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Judicator

[OUR] [FREEDOM] Net neutrality

13 posts in this topic

"When I invented the Web, I didn't have to ask anyone's permission.

Now, hundreds of millions of people are using it freely."

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LA NEUTRALITA' DELLA RETE

Leggete e diffondete tutti, pliz.

"Ancora una volta il Parlamento americano si è costituito in Authority delle telecomunicazioni del globo, definendo soluzioni e regole che inevitabilmente tracimeranno sui mercati globali. Il voto con cui la Camera dei Rappresentanti ha di fatto bocciato l'idea della neutralità della rete, aprendo la porta all'assalto della banda larga da parte delle telecom e dei service provider segna una svolta radicale per l'intero mercato multimediale. Non sono solo Google o eBay, le due principali controparti di AT&T nella controversia finita davanti ai parlamentari americani,ad avere perso.

L'obbiettivo del voto dei deputati americani è quello di frenare il processo di orizzontalizzazione del sapere e della comunicazione nel mondo, sostenendo chi - le telecom e i titolari delle infrastrutture e del copy right, prevalentemente americani- oggi vuole reimporre un modello proprietario, dove la circolazione delle esperienze e dei servizi è condizionata dal pagamento per l'uso della rete, e dunque ancora di più dalla proprietà delle infrastrutture di base.

Si ritorna ad una gerarchia fordista, dove il controllo lineare delle strutture produttive determina la distribuzione dei beni comunicativi. La rete aveva rotto questo modello, innestando un processo non lineare, dove l'accesso ai contenuti era svincolato dal rapporto con la proprietà delle infrastrutture. E già questo aveva creato un rinascimento multimediale, dove da ogni parte del globo si acquisivano competenze e servizi liberamente, incrementando il valore del sapere complessivo.

E'questo il motivo per cui in dieci anni è mutata la geometria dello sviluppo, per cui paesi come India e Cina hanno potuto produrre, accumulare e sopratutto distribuire sapere ed esperienze, senza dover ripercorrere tutti gli stadi dello sviluppo tradizionale. E probabilmente già questa dinamica ha turbato i vecchi equilibri geo economici , portando i vertici americani a diffidare delle nuove potenzialità della rete.

Ma le logiche open source e peer to peer tipiche del mondo di Internet in realtà hanno prodotto anche un altro fenomeno del tutto inedito nell' economia capitalista: la gratuità di accesso ai beni primari dell'economia della conoscenza ha incrementato e non svalutato il mercato, incentivando un numero straordinario di imprenditorialità che si sono riversate sul mercato mondiale, accrescendo in maniera incredibile il valore aggiunto di ogni singolo prodotto della rete.

Non ci spiegheremo perchè in soli 8 anni Google sia passato dalla capitalizzazione di un milione di dollari a quella attuale di 120 miliardi di dollari, incalzando la mitologica Microsoft e oscurando i vecchi imperi come la General motor o la City Bank.

Insomma siamo nello snodo strategico di un nuovo passaggio economico, con la transizione al cosidetto web 2.0, una trasformazione che accellererà ulteriormente il valore dei beni immateriali e dove sarà acquisito una volta per tutte il criterio di usabilià e di accessibilità neutra e naturale. Un passaggio che potrebbe vedere le vecchie gerarchie economiche irreversibilmente incrinate, con i grandi marchi dell'economia patrimoniale, come appunto le Telecom, i centri finanziari, le Major cinematografiche, superati dai grandi nuovi centri servizi on line come Google, e- Bay, Bit Torrent, ecc.

In questo contesto la decisione della Camera dei rapprentanti americani indica una vera nuova guerra preventiva, o meglio un tentativo di resistenza che potrebbe aprire una falla irreparabile nel sistema statunitense. Per la prima volta infatti gli Usa non sono in grado di schierarsi con la parte più dinamica del capitalismo, non sono più alleati con il progresso economico ma cominciano a giocare di rimessa, a rimettere i paletti allo sviluppo, a cercare una protezione contro l'innovazione. Si ripete il conflitto fra allevatori e agricoltori che segnò la nascita degli USA: con i primi che volevano liberare gli spazi per i pascoli, e i secondi che volevano recintare le praterie. Oggi al centro della contesa è la rete, la sua fruibilità, la sua equa accessibilità.

