cultural prejudices provide the basic thematic platform throughout, giving the many confrontations that litter the film an extra frisson. Of course, such themes have been explored before but it is Otomo's darkly humorous comical treatment that gives 'World Apartment Horror' an individual edge.

Playing like a pantomime of the grotesque, comedy and drama criss-cross in the myriad confrontations that occur between all of the characters where perceived cultural differences allow for constant misunderstandings and manipulations. This friction gives the film a nervously comedic feel but Otomo's real individual masterstroke is the setting he has created for these confrontations to take place - a setting where confrontation is simply unavoidable. The extremely small stage created by the apartment block supplies a stifling level of claustrophobia and creates such an intense atmosphere that every statement, action and message is accompanied by a feeling of paranoia.

The apartment also mirrors the cultural balance that neatly exists within the apartment block - until Ita turns up that is. Otomo clearly shows how a fragile peace and tolerance is the everyday norm and how each of the inhabitants has created their own makeshift home. This idea of worlds within other worlds finds an intriguing parallel with the hysterical paranormal subplot that runs throughout. Otomo also mirrors this whole idea in Ita's plight, where the young Yakuza’s inability to grasp this subtlety sees him wandering around unable to figure out if anyone is in the other rooms or not. It is also highlighted in other sequences where Ita shouts vainly at locked doors or where he marches up and down corridors barking out threats at invisible opponents. What Ita does, he does in isolation and is completely unable to break through into the areas actually occupied by the others. Once all the apartment doors are closed, Ita is at best a distant threat - a point that Otomo is quick to create a lot of humour from.

The supernatural aspects in this film creep stealthily into the melting pot, acting as something of an abstract link between the various cultures. Again, Otomo creates a fair amount of mirth from this fusion, encouraging the viewer to smile wryly as the cross-cultural divide is bridged with a fair old dollop of cheesy 'we're really all the same' style banter. The perceived nature and/or threat of the supernatural certainly bands everyone together, allowing each of the inhabitants to bring their own cultural perspective to bear on the problem. Chan, the bookish Chinese student, actually takes a lead here when he invites his new Witch Doctor friend back to the apartment block. The Witch Doctor figure becomes a galvanising force at the end of the film, alongside providing a comically overblown centrepoint to herald in the manic last ten minutes.

Sabu's performance is superb throughout, portraying the clueless young Yakuza perfectly and managing to inject an element of vulnerability at the same time. He effortlessly manages to show Ita's frustration and lack of skill in handling the indifference he is faced with. There is also a clumsy edge to the character of Ita which Sabu brings to the fore. This is a trait that the Koreans in particular exploit, most notably when they outfox the Yakuza during one of their poker sessions.

While this film probably just falls short of overlooked gem status, for fans of Japanese cult film it is definitely worth tracking down. Otomo has created a clever horror here with more than a few elegantly guilty laughs along the way. An absorbing experience helped by some excellent performances, the richness of the material itself and an all-encompassing, highly refined tone of uneasiness. Just the way we like them!

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Memories 「メモリース」

Titolo originale: Memories 「メモリース」

Regia: Koji Morimoto, Tensai Okamura, Katsuhiro Otomo

Tratto dall'omonimo manga di: Katsuhiro Otomo

Durata: h 1.50

Nazionalità: Giappone 1996

Disponibilità Italiana : DVD Inglese presenta traccia Italiana 2.0

«In the future, present or imaginary world, MEMORIES reveal themselves, like roses petals opening»

Memories è un film in tre episodi che non hanno tra di loro nessun filo comune, né narrativo né tantomeno iconografico, in quanto stilisticamente molto diversi tra di loro. Se proprio si vuole trovare un motivo di legame interno al film (oltre a quello di essere tratto da storie disegnate dallo stesso autore, Katsuhiro Otomo) si potrebbe affermare che le tre storie si prestano quanto ad ambientazione ad essere interpretate come una specie di viaggio nel tempo: il futuro nel primo episodio, il presente nel secondo e il passato nel terzo (anche se l'autore indica questo terzo episodio come mondo immaginario).