Una partita dove l'Europa non può essere assente, a cominciare dal nostro paese. Abbiamo uno strumento concreto per entrare in campo: affermare nella nostra sovranità territoriale la neutralità della rete, a cominciare dal mercato televisivo, che è quello che ancora possiamo governare. Rete neutra e libera significa nella transizione verso il digitale- terrestre, satellitare e cavo, separare il possesso dell'infrastruttura da quello dei contenuti.

E' questo un passo che aprirebbe le gabbie, dando al paese, al suo nuovo governo, una leadership nella liberalizzazione dei servizi e delle produzioni. Neutralità della rete significa anche piena liberalizzazione dei nuovi standard di connessione wireless come il WiFi e il Wi Max. Signifca anche rovesciare , finalmente, la logica con cui si governa il sistema multimediale, uscendo dal ventennale incubo di Berlusconi, e parlando direttamente alla parte più dinamica del paese che non vuole morire di oligopolio.

Significa anche dare al servizio pubblico una missione propulsiva e insostituibile: assicurare al paese una piena autonomia nei nuovi linguaggi multimediali, in un mercato plurale e diversificato.

di Michele Mezza

da www.articolo21.info"

Da Megachip. ph34r.gif

Link utili:

Punto informatico

Wikipedia EN

Save The Internet

Dig - Net Neutrality

Edited by Judicator

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Di solito non posto link esterni, ma questo argomento mi sta molto a cuore e vorrei proporvi questo video:

http://www.alfonsofuggetta.org/?page_id=512

pubblicato sul blog del mio ex-professore di Ingegneria del Software (ex non perché é morto...ma perché non é più mio prof visto che l'esame l'ho fatto 2 anni fa).

La neutralità della rete è qualcosa di fondamentale per mantenere Internet come la conosciamo oggi. Questa problematica è forse ancora più fondamentale del DRM di cui parlano tutti, perché se i sistemi anticopia evolvono forse non sarete più in grado di scaricarvi l'utlimo film uscito al cinema dal mulo, ma se la rete diventa a n-velocità, vi assicuro che non lo scaricherete lo stesso (basta che gli isp danno 10k di banda a user per il traffico P2P) e in più vedremo la fine di ciò che conosciamo oggi, cioè una Internet che mi da oggi la sensazione di essere l'unico e ultimo posto dove posso sentirmi libero su questo pianeta.

Vi segnalo poi questa notiza di PI

http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1543432&r=PI

che sembra non aver nulla a che vedere con la neutralità della rete, ma in realtà mi ha dato uno spunto interessante di riflessione...se è vero che per ora gli ISP hanno il coltello dalla parte del manico perché di fatto se loro chiudono la rete non esiste più, ciò che sta facendo FON mi ha fatto riflettere.

Supponiamo che nel 2012 (data non scelta a caso...ma la capiranno solo in 2) si arriva al punto che Internet non esiste più in quanto gli ISP hanno ottenuto le 2 veloctà, le major il DRM su tutto e quindi nessuno di noi vuole più la connessone a banda larga perché non sappiamo cosa farcene...ma milioni di utenti utilizzeranno Internet come se fosse la TV (cioè non più un mezzo dove tu scegli cosa vedere, ma dove loro scelgono x te) e quindi gli ISP avranno lo stesso le tasche piene...supponiamo che questo mondo fosse un futuro possibile. Bene viene in aiuto FON. A patto di essere abbastanza numerosi, una nuova rete basata interamente su wireless, con offerta di router gratuiti, connessa alla rete principale ma indipendente nella gestione del traffico. Di fatto fingi di essere parte della Internet delle major, in pratica passi la maggior parte del traffico via wi-fi. Sistemando il protocollo wi-fi questo non è irrealizzabile (e la teoria della comunicazione a commutazione di pacchetto è lì proprio per dimostrarci che con un numero sufficiente di nodi siamo a posto). Se si realizzasse ciò la vera Internet saremmo noi e quindi niente più dipendenza dagli ISP e niente più controllo delle major. Il tutto viaggia via etere quindi voglio vedere come fermare la gente...installano filtri passa banda sullo spazio aereo vicino alle città...boh potrebbero arrivare a farlo ma nn penso sia tecnicamente conveniente (costerebbe milioni di miliardi).

Ora la sto facendo stra-semplice, perché ci sono centinaia di problemi da gestire, come l'instradamento che va beh via ARP non funzionerà mai su una rete globale senza dorsali principali...ma in fondo si può trovare un modo per sfruttare la internet base per il routing e una volta risolti gli indirizzi si passa tutto via etere. Insomma ci sono problematiche tecniche da pensare di risolvere, ma non è irrealizzabile. Cosa ne pensate? Potremo mai avere noi milioni di utenti che sanno cos'è la Internet libera più potere delle major? Ma soprattutto legalizzeranno mai in Italia la fornitura di accesso alla rete a terzi da parte di un privato (e cmq se non la legalizzano si fa isi abusiva sostenendo che non sei un esperto di sicurezza e che ti hanno bucato il router happy.gif)

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FON mi era parso 1 progetto ottimistico in massima parte a causa del potere legislativo dei governi che potrebbero essere influenzati da poteri + forti.

Quello che nn mi è chiaro è la fattibilità: Stereo, tecnicamente cosa servirebbe x contribuire alla causa? ph34r.gif

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Per ora ci sono appunto dei forti vincoli legali. In pratica basterebbe un router wireless con un firmware adeguato, in realtà in Italia il tutto è ancora fuori legge, quindi non ci resta che aspettare e vedere come si evolvono le cose.

Quello che è certo è che il principio grazie al quale la nostra Internet funziona è trasportabile (seppur con le dovute modifiche) al mondo del wi-fi. Perciò se nei prossimi anni si arriverà alla costruzione di un'infrastruttura wi-fi su scala planetaria (giustificata dalla necessità di accedere alla rete con il proprio dispositivo notebook/pocket pc da ogni parte del globo), questa rete potrebbe essere sfruttata dagli utenti per conquistarsi una loro libertà di infrastruttura.

In sostanza per ora tutto passa su cavo, il cavo è di Telecom Italia (o AOL o altro provieder nel mondo) e se lei decide di filtrarci il traffico P2P noi siamo fottuti. Se lei decide di destinare tutta la banda ai servizi rosso-alice noi non possiamo fare nulla. I nostri dati passano attraverso i suoi router (a meno di far fare ai dati giri strani, ma cmq se ti filtrano a 1km da casa la vedo dura) ed è lei che decide le impostazioni.

Al contrario se si arrivasse ad una network wi-fi su larga scala, il mezzo trasmissivo sarebbe l'aria, quindi controllato da nessuno. Il dispositivo trasmissivo sarebbe il router che ogni persona ha nella sua casa, quindi controllato solo ed esclusivamente da lui. Quindi basterebbe che invece di installare un client P2P come si fa oggi, gli utenti installassero tutti un firmware adatto sul loro router per poter realizzare una rete gestita solo ed esclusivamente da noi utenti.

E se uno decide di filtrarmi il traffico P2P? Qui ci viene in aiuto il protocollo TCP/IP e la teoria della commutazione di pacchetto! Se io chiedo un file viene inviato diviso in 4 blocchi, questi blocchi fanno percorsi differenti a seconda della congestione della rete. Se uno mi filtra il traffico P2P esistono dei messaggi di acknowledge che mi fanno rilevare che il pacchetto non è arrivato e inviano una richiesta di ritrasmissione. E se i pacchetti vengono alterati? Il bello è che esistono i sistemi di crittografia a chiave asimmetrica grazie ai quali è possibile togliere a chi fa passare il pacchetto la possibilità di leggerne il contenuto (e volendo persino gli header di livello interno), quindi se lui altera il contenuto il pacchetto viene comunque ritrasmesso e fa 1 altra strada.

Tradotto in termini semplici: oggi tutto il traffico passa per grossi nodi che è facile controllare. Filtri il P2P su quelli e nessuno in un intero Stato è in grado di scambiarsi dati P2P. Se si arrivasse ad una rete wi-fi globale non si passerebbe più attraverso grossi nodi, quindi nessuno mi potrà più filtrare il P2P.

I problemi tecnici sono molti, il primo e più grave è la ridotta portata delle reti wi-fi. Ma le tecnologie ci verranno in soccorso e risolveranno a breve questi problemi. Sarà tutta questione di diffusione e volontà degli utenti di unirsi (che per ora hanno dimostrato essere piuttosto solida).

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Ok, in pratica si tratta d cambiare la strada che i dati percorrono per arrivare nelle nostre case da cavo ad etere.

Per fare ciò c'è bisogno d 1 rete alternativa d dispositivi wireless che sostituisca l'attuale infrastruttura d rete.

Quindi io devo avere 1 router wireless e così anche il mio dirimpettaio e (tutti?) gli altri inquilini (abito in condominio).