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Magnetic Rose 「彼女の想いで」

di Katsuhiro Otomo

regia Koji Morimoto

Sono passati molti anni da quando ho letto per la prima volta A Rose for Emily di William Faulkner, ma non sono mai riuscito a dimenticare quella storia così straordinaria e sorprendente. Un racconto di per sé abbastanza semplice e lineare: la morte di una donna (Emily per l'appunto, che ha vissuto gli ultimi anni della sua vita rinchiusa nella propria casa senza mai conoscere l'amore, se si eccettua una breve storia con un tecnico venuto in città per dei lavori di ammodernamento) porta allo scoperto una situazione sorprendente: non riuscendo ad accettare il fatto che l'uomo l'avesse abbandonata, Emily lo aveva ucciso e aveva nascosto il suo corpo in casa, vivendo accanto al cadavere un presente immobile.

Una storia abbastanza semplice, si diceva, ma la grandezza del racconto sta tutta nella narrazione, una sovrapposizione di piani temporali che si incastrano tra di loro generando un'intercambiabilità tra causa ed effetto fino a confondere la percezione del lettore.

A Rose for Emily ha suonato prepotentemente tutti i miei campanelli di allarme mentre guardavo Magnetic Rose. Infatti le due storie hanno molto in comune: un gruppo di cacciatori di detriti spaziali si mette in contatto con un veicolo spaziale abbandonato che lancia uno strano messaggio di soccorso, l'aria Un Bel Dì Vedremo tratta dalla Madama Butterfly. Due membri della spedizione entrano all'interno del veicolo e rimangono invischiati nella realizzazione olografica dei ricordi di colei che possedeva il veicolo, una cantante d'opera di successo che una volta persa la voce è stata abbandonata dal suo grande amore, Carlo Rambaldi (sic!). Lei lo ha ucciso e lo ha reinserito all'interno di un mondo immobile, un mondo artificiale fatto di ricordi resi tangibili. L'ultima scena mostra un cadavere semi-mummificato disteso sul letto, come nel finale del racconto di Faulkner.

Non so se le similitudini tra le due opere siano volute o meno, non so se Otomo conoscesse il racconto di Faulkner quando ha scritto Magneti Rose, ma le somiglianze sono sorprendenti e va anche aggiunto che uno dei due uomini che entrano nel veicolo rimane imprigionato nel processo di visualizzazione dei ricordi e rivive la morte della propria figlioletta che si chiamava, per l'appunto, Emily.

A Rose for Emily ha come tema principale il passare del tempo: nella società agraria degli stati suddisti la sconfitta nella guerra di secessione ha messo in moto una rivoluzione che trasforma quella società fin nelle radici più profonde. Investita da questo cambiamento Emily si difende non accettando il mutamento: non accetterà la morte del padre, non ammetterà la morte del suo benefattore e, soprattutto, non si adatterà mai al fatto di essere stata abbandonata dall'uomo che amava. L'immobilità della morte sarà l'unica risposta a tutti questi cambiamenti, una immobilità difesa dal buio della sua casa.

Pure in Magnetic Rose il tempo svolge una funzione dominante, anche se in questo caso non ha tanto la valenza del cambiamento quanto quella dell'invecchiamento, del superamento. La squadra di recupero si muove in mezzo all'ammasso di detriti spaziali e ricerca le cose ancora utili, distruggendo tutto il resto. Figli di una società ormai ingombra di reperti, i membri del gruppo si fanno spazio tra un ammasso informe di testimonianze del passato, salvando solo ciò che ha valore economico e, ironicamente, in questo processo rimangono catturati dalle più inutili testimonianze del passato: i ricordi. E contro i ricordi non vale nessuna strategia di difesa. Come Emily non ammette la morte di Sartoris e fa riferimento a lui come se fosse ancora vivo, anche Heintz, il cacciatore di reperti che entra nel satellite, non ammette la morte della figlia: il comandante della nave di recupero si rivolge a lui dicendogli, "...Hai una figlia, vero? Ma ha ancora dieci anni..." e lui non ha reazioni di sorta. Una volta all'interno del veicolo in deriva, osservando la statuetta di un putto che cade dal tavolo si ritrova immerso nella vicenda della propria figlia, che è morta cadendo dal tetto mentre, per gioco, cercava di seguirlo. Inizia così il percorso che lo porterà alla dissoluzione della barriera tra realtà e ricordo.

L'iconografia con cui è rappresentato il mondo ricreato all'interno del veicolo, vasti saloni settecenteschi e personaggi in domino; un'ambientazione che sta alla base del melodramma, affiancata dalla musica di Puccini che rappresenta la fine e il superamento del melodramma stesso; un tratto barocco che come le scenografie operistiche si caratterizza per la commistione di stili, più ricordati che riprodotti fedelmente… tutto tende a sottolineare la precarietà tra realtà e ricordo in un viaggio all'interno della psiche umana, al di sotto dello sfavillio della facciata esteriore del mondo attuale, verso le profondità labirintiche dei reperti oscuri e cadenti della memoria: quasi un Solaris giapponese.

Il tratto del disegno ha un sapore prettamente americano e molto spesso sembra di rivivere scene tratte da Via col Vento.

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Stink bomb 「最臭兵器」 

di Katsuhiro Otomo

regia Tensai Okamura

Stink Bomb (regia di Tensai Okamura), secondo episodio del film d'animazione giapponese Memories.

Ha un valore solo se visto come parodia di gran parte della produzione robotistica giapponese. Un impiegato di un istituto di ricerca che soffre per un brutto attacco di influenza si convince a prendere delle pillole che si trovano nell'ufficio del capo. A dispetto di quanto tutti pensavano, non sono però pillole contro l'influenza ma una micidiale arma batteriologica. Il malcapitato impiegato si risveglia dopo un sonno ristoratore in una città deserta, tutti gli abitanti sono morti colpiti da una misteriosa epidemia. Messosi in contato con gli uffici centrali di Tokyo gli viene ordinato di portare tutti i documenti segreti in città. Si mette in viaggio ed inizia a diffondere l'epidemia: infatti la malattia si propaga attraverso una specie di fumo color zafferano che emette un forte odore e che viene sprigionata dal corpo del ricercatore in quantità direttamente proporzionale al suo stato emotivo. Una volta scoperta la provenienza dell'epidemia, per fermare l'uomo, invece di un semplice avvertimento e di una quarantena, si fa ricorso a dosi massicce di mezzi di distruzione in un'escalation comico surreale che non fa altro che aumentare lo stato emotivo del portatore sano causando sempre più disastri. Paradossale è la fuga del ricercatore in moto mentre viene bombardato da migliaia di aerei che dimostrano una mira veramente pessima (non esistono più gli istruttori di un tempo!).

Il finale? Be', almeno questo non ve lo roviniamo! (anche se è un po' scontato).

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Cannon Fodder 「大砲の街」

di Katsuhiro Otomo

regia Katsuhiro Otomo

Cannon Fodder (regia di Katsuhiro Otomo), terzo episodio del film d'animazione giapponese Memories. E' senza dubbio l'episodio più poetico e filosofico, e quello con la grafica più originale e sorprendente. Ambientato in una dittatura (comunista?) di natura steampunk e con una iconografia che ricorda immagini e gusto del tratto artistico caratteristico del periodo della prima guerra mondiale in Europa, con un misto di fanatismo imperiale mitteleuropeo e spinte rivoluzionarie del Realismo Sovietico, narra la giornata di una famiglia tipo del sottoproletariato di una società standardizzata, tutta tesa alla realizzazione di un unico scopo, sparare con immensi cannoni a vapore contro il nemico che vive in città volanti che però non vengono mai mostrate. Alla lunga è forse l'episodio che più rimane impresso nella mente e quello che più scava all'interno delle certezze dello spettatore, grazie soprattutto alla disperata solitudine dei personaggi imprigionati all'interno di una società-cannone e senza alcun contatto con la realtà: le città volanti del nemico non si vedono mai (e forse non esistono?). Il fulgido eroe immortalato in un quadro epico rivive nelle visioni di gloria di un bambino trasformandosi in un cartone animato infantile che mina alle basi la rassicurante monotonia della vita quotidiana del padre del ragazzo.