Come è possibile farlo infrastrutturalmente senza 1 aiuto da parte dello Stato? Intendo a livello comunale, insomma, come coprire anche 1 piccolo comune come il mio, circa 20000 anime, senza 1 minimo d infrastrutture? ph34r.gif

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grazie per queste preziose info, cercheremo di informare piu persone possibili! icon15.gif

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Come è possibile farlo infrastrutturalmente senza 1 aiuto da parte dello Stato? Intendo a livello comunale, insomma, come coprire anche 1 piccolo comune come il mio, circa 20000 anime, senza 1 minimo d infrastrutture?

Appunto qui sta il problema. Se la portata di un router domestico è ora di un raggio di 60 mt circa, questa regola non vale per ogni router wi-fi esistente. Alla mia università ad esempio il router 3-com genera un campo che copre tutte le 105 aule dell'edificio dove hanno sede i laboratori di informatica, oltre ad arrivare con un segnale debole anche a distanza di 100 mt circa dalle mura esterne dell'edificio.

Ora se è vero che con i router domestici che abbiamo ora l'infrastruttura di cui ho parlato è irrealizzabile, con router più seri non è così. Diciamo che con router abbastanza potenti io da solo potrei coprire tutta la mia schiera di villette, e se già fossimo in 2 su 10 famiglie esisterebbero ben 2 percorsi alternativi per i dati a livello base per ogni persona che è coperta dalla rete. Ma c'è di più, se fossero 2 anche nella schiera vicina alla mia, i percorsi alternativi sarebbero 4. E se fossero in 2 anche in quella successiva? Sarebbero 8 e così via. Se uno ha il router spento si trova 1 altra strada. Se io sto in mezzo a 5 campi wi-fi, a patto che almeno 1 dei 5 abbia la network accesa io riesco ad uscire, poi il giro che fanno i dati può essere qualsiasi.

Il problema vero è quindi la portata ridotta dei router attuali. Servirebbero router economici con 500 mt di raggio di generazione della rete.

Per ora appare quindi molto poco realizzabile come cosa, ma tra 5-6 anni secondo me sarà la strada che noi utenti vorremo percorrere se le leggi si evolvono nella direzione che sembrano aver presto. Voi sarete disposti a rinunciare alla Internet che conoscete per avere un surrogato della TV dove potete vedere solo ciò che il vostro provider vi fa vedere? Io no di certo e se la pensano come me almeno 2 milioni di Italiani la rete alternativa non è irrealizzabile. Basta pensare che quando hanno fatto la prima dimostrazione di ARPANET (l'attuale Internet nasce da un progetto denominato ARPANET del Ministero della Difesa USA) nessuno credeva possibile una comunicazione senza connessione diretta tra 2 punti...quando hanno visto che funzionava hanno sollevato 100000000 obiezioni sulla possibilità di funzionare su larga scala nel mondo reale, perché c'erano problemi di sicurezza, problemi tecnici di segnale, problemi di instradamento...il tutto si è risolto con il tempo, l'importante è credere nell'idea, l'implementazione non possiamo nemmeno immaginarla ora...visto che di novità si tratta se avessimo già in mente ogni dettaglio tecnico allora non sarebbe più una novità ma un qualcosa di già esistente.

Se poi lo Stato ci vuole aiutare con le infrastrutture mettendo qualche ripetitore di segnale WiFiMAX in ogni città questo certo non guasta, ma attenzione perché in linea di massima questi apparati verrebbero dati in gestione a società private come Telecom Italia che ci riproporrebbe il problema delle 2 velocità. La cosa bella del wi-fi è la possibilità di indipendenza degli utenti dal fornitore di servizi, vedremo con il tempo se sarà possibile realizzare qualcosa di simile alla mia personale utopia happy.gif

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Ok diciamo che abbiamo il tempo d vedere come evolve la situazione della rete ed organizzarci per tempo.

1 dubbio mi assilla: dato che questi router wireless usano radiofrequenze e dato che dovrebbero avere 1 portata d alcune decine d metri mantenendo 1 segnale d buona potenza nn è che mi friggono le gonadi mie e quelle dei miei vicini a tenerlo acceso 24/7?

Estendendo il discorso se 3 individui su 10 tenessero acceso i router nn si creerebbe 1 eccessivo elettro inquinamento?