Le Opinioni Della Gente...

Questo cartone e' in assoluto uno dei miei film preferiti

e non bestemmio se dico che e' all'altezza di uno qualsiasi dei nostri film moderni occidentali.

Il primo episodio,Memories,che da' titolo a tutto il "progetto" e' tratto da un fumetto di Otomo omonimo che risale,ormai,a svariati anni fa( il fumetto me lo regalarono,tra le altre cose al mio 17°compleanno e gia' era uscito da un po' adesso ne ho quasi trenta....)premesso che i fumetti di Otomo sono qualcosa che bisogna aver letto come altrettanti classici di letteratura,consiglio questo fumetto in particolare che e' stato pubblicato e tradotto in italiano

Ci sono poi altre raccolte notevoli, c'e'Domu,Hans e Gretel per chi avesse la fortuna di trovarlo(Sono favole un po' "rivisitate"nel classico stile Otomo e il book si conclude con una versione sulla vita di Gesu' di Nazareth non proprio come ce la ricordiamo noi!)e perche' no Akira.Ma non divaghiamo...

Il primo episodio e' stato tratto dal fumetto del maestro ma mi sembra di ricordare che la regia fosse di qualcun'altro...tant'e'...

Sono d'accordo con chi afferma che potrebbe far impallidire un qualunque solaris

senza nulla togliere a Tarkovskij qui ci guadagnamo in fruibilita'che e' sicuramente piu' scorrevole e meno palloso!

E che immagini...penso spesso che nei cartoni ci si piu' freschezza ,innovazione e fantasia di un qualsiasi film d'azione.

il secondo episodio:Stink Bomb,la bomba puzzolente e' troppo carino...

se vuoi meno fantasioso nella scelta delle immagini ma mi sembra un tributo a quella vecchia,fantastica,serie che era :ai confini della realta'.

Sto tipo,dopo aver dormito sul posto di lavoro,si sveglia e trova tutte le persone nell'edificio morte stecchite e non solo loro...da li parte tutto.

l'episodio e' divertentissimo.

E' grottesco e non appena si scopre il meccanismo che fa scattare i decessi bhe'un delirio...non aggiungo altro!

Il terzo e' un film particolarissimo che e' ,tra le altre cose,tutto girato in piano sequenza e questo,sono sicuro,e'per la regia di Otomo

C'e' questo posto dove tutti si preparano ogni santo giorno ad andare in guerra...

un delirio...

Esisite un dvd (della dynamic?)che e' stato tradotto in italiano

ma non si trova facilmente.Consiglio a tutti di acquistarlo perche' e' tra uno dei nuovi capolavori del cinema orientale.

Questo per chi dice che i film orientali fanno schifo e purtroppo e' una frase che leggo spesso su sto sito....

Pore creature...

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Questo è il primo film che vedo di cui sono venuto a conoscenza visitando questo sito, e devo proprio dire che è un ottimo film. Hanno già detto tutto quelli prima di me, posso solo dire che il primo ed il terzo episodio sono da 10 e lode, mentre quello di mezzo rimane comunque molto interessante. Voto arrotondato per eccesso, ma non di molto.