Scusa se t tormento, ma credo sia 1 discorso interessante. ph34r.gif

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Sì è un discorso interessante. Purtroppo per l'inquinamento elettrico ci sono delle distinzioni da fare. Io non sono un esperto di radio-tecnica, quindi non so entrare nei dettagli, però ti so dire che ci sono antenne ad alta emissione di potenza e antenne a bassa emissione di potenza. In sostanza quell'emissione di potenza di misura in dB e tanto più è elevata tanto più nell'aria viene generato un campo elettrico. La soglia di sicurezza prevista dalla legge per i campi elettrici dentro cui ci devono vivere delle persone è di 6 V/m^2, cioè 6 Volt al metro quadro. Di solito un campo elettrico così forte si registra nelle abitazioni che stanno vicine ai tralicci dell'alta tensione o alle antenne della rete cellulare mobile. In particolare se ti interessa il discorso c'è questo articolo che è piuttosto interessante ma molto tecnico.

http://xoomer.alice.it/albpales/Telefonia_mobile/toc-it.htm

In sostanza le onde elettromagnetiche hanno tante caratteristiche, tra cui le più importanti sono la frequenza e l'ampiezza. L'ampiezza mi dice quanto è alta l'onda, la frequenza mi dice quanto sono vicini due periodi dell'onda (mi da una misura della lunghezza d'onda. Frequenze elevate corrispondono a lunghezze d'onda ridotte). Tanto più la lunghezza d'onda è ridotta, tanto più c'è pericolo per l'uomo di contrarre malattie tumorali, in quanto più la lunghezza d'onda è piccola più l'onda è in grado di attraversare i nostri tessuti e ionizzare le cellule che si trovano all'interno del nostro corpo. Normalmente vengono considerate altamente pericolose per la salute dell'uomo le onde elettromagnetiche a frequenza molto elevata, come i raggi X e i raggi gamma.

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Questa immagine dovrebbe darvi un'idea di com'è fatto lo spettro elettromagnetico. Ora come potete vedere tanto più la frequenza è elevata, tanto più la lunghezza d'onda è ridotta. Per avere una traduzione delle lunghezze d'onda in frequenze guardate questa immagine:

user posted image

Ora è chiaro che la rete wi-fi che trasmette a 2.5-5 ghz è ancora nella banda delle radio-frequenze, quindi ampiamente sotto lo spettro del visibile e perciò assolutamente non dannosa per l'uomo dal punto di vista della ionizzazione delle cellule interne. Quindi diciamo che essendo onde radio potremmo pure salire di molto con la frequenza (anche di 10 volte tanto) e non avere alcun pericolo per la nostra salute in termini di ionizzazione cellulare (in pratica le onde a frequenza infriore all'ultravioletto non sono in grado di spezzare legami chimici degli atomi del nostro corpo.)

Dove sta il problema allora con i cellulari? Dove sta il problema delle antenne mobili. Direi che è spiegato nell'articolo che ho linkato all'inizio. Non si tratta di pericolo dovuto radiazioni ionizzanti, ma di campo elettrico generato in prossimità dell'antenna. Se questo è troppo elevato c'è un potenziale rischio non accertato per la salute. Dico potenziale e non accertato in quanto diversi studi sull'argomento non sono stati capaci di dimostrare se c'è un legame vero tra l'insorgenza di tumori e l'esposizione a onde elettromagnetiche a bassa frequenza. In particolare è stato affermato all'ambasciata USA di Mosca dove circa 2000 persona hanno lavorato per 20 anni esposte a micronde elettromagnetiche non hanno avuto alcun problema di salute particolare. Ora le micronde sono di frequenza più elevata rispetto alle onde radio...quindi se non hanno avuto problemi loro...in realtà ci sono pareri contrastanti nella comunità scientifica, certo è che un router wi-fi è molto molto molto molto meno potente di un'antenna per telefoni cellulari e il rischio per la nostra salute tende ad essere nullo. Poi ovvio che se stai con la testa appoggiata sulla sua antenna tutto il giorno può essere un problema, ma in generale dovrebbe essere piuttosto sicuro.

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Grazie per le delucidazioni Stereo mi hai fatto rispolverare alcuni concetti, studiati parecchio tempo fa, che hai esposto in maniera molto semplice e comprensibile x tutti.

Se t va potresti completare il topic con le informazioni rimaste fuori, e che credi necessarie, allo scopo d completare questa piccola knowledge base per chi è interessato alla sopravvivenza della rete. ph34r.gif

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