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Ecco il capolavoro; fareste bene a dargli un'occhiata, e a cercare di capire perchè il cinema occidentale si è irrimediabilmente perso mentre quello orientale è in pieno fermento.

memories; una raccolta di tre cortometraggi nettamente diversi fra loro, e francamente senza nessun filo conduttore. le trame le avete potute leggere nel commento di jo, quindi passiamo oltre. Lo stile dei tre corti è differente, così come intenzioni e impatto. Il secondo è francamente una storiella divertente e divertita, e nulla più; fosse stata sostituita con qualcosa di più consono avrebbe reso l'atmosfera di memories quasi insopportabile. Culmine dell'angoscia è il terzo episodio, tra lynch e Orwell; inquietante, mi ha messo addosso una sensazione di palpabile fastidio. Il tratto asciutto e pastoso (alla munch) aiuta di certo. ma ragazzi, la standing ovation è per il primo episodio, in cui un computer impazzito proietta ologrammi che si confondono con le memorie dei due astronauti. E a costo d'essere linciato pubblicamente, un solo fotogramma di quest'episodio è in grado di stracciare un Solaris qualunque.

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Film composto da tre cortometraggi caratterizzati ciascuno da una propria particolarità. Il primo, girato da Morimoto, fa venire in mente Solaris, e la fuga nell'introspezione, nel passato, nelle memorie appunto. Il secondo è invece d'una macabra ironia a tinte foschissime, prenso di misterioso irrealismo che non lascia risposte. Il terzo, infine, è forse il migliore. Sembra una rilettura del 1984 orwelliano. Perché condensare questi tre cortometraggi tutti assieme in un'unica opera, chiamandola "Memorie"? Se nel primo, un'avventura ambientata in un futuro abbastanza remoto ma profondamente invischiata nel passato, la connessione è più che palese, già negli altri due il discorso si fa molto più labile. Forse che il secondo, ambientato nella contemporaneità, sia una sorta di rilettura nerissima delle possibili devastazioni del mondo contemporaneo, o che la memoria sia in realtà ridotta in questo caso ad un sogno? E' difficile associare quest'intermezzo tra i due altri cortometraggi, sicuramente più chiaramente identificabili. Già, perché l'ultimo lavoro, quello di Otomo, sembra decisamente ricalcare l'ambientazione creata da Orwell, quella di una dimensione senza tempo in cui la memoria viene cancellata nel nome del combattimento perenne in difesa di una fortezza (roba da far impallidire "Il deserto dei Tartari" di Buzzati) contro un nemico invisibile e molto lontano. La cancellazione della memoria, lo straniamento da sé nel nome di un gigantesco rituale collettivo nel quale l'individuo non esiste ed in cui l'uomo si fa schiavo della macchina, ribaltandone il ruolo da mezzo a fine.

In definitiva, seppur in maniera differente, i tre cortometraggi sono comunque di buona qualità, e forniscono plurimi livelli di fruizione, dal semplice svago a qualcosa di più approfondito.

FONTI:

www.mangadb.it,it.wikipedia.org/wiki,nonsolomanga.it,wangazine.it

webzine.anigate.net/,cdjapan.co.jp/,dvdrama.com/

filmscoop.it,filmup.leonardo.it/,web.tiscali.it

bizarreingredients.co.uk,intercom.publinet.it

P.s.

Al piu presto aggiornamenti per la sez. anime

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Complimenti! shock.gif

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Ti voglio bene!! happy.gif

Grande, grandissima biografia...

per un grandissimo genio moderno.

tan

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yume finalmente ti 6 deciso rex-getta1.gif

hai visto che qua sappiamo capire quando uno si impegna sul serio?

complimenti vivissimi per questo topic d'oro

inutile dire che è in home

sono felicissimo di leggere i tuoi topic icon15.gif

emote11.gif

Edited by Lord Zaku III

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... un lavoro impressionante... complimenti yume... enciclopedico...

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wow, altro ke post, si potrebbe fare un sito solo su tutte le info contenute in questo topic!

Veramente sensazionale, complimenti per il super lavoro svolto.

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wow, altro ke post, si potrebbe fare un sito solo su tutte le info contenute in questo topic!

se volete io sono disposto a crearlo

per Otomo questo & altro wink.gif

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e per Oshii no? dai zaku, rendi omaggio alla biografia che ho fatto dai, così che smanetti tu a cambiare il codice del post, fammi sto regalo di compleanno dai biggrin.gif

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/me scappa in croazia per 3 settimane gne gne gne.gif

